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Rabbia da tenere!TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:35Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Rabbia da tenere!

La rabbia è quella giusta la serve la difesa di ferro

Contro il Chelsea si è vista una squadra aggressiva, compatta e orgogliosa. Spalletti vuole lo stesso atteggiamento nel Derby d’Italia: la qualità davanti cresce, ma il vero patrimonio di questo precampionato è un bunker che non va smontato

La giocata di Zhegrova, il ritorno di Yildiz, le accelerazioni degli esterni. Ma nella vittoria contro il Chelsea c’è stato qualcosa che probabilmente ha soddisfatto Luciano Spalletti ancora più del risultato: la rabbia della Juventus. Quella agonistica, naturalmente. La voglia di non concedere niente, di aiutare il compagno, di reagire a ogni pallone perso e di non abbassare la testa davanti a un avversario costruito spendendo centinaia di milioni.

È questa la Juventus che Spalletti vuole portarsi dietro anche contro l’Inter. Perché un’amichevole estiva rimane un’amichevole, ma il Derby d’Italia rappresenta inevitabilmente qualcosa di diverso. E se contro il Chelsea serviva personalità per misurarsi con una delle grandi inglesi, contro i nerazzurri servirà aggiungere anche quel pizzico di veleno agonistico che accompagna da sempre questa sfida.

La rabbia è piaciuta a Spalletti

Spalletti lo ha spiegato chiaramente dopo il Chelsea: gli è piaciuto soprattutto vedere una Juventus capace di «rimanere squadra» per tutta la partita.

È un concetto che va molto oltre la disposizione tattica.

Significa soffrire insieme quando l’avversario spinge, accorciare immediatamente dopo aver perso il pallone, raddoppiare sull'esterno, sporcare una linea di passaggio e poi avere ancora energie e lucidità per ripartire.

Contro il Chelsea la Juventus non ha avuto paura. Ha accettato anche momenti nei quali gli inglesi hanno preso campo, senza però disunirsi. Ed è probabilmente questo il passo avanti più significativo rispetto a certe partite della scorsa stagione.

Spalletti vuole una squadra che giochi bene, ma prima ancora pretende undici calciatori dentro la stessa partita.

Contro l'Inter sarà indispensabile.

Il livello emotivo inevitabilmente salirà. Juventus-Inter non è una partita qualsiasi nemmeno ad agosto e rappresenterà un altro test importante per capire a che punto sia arrivato il lavoro estivo, serviranno intensità e aggressività, ma senza trasformarle in frenesia.

La rabbia migliore è quella controllata: vincere un duello, arrivare prima sulla seconda palla, rincorrere un avversario dopo aver perso il possesso, pressare insieme invece che individualmente, cosa che abbiamo visto fare a Locatelli ma anche a Douglas Luiz, è  lì che si misura la crescita di una squadra. La Juventus contro il Chelsea ha mostrato proprio questo spirito. Adesso deve trasformarlo in abitudine.

Il tesoro è la difesa

Poi ci sono i numeri, quelli raccontano qualcosa di ancora più interessante: la Juventus non sta prendendo gol. Basilea, Standard Liegi, Nizza e Chelsea: quattro test e porta sempre inviolata. Cambiano gli avversari, cambia la difficoltà, cambiano anche uomini e disposizione, ma non cambia il risultato difensivo, il patrimonio che Spalletti deve proteggere.

La Juventus possiede ormai materiale per inventare. Yildiz sta tornando, Zhegrova ha mandato un segnale importante, Conceição garantisce dribbling e accelerazioni, mentre Kolo Muani e Alajbegovic aggiungeranno ulteriori soluzioni.

La qualità offensiva può crescere strada facendo. La solidità, invece, è già stata costruita e sarebbe un errore disperderla.

Gatti, Kalulu e il ritorno di Bremer

Il merito non appartiene soltanto ai difensori, perché la fase difensiva comincia dagli attaccanti e passa attraverso il lavoro del centrocampo. Ma dietro le risposte sono state importanti. Gatti garantisce aggressività e appartenenza, Kelly sta crescendo nella lettura delle situazioni, Kalulu permette di difendere anche in campo aperto grazie alla propria rapidità. E soprattutto è tornato Bremer, elemento potenzialmente fondamentale per alzare ulteriormente il livello. Contro il Chelsea Spalletti ha inoltre modificato la struttura passando dalla linea a quattro a quella a tre senza perdere compattezza, un segnale prezioso: la Juventus può cambiare sistema senza cambiare anima.

Ed è anche per questo che sul mercato bisognerebbe ragionare con attenzione prima di modificare profondamente un reparto che sta funzionando. Un eventuale nuovo difensore dovrà rappresentare un miglioramento tecnico, non semplicemente un cambiamento.

Scatenera il talento

C'è poi un altro aspetto. Una difesa così solida permette ai giocatori offensivi di rischiare qualcosa in più, Yildiz può tentare una giocata. Conceição può puntare l'uomo. Zhegrova può cercare il suo sinistro. Kolo Muani può scattare immediatamente in profondità, sapere di avere alle spalle una squadra corta e organizzata libera anche la fantasia.

È probabilmente questa la Juventus che Spalletti sta cercando di costruire: non una formazione esclusivamente difensiva e nemmeno una collezione di attaccanti, ma una squadra capace di unire le due anime.

Contro il Chelsea la formula ha funzionato. Adesso arriva l'Inter e l'asticella emotiva si alza ulteriormente. Il risultato conterà relativamente perché siamo ancora ad agosto, ma l'atteggiamento conterà eccome.

Spalletti vuole vedere ancora quella Juventus: compatta, arrabbiata, affamata e tremendamente difficile da perforare. Perché i nuovi acquisti possono aggiungere gol e spettacolo, ma la prima pietra della nuova Signora sembra già essere stata posata.

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