Carnevali scende in battaglia, no alle aste, tre principi cardine
Più che un'intervista, è sembrato un manifesto programmatico, le parole di Giovanni Carnevali non hanno riguardato soltanto il mercato, ma hanno delineato con chiarezza la filosofia della nuova Juventus, perchè dietro le risposte sul caso Kolo Muani, sui portieri e sui nomi accostati ai bianconeri emerge un messaggio preciso: la Juventus vuole tornare a vincere, ma lo farà seguendo un metodo, senza improvvisazioni e senza farsi trascinare dall'ansia del mercato.
Sono tre, in particolare, i concetti che emergono con forza dalle dichiarazioni del nuovo amministratore delegato bianconero.
La Juventus ha finalmente una direzione chiara
Il primo messaggio riguarda la struttura societaria, prima ancora dei giocatori, Carnevali ha voluto sottolineare l'importanza di costruire una dirigenza forte, l'arrivo di Ricky Massara rappresenta il primo tassello di questa nuova organizzazione. Carnevali lo ha spiegato senza giri di parole: prima si costruisce la squadra che lavora dietro le quinte, poi arriverà quella che scenderà in campo, l'idea è quella di creare una società moderna, organizzata e competente, nella quale ogni figura abbia responsabilità precise. Massara guiderà l'area tecnica, Marco Ottolini continuerà a svolgere il ruolo di direttore sportivo e l'intera struttura verrà rafforzata per riportare la Juventus ai massimi livelli con Chiellini come figura istituzionale delicatissima. È un cambio di mentalità significativo, negli ultimi anni la sensazione era quella di una società spesso costretta a rincorrere gli eventi, oggi, invece, Carnevali parla di programmazione, organizzazione e competenze. Prima della squadra, viene il club.
Nessuno prenderà la Juventus per il collo
Il secondo messaggio è forse quello destinato a fare più rumore, parlando della trattativa per Randal Kolo Muani, Carnevali ha scelto una linea di assoluta fermezza. Il PSG non abbassa le richieste? La Juventus non alza la propria offerta, un principio semplice, ma estremamente significativo. Il dirigente bianconero ha ribadito più volte che il mercato richiede pazienza e lucidità, soprattutto in un momento in cui molte valutazioni vengono considerate fuori mercato. La frase più significativa è probabilmente questa: "Non ci corre dietro nessuno, non dobbiamo sbagliare." È un concetto che fotografa perfettamente la nuova strategia bianconera. Negli ultimi anni la Juventus è stata spesso criticata per operazioni economicamente pesanti, concluse anche a condizioni poco favorevoli pur di chiudere rapidamente le trattative.
Carnevali vuole ribaltare questa impostazione, se il PSG continuerà a chiedere cifre considerate eccessive, la Juventus sarà pronta a guardare altrove. Vale per Kolo Muani, ma anche per qualsiasi altro obiettivo, anche parlando di Sørloth, di Vlahovic e delle altre possibili alternative, il dirigente ha lasciato intendere che il club sta lavorando su numerosi tavoli contemporaneamente.
Nessuna corsa contro il tempo.
Il terzo concetto è forse quello più interessante perché riguarda la visione futura del club, Carnevali ha parlato di una Juventus che deve ragionare come una grande società internazionale, non concentrarsi esclusivamente su un nome, ma avere una visione globale del mercato, essere pronti a cogliere occasioni che possono nascere anche da un giorno all'altro. Quando gli è stato chiesto di Bruno Fernandes, la risposta è stata volutamente prudente, ma ha nascosto un principio molto importante. "Non bisogna chiudere nessuna porta". Nel calcio moderno il mercato cambia continuamente e una società di alto livello deve essere pronta a reagire rapidamente, una filosofia molto diversa rispetto al passato recente, quando spesso la Juventus sembrava inseguire pochi obiettivi senza avere reali alternative, Carnevali, invece, parla di opportunità, flessibilità e capacità di adattamento, la mentalità dei grandi club europei.
L'obiettivo è quello di scegliere con attenzione il momento giusto per intervenire, questo non significa rimanere fermi, significa aspettare l'occasione giusta, un principio che potrebbe rivelarsi decisivo soprattutto nella seconda parte del mercato, quando molte società saranno costrette a rivedere le proprie richieste.
La Juventus, in ogni caso, non vuole più rincorrere gli altri, vuole tornare a decidere tempi, strategie e condizioni delle proprie operazioni, una linea che richiederà pazienza ai tifosi, ma che potrebbe rappresentare il primo vero passo verso una ricostruzione solida e duratura.


