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A MENTE FREDDA – Ritorno al Max con vendetta. Bentornato De Ligt. Chiesa? Ormai è una “cattedrale”

autore
Quintiliano Giampietro
per Tuttojuve.com
giovedì 30 settembre 2021, 11:20Primo piano
autore Quintiliano Giampietro
30.09.2021 11:20Primo piano
Matteo Gribaudi/Image Sport
Matteo Gribaudi/Image Sport

Forse è prematuro definirla gara della svolta. Tre cose però sono certe: testa del girone senza incassare gol, passo avanti importante verso la qualificazione agli ottavi di Champions e dose massiccia di autostima. Contro i campioni d'Europa, nella serata più difficile, Allegri ritrova la sua Juve, un frullato di solidità, concretezza e carattere. Come da vecchio dna, quello sintetizzato nel motto ”fino alla fine”. Nel post gara, il tecnico livornese gioisce, senza però risparmiare una frecciatina dal sapore di vendetta ai suoi detrattori, sempre pronti con l'immancabile #allegriout: “Ai tanti non piacciamo, ma serve questa rabbia per vincere le partite”. La stessa di De Ligt. L'olandese, da un paio di partite era in ripresa, contro la squadra di Tuchel disputa una gara praticamente perfetta. Ancora una volta, in collaborazione con il professor Bonucci, Lukaku viene letteralmente annullato. Una conferma; contro Madama il gigante belga finora ha segnato solo su calcio di rigore. A prescindere dalla coppia centrale bianconera.

A centrocampo solo Rabiot stenta e sembra lontano dalla forma migliore. Bentancur come al solito regala qualche brivido per eccesso di irruenza e di confidenza con la palla, ma fa legna e alla lunga la sua grinta è preziosa per tutta la truppa. In una serata da battaglia, inevitabile un Locatelli più di lotta che di Governo. Ormai l'ex Sassuolo pare pienamente inserito nel contesto bianconero, sotto il profilo tecnico-tattico e non solo. Mai scontato per chi arriva dalla provincia, spesso schiacciato dal peso della maglia, storicamente più elevato rispetto a quello delle altre.

Complice la doppia assenza di Dybala e Morata, Allegri alla vigilia aveva parlato di qualche stravolgimento. In avanti si vede qualcosa di diverso. Partenza con il tridente, Bernardeschi falso nove. L'ex viola svolge al meglio il suo ruolo inconsueto, fino a quando non arretra e agisce alle spalle di Chiesa, udite udite, centravanti. Questo è un inedito. E dopo qualche secondo dall'inizio della ripresa, Fede va in rete grazie ad un assist geniale del suo omonino. Un caso? Siamo autorizzati a pensare di no.

Chiesa merita un capitolo a parte. Ormai è difficile trovare l'aggettivo giusto per connotare questo giocatore, arrivato nella passata stagione tra lo scetticismo di tanti. Uno dei pochi ad essere promosso sotto la gestione Pirlo, protagonista nel trionfo dell'Italia agli Europei e che si sta confermando anche in questa stagione. Tecnica, grinta, cattiveria agonistica, duttilità tattica, gol. Cosa chiedere di più? In sintesi uno da Juve, in rete nelle ultime 4 partite consecutive giocate in Champions con i bianconeri. Prima di lui era riuscito a farlo solo Del Piero. Potremmo scherzosamente ribattezzarlo Cattedrale, per il suo enorme salto di qualità rispetto al Chiesa formato viola e a quello dello scorso anno. Allegri pensa che in futuro potrà fare il centravanti. Nel frattempo giusta la standing ovation dello Stadium. Tributo riservato solo ai grandi. 

per Tuttojuve.com

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