Juventus, il problema è sempre lì: manca un vero regista e il centrocampo continua a faticare
La Juventus può cambiare uomini, sistema di gioco e principi, ma c'è una difficoltà che sembra essere sopravvissuta alla passata stagione: la squadra continua a non avere un centrocampista capace di comandare realmente la costruzione del gioco, le indicazioni arrivate dal precampionato, e in particolare dalla sfida contro l'Inter, hanno riportato in primo piano un problema che Luciano Spalletti dovrà risolvere.
Dalla difesa la palla esce troppo lentamente
Il primo campanello d'allarme riguarda la costruzione dal basso. Quando gli avversari aumentano la pressione, la Juventus fatica a trovare una soluzione pulita attraverso il centro del campo, la conseguenza è una circolazione spesso lenta, prevedibile e troppo orizzontale. I difensori hanno poche linee di passaggio davanti a loro e finiscono per scambiarsi il pallone oppure cercare direttamente gli esterni e gli attaccanti.
Contro squadre organizzate questo limite diventa evidente. Manca il giocatore che si abbassa, riceve sotto pressione, orienta il possesso e soprattutto decide quando accelerare e quando rallentare, ed è esattamente qui che nasce la domanda: perché la Juventus non interviene sul mercato?
Locatelli è importante, ma non è un regista puro
Il discorso inevitabilmente coinvolge Manuel Locatelli, sarebbe sbagliato trasformarlo nel responsabile delle difficoltà bianconere perché il nazionale italiano offre equilibrio, disponibilità tattica, recupero del pallone e capacità di sacrificio, può giocare davanti alla difesa, può iniziare l'azione e garantire ordine, ma la sua caratteristica principale non è quella di prendere continuamente in mano la squadra e governarne il ritmo attraverso il palleggio. Sono due concetti differenti: occupare la posizione del regista non significa necessariamente esserlo. Alla Juventus servirebbe un centrocampista che chieda continuamente il pallone ai centrali, sappia ricevere anche con un avversario alle spalle e abbia la visione necessaria per trovare immediatamente il compagno libero oltre la prima pressione.
Il problema era evidente già nella scorsa stagione
L'aspetto maggiormente preoccupante è proprio questo, non stiamo parlando di una difficoltà emersa improvvisamente durante la preparazione estiva, la Juventus aveva già mostrato gli stessi limiti nella passata stagione. Quando aumentava l'intensità degli avversari, la manovra diventava macchinosa. Troppi tocchi, poche verticalizzazioni immediate e una grande difficoltà nel collegare difesa e attacco attraverso il centro.
Spalletti vuole una Juventus che giochi, vuole comandare il pallone, costruire superiorità e arrivare nella metà campo avversaria attraverso una manovra riconoscibile. Per riuscirci, però, servono anche interpreti con caratteristiche precise, senza qualità in mezzo anche gli attaccanti vengono penalizzati
Il problema non riguarda solamente il centrocampo.
Una costruzione lenta finisce inevitabilmente per penalizzare Yildiz, Conceicao, Kolo Muani e gli altri giocatori offensivi, calciatori veloci e tecnici diventano molto più pericolosi quando ricevono il pallone contro una difesa ancora in movimento. se servono cinque o sei passaggi per superare la prima pressione, invece, l'avversario ha tutto il tempo di ricompattarsi. A quel punto anche l'uno contro uno diventa più complicato e gli attaccanti sono costretti a inventare qualcosa contro una squadra già schierata.
Serve qualcuno che detti i tempi
La Juventus sta cercando rinforzi in diversi reparti, ma il regista dovrebbe essere considerato una priorità almeno quanto altri ruoli, non necessariamente serve un grande nome o un investimento fuori mercato. Serve soprattutto un profilo funzionale: qualità nel primo controllo, personalità nel chiedere il pallone, rapidità di pensiero e capacità di giocare verticalmente.
Spalletti può migliorare molto attraverso il lavoro quotidiano e può trovare soluzioni differenti all'interno della rosa, ma determinate caratteristiche individuali difficilmente si possono costruire da zero.
La domanda alla Juventus: perché non intervenire?
Ed è qui che resta il punto interrogativo, se il problema era evidente lo scorso anno e continua a manifestarsi oggi, perché non intervenire in maniera decisa? La Juventus può acquistare un altro difensore, un portiere o un attaccante, ma se il pallone continua ad arrivare lentamente dalla difesa alla trequarti una parte dei problemi resterà inevitabilmente irrisolta.
Il mercato deve servire anche a correggere i difetti strutturali.
E quello della Juventus appare piuttosto chiaro: manca il giocatore che accenda la luce in mezzo al campo, Locatelli può essere importante anche nella nuova squadra di Spalletti, ma chiedergli di trasformarsi nel regista che detta costantemente tempi e geometrie significa probabilmente chiedergli qualcosa che non appartiene completamente alle sue caratteristiche.
La sensazione, allora, è che prima della chiusura del mercato la Juventus dovrebbe porsi seriamente il problema, perché gli uomini possono cambiare e la filosofia può evolversi, ma vedere riaffiorare gli stessi difetti della passata stagione sarebbe il rischio peggiore.


