In direzione ostinata e contraria economicamente parlando
Due anni fa, Cristiano Giuntoli voleva una cura dimagrante per la Juventus. L'ha fatta per diversi stipendi importanti. Come quelli di Chiesa e Danilo, oppure Alex Sandro o Szczesny - anche se qui aveva pagato il 90% del suo ingaggio, salvato poi dall'approdo al Barcellona - utilizzando una formula un pelo diversa, cioè quella di spendere tanto sugli acquisti ma relativamente poco sugli stipendi, o quasi. Perché Douglas Luiz e Koopmeiners sono comunque cifre top, mentre per Vlahovic non c'era stata nemmeno una discussione per provare a cambiare le cose.
Celik è un titolare?
Forse negli undici no. Perché Bremer e Kalulu da quella parte della retroguardia sono intoccabili, a meno che non si voglia giocare a tre e allora qualcosa cambia, al netto di un McKennie che lì ci può giocare. Lo stipendio non è banale perché è intorno ai 2,5 milioni per qualcuno che, attualmente, può essere considerato una riserva. Può entrare nelle rotazioni facilmente, questo è vero, e probabilmente Joao Mario saluterà nuovamente, ancora da capire la destinazione.
Il trend
Per tornare a vincere subito bisogna puntare su giocatori forti ed esperti. Chi è fra i ventitré e i ventisette anni costa troppo, quindi meglio puntare sull'usato sicuro. Così facendo però il monte ingaggi si alzerà. Basti pensare a cosa succederà con Emiliano Martinez, sempre che sia lui, oppure per il prossimo attaccante. Perché uno, oltre a Pellegrino in caso, servirà.


