LIVE TJ - ARRIVABENE: "Oggi presentiamo il frutto di tanto lavoro fatto dal settore giovanile". SOULÈ: "Voglio giocare e pensare solo alla Juve" MIRETTI: "Essere qua è un sogno". FAGIOLI: "Potevo andare in prestito, ma sono felice di essere qua"
Nicolò Fagioli, Fabio Miretti e Matias Soulè hanno parlato in conferenza stampa. Saranno presenti anche Maurizio Arrivabene e Federico Cherubini. TuttoJuve.com seguirà l'evento in diretta:
Inizia a parlare Maurizio Arrivabene
"Buongiorno a tutti. È un piacere per me essere qua in questa occasione, perché presentiamo il frutto di tanto lavoro fatto dal settore giovanile che finalmente approda in prima squadra come Nicolò, Fabio e Matias. Questa è un'occasione importante e un progetto iniziato e voluto fortemente da Federico Cherubini. Il progetto è stato poi portato avanti da quello che si considera il padre putativo di Fagioli, Gigi Milani, poi Massimiliano Scaglia e Giovanni Manna. Li ringraziamo per il grande lavoro fatto, se questi tre ragazzi sono in prima squadra è grazie al loro lavoro e al loro credere in questo progetto. Benvenuti ai nostri tre giocatori".
La parola passa a Federico Cherubini
"Ringrazio Maurizio per questa introduzione e alle parole per il gruppo di lavoro che guido da qualche anno. Essere qui è un piacere, i ragazzi lavorano ogni giorno sul settore giovanile. Questa presentazione rappresenta un momento per noi fare una riflessione sul nostro progetto. Quattro anni fa abbiamo incominciato con la seconda squadra, ma dieci anni fa già parlavamo di come il sistema formativo italiano non portasse giocatori in prima squadra e le nostre riflessioni iniziavano molto prima. Abbiamo cercato di risolverlo con l'aspetto formativo: facendo forti investimenti sulle strutture e allenatori, sulle figure che sono con i ragazzi, sulle metodologie. Ci siamo trasferiti alla Continassa ma il club ha continuato a investire fortemente su Vinovo. Abbiamo messo i ragazzi nelle condizioni di crescere nelle migliori condizioni. Poi abbiamo affrontato il tema del percorso: prima alla fine del campionato Primavera entravano in un limbo, quello del prestito. Ormai da più di 10 anni analizziamo le statistiche del campionato primavera che sono purtroppo statiche e non più del 3% dei giocatori della primavera poi va in Serie A. Dal 2018 abbiamo avuto la possibilità di iscrivere la seconda squadra e abbiamo intrapreso un rapporto virtuoso con la Lega Pro e colgo l'occasione di ringraziare il Presidente Girelli. Giochiamo per competere ma per formare per la prima squadra. Oggi i nostri tre ragazzi che sono qui hanno già più di 100 presenze con la seconda squadra e nel caso di Nicolò ha presenze anche con squadre esterne".
Ci raccontate il vostro il percorso?
Soulè: "io sono arrivato all'Under 17 e ho avuto qualche infortunio e poi sono andato in Primavera ed è arrivata la pandemia. Poi è arrivato mister Zauli e quando c'era da giocare la Youth League mi sono fatto male di nuovo e ho ripreso con mister Bonatti facendo il mio esordio nel 2020. Ho fatto tutto da lì, non ho poi avuto problemi e ho giocato tutto l'anno. Poi nella seconda stagione ho ritrovato mister Zauli ho fatto tutta a stagione dove siamo arrivati ai quarti dei playoff e adesso sono qua".
Miretti: "Sono arrivato alla Juve da quando avevo 8 anni e ho fatto tutta la trafila qua. Dalla scorso anno ho iniziato ad essere convocato e ho fatto qualche presenza e adesso sono qua stabile in prima squadra.
Fagioli: "Ho iniziato con i giovanissimi poi tutta la trafila e due anni con la Juve under 23 e poi in prestito alla Cremonese e adesso sono qua".
Soulè come mai hai scelto la Juve? Qualche retroscena invece Gigi Milani...
Soulè. "Ero a cena con il mio procuratore e mio papà. Dovevo scegliere tra 3 club. Ho scelto subito la Juve perché sognavo un club così grande e amo la sfide. Sapevo le difficoltà di dover arrivare in prima squadra. Sognavo da piccolo una squadra così grande".
Miretti: "Io sono arrivato a 8 anni ero tifosissimo della Juve. All'inizio c'era il Toro, ma la Juve offriva qualcosa in piu".
Fagioli: "È stato facile scegliere alla Juve grazie a Gigi Milani. Lui mi portava allo stadio a vedere le partite della Juve ed io anche sono un tifoso perciò è stato facile".
Cosa potete dare alla Juve?
Miretti: "Essere cresciuti nel settore giovanile ci fa arrivare pronti, conosciamo i nostri doveri verso la società. Questa è una questione di identità che ormai viviamo da anni. In un contesto di prima squadra il mio compito è quello di imparare dai giocatori più esperti, non trasmettere valori che sanno già".
Fagioli: "Essere qui da tanto tempo è un vantaggio per noi perché sappiamo quello che ci viene chiesto. Possiamo essere d'esempio per i più giovani".
Che effetto ti fa essere definito fortissimo da Di Maria?
Soulè: "Io sono sempre tranquillo e provo a imparare tutto. Il rapporto con Di Maria è bellissimo. Condividiamo il fatto di esser argentini beviamo mate e sicuramente poi verrà a casa mia a mangiare".
Quanto è stato importante il prestito in Serie B?
Fagioli: "Ho avuto la fortuna di allenarmi con Ronaldo. Ho iniziato a 17 anni, la prima tournée con Allegri e poi 6 mesi con Pirlo. La scelta Ia andare in prestito è stata azzeccata perché ho trovato minutaggio e continuità".
Il tuo idolo da bambino?
Miretti: "La cosa più difficile che ho dovuto affrontare lo scorso anno è stato l'adattamento fisico, di forza, velocità. L'aspetto che mi ha messo più in difficoltà è stato l'aspetto psicologico quello di adattarmi ai diversi ritmi e difficoltà. Il mio idolo era Nedved poi sono cresciuto e ho cambiato ruolo e adesso il mio idolo è De Bruyne.
Potevate andare in prestito?
Miretti: "Essere qui è un sogno. Negli anni è diventato un obiettivo, aver raggiunto tutto questo è motivo d'orgoglio. A volte non ti accorgi della fortuna che hai e di tutto quello che la società ti mette a disposizione e lo sottovaluti. Essere qui è motivo d'orgoglio. Il prestito? Non lo so, sono rimasto e le mie forze e il mio pensiero sono concentrati sulla Juve. Sono felice di essere qui".
Fagioli: "Erano 4 o 5 nni che facevo su e giù, con la società abbiamo deciso di restare e sono contento. C'era la possibilità del prestito, ma sono rimasto".
Soule: "Quando arriva il momento in cui sei qui è un'emozione incredibile. Mi danno il numero nello spogliatoio, il numero di camera e ti dice che sei qui: è tutto bellissimo. Me lo dicono i miei genitori, io a volte non mi rendo conto delle cose che ho fatto. Non pensavo di poter essere qui. Ora sono qui e voglio pensare a questo, poter giocare qua e avere minutaggio".
Cosa ti ha colpito della partita di martedì?
Miretti: "Mi ha colpito la qualità e velocità di ogni smarcamento e passaggio tutto con grande qualità. Questo mi ha colpito enormemente".
Domande per Federico Cherubini
Sul passaggio alla Next Gen...
"Abbiamo cambiato format dall'Under 23 alla Next Gen. Il next Gen comprende l'under 23 ma anche la strada che faranno poi eventualmente in prestito. Adesso abbiamo due ragazzi come De Winter e Ranocchia che giocano in Serie A. I tre ragazzi oggi in conferenza hanno oltre 100 presenze con la Juventus Under 23, siamo soddisfatti di loro e del fatto c'è mister Allegri abbia detto che il club ha fatto mercato valorizzando i giovani. La bontà del progetto sarà data dal tempo che si ritaglieranno in campo".
Sul cambiamento del progetto...
"Per quanto riguarda il progetto della squadra è attualissimo e ci auspichiamo che ci siano altri club. Quando ci incontriamo con altre dirigenza, cerchiamo di far capire il valore aggiunto dell'esperienza. Noi pensavamo che l'area prestiti fosse importante, poi abbiamo capito il passaggio e se abbiamo potuto farlo e grazie alle ingenti risorse investite al club. Cerchiamo di restituire qualcosa rispetto a quanto il club credesse alle nostre parole. Non sta cambiando il progetto. Stiamo rivisitando, guandando in chiave moderna. Il nostro DNA non potrà mai prescindere dal campione, dagli acquisti, da que giocatori che hanno rappresentato e rappresentano icone per la maglia della Juve. Ma in un calcio di sostenibilità, il settore giovanile non è solo imposto dai regolamenti, ma può diventare una risorsa. Nessun cambio: c'è solo un'idea di una nuova identità, con il patrimonio creato".
C'è un progetto di uno stadio per la seconda squadra? Come spiega la solitudine della Juve nelle Seconde squadre?
"C'era un progetto chiaro prima della pandemia e adesso è stato sospeso. Quando ci saranno le condizioni sarà un valore aggiunto e dobbiamo rispettare il momento che stiamo vivendo. Dovremmo chiedere a loro eravamo sette club tutti convinti, ma non so cosa abbia frenato gli altri in questo percorso e speriamo che qualcun'altra ci segua".
Parla Maurizio Arrivabene
"Vorrei soffermarmi sulla definizione che noi diamo all'Under 23, oggi Next Gen. Non esprime solo attraverso il nome quella che è un'iniziativa dal punto di vista sportivo. E' un termine più allargato. Giornalmente si leggono fatti relativi a certi comportamenti che non fanno piacere. Next Gen non significa solo calcio, ma è un esempio che questi ragazzi devono dare agli altri. Non significa solo calcio, Miretti lo sa bene, perché parliamo anche di dare gli esami di Maturità perché devono rappresentare un esempio. Indicare una strada ben precisa di esempi da seguire questa è la volontà della società. Riguardo al mercato c'è una scelta ben precisa legata a questi ragazzi, perché hanno bisogno di un mentore e a loro servirà per prendere esempio e diventare come i campioni con cui si stanno allenando. Ringrazio Gianluca Pessotto perché è una persona molto umile e le persone umili mi piacciono molto. Sta dando un contributo fondamentale a questo progetto".
Termina la conferenza stampa


