Tacchinardi: "Alla Juve serve un giocatore top che rivoluzioni il centrocampo"
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Alessio Tacchinardi ha parlato di Juventus e come di consueto, da grande tifoso quale è della squadra bianconera, non ha avuto problemi a sottolineare anche le palesi criticità di un progetto che fatica a decollare.
Preoccupazione per una squadra che non cresce
Rispetto al recente passato qualcosa è stato aggiustato, ma come sottolinea l'ex centrocampista, questo non può bastare: "Mi preoccupa il fatto che da anni ormai non abbiamo una Juve da titolo, e credo che questo sia un problema anche per Spalletti, che di fatto non si sbilancia. L'allenatore è un top e la dirigenza adesso è di grande livello, ma deve fare il mercato più difficile del mondo, perché si porta dietro un carrozzone di esuberi che non la fa partire da zero, ma da -50 o -100. Mi dispiace che Carnevali venga giudicato per questo mercato, nonostante il carrozzone non l'abbia certo creato lui. Servono tanti innesti, in porta come in attacco, ma credo che ci si dovrebbe concentrare prima ancora sul centrocampo che da troppo è il punto debole di questa squadra. Locatelli è quello lì, Thuram non è cresciuto, Koopmeiners dopo due anni a vuoto direi che ormai possiamo considerarlo irrecuperabile, si è salvato un po' McKennie, che è un tuttofare, ma questa squadra ha bisogno terribilmente di un giocatore di enorme personalità e di carisma, che prenda per mano i compagni".
"La tecnica si allena, la personalità no"
Quella della personalità è forse la pecca maggiore di questa Juve per Tacchinardi: "Serve assolutamente un leader in mezzo al campo, uno che quando la palla scotta la comanda e dà i tempi alla squadra. Abbiamo visto come Rodri, o Modric lo scorso anno al Milan, siano in grado di cambiare volto a una squadra. Ecco, la Juve ha bisogno di un giocatore del genere. Il club ha voluto puntare su Locatelli, posso capirlo, ma lui ha bisogno di avere accanto giocatori con tutt'altre caratteristiche. Se al fianco di Locatelli metti un Tacchinardi, un Gattuso o un Ambrosini, o anche quel Thuram che non è cresciuto di gamba o soprattutto di gol, resta sempre quello lì. Sono curioso di capire quale sarà il progetto tecnico di questa Juve, perchè se Spalletti ha individuato in Locatelli il suo perno centrale e vuole giocare a due, deve mettergli a fianco una figura diversa da quelli che ha. Se, invece, vuole giocare a tre dovrebbe affiancargli due alfieri che fanno gol. Kessié? Sicuramente porterebbe personalità e secondo me funzionerebbe in un centrocampo a due, perchè non va in giro per il campo ma comanda dalla sua posizione. Con un calciatore di enorme personalità che comanda in mezzo al campo, anche Thuram ne potrebbe giovare".
L'opinione su Douglas Luiz
Spalletti sta provando intanto a riscoprire Douglas Luiz, che se tornasse ai livelli della prima esperienza all'Aston Villa sarebbe un acquisto top: "Tecnicamente è un giocatore valido, ma non credo abbia lo spessore per comandare il centrocampo della Juve. Fa sempre parte della categoria dei calciatori discreti, ma non di quelli che hanno un impatto tale da cambiare volto a un reparto. Spalletti è un grande allenatore, lo può aiutare con il suo modo di giocare e la volontà di dominare la partita e ne potrebbe pure esaltare le caratteristiche, ma Douglas Luiz dovrebbe metterci molto più ritmo, dinamismo e personalità. E questa o ce l'hai o non ce l'hai. Davids è arrivato alla Juve e ha comandato, Zidane lo stesso, così Nedved, il brasiliano alla Juve non l'ha dimostrato e nemmeno nei prestiti dello scorso anno. Miretti? Il discorso è lo stesso, ha qualità, ma come praticamente tutti i giocatori di questa Juve, si scioglie sotto pressione. Se viene tenuto con l'obiettivo di essere il giocatore che può dare il cambio a un trequartista di grande qualità e gli si toglie l'obbligo di dover reggere il reparto, si può anche tenere. In questo centrocampo l'unica certezza è McKennie, estremamente duttile e capace di fare sempre 5-6 gol a campionato, della pressione se ne sbatte e negli ultimi anni è stato quello che ha sofferto meno il peso delle responsabilità e che ha sempre cercato di provare a metterci qualcosa in più. Per me è un giocatore estremamente sottovalutato".


