Juventus, buone indicazioni contro la Next Gen: Spalletti promuove il lavoro
La Juventus conclude il proprio precampionato con una vittoria per 2-0 contro la Next Gen, ma senza riuscire a completare l’ultima prova generale prima dell’esordio con il Frosinone, la tradizionale invasione pacifica dei tifosi ha infatti impedito l’inizio del secondo tempo, fermando la partita dopo i primi 48 minuti.
Quanto visto nella prima frazione ha comunque consegnato indicazioni positive a Luciano Spalletti, la prima squadra ha mostrato aggressività nel recupero del pallone, velocità nelle combinazioni offensive e una buona capacità di sfruttare le corsie. Conceição e McKennie hanno firmato i gol, mentre Yildiz e Douglas Luiz hanno partecipato direttamente alle azioni decisive.
Conceição conferma il suo momento positivo
Il vantaggio arriva al 18’, la Juventus recupera il pallone nella metà campo avversaria e sviluppa rapidamente l’azione: Kolo Muani trova Douglas Luiz, il brasiliano serve Conceição e il portoghese batte Radu con un preciso rasoterra mancino, il secondo gol consecutivo per il numero 7 dopo quello realizzato contro l’Inter. Conceição appare già brillante, punta l’uomo e garantisce quella capacità di creare superiorità che può diventare fondamentale nelle partite contro avversari chiusi. Il portoghese sembra essere in vantaggio per una maglia da titolare sulla destra. Il suo compito non sarà soltanto saltare l’avversario, ma anche occupare l’area quando l’azione si sviluppa sul lato opposto. Il gol contro la Next Gen nasce proprio da un movimento più interno.
Yildiz inventa, McKennie si inserisce
Il raddoppio arriva al 29’ ed evidenzia due caratteristiche importanti, Yildiz parte dalla sinistra, supera due avversari e serve un pallone forte al centro. McKennie legge in anticipo l’azione, attacca l’area e trova la deviazione vincente, Spalletti può essere soddisfatto della capacità della Juventus di riempire l’area con più uomini. Kolo Muani occupa i difensori, gli esterni creano superiorità e il centrocampista si inserisce senza palla, la giocata di Yildiz conferma inoltre il ruolo centrale del turco. Il numero 10 è il calciatore al quale la Juventus affida la produzione delle occasioni più imprevedibili. Quando riceve in isolamento e può puntare la difesa, diventa difficile da contenere.
Kolo Muani spreca troppo
La principale nota negativa riguarda la precisione di Kolo Muani. Il francese ha almeno tre occasioni importanti, ma viene sempre fermato da un eccellente Radu, i movimenti sono corretti e la partecipazione alla manovra rimane positiva, l’attaccante contribuisce anche alla costruzione del gol di Conceição, ma davanti alla porta avrebbe dovuto essere più concreto.
In campionato la Juventus non potrà permettersi di sprecare lo stesso numero di opportunità, il francese rimane il riferimento offensivo principale, ma deve ritrovare rapidamente freddezza e continuità realizzativa.
Un errore pericoloso di Douglas Luiz
Douglas Luiz conferma ancora una volta le proprie qualità tecniche. L’assist per Conceição è preciso e dimostra la sua capacità di trovare il passaggio decisivo tra le linee, al 27’, però, il brasiliano perde un pallone gravissimo dentro l’area juventina, regalando a Merola una conclusione neutralizzata da Pinsoglio. È proprio questo il tipo di errore che Spalletti vuole eliminare. La Juventus cerca un gioco rapido e coraggioso, ma deve imparare a riconoscere i momenti nei quali è necessario semplificare. Il talento di Douglas Luiz non è in discussione; la gestione del rischio e la copertura del campo restano invece aspetti da perfezionare.
Spalletti avrebbe voluto giocare di più
La sospensione anticipata ha lasciato un po’ di amarezza nel tecnico, che contava di utilizzare l’intero incontro come ultimo allenamento ad alta intensità:
"Ma oggi avremmo voluto giocare un po’ di più, perché poi anche ieri sera qui al nostro JHotel ho incontrato famiglie che erano arrivate dalla Sicilia e da tutte le parti d’Italia. Insomma, tanto all’85º o al 90º in campo sarebbero state le stesse persone, avrebbero avuto la possibilità di gustare più spettacolo e poi di essere vicini a quelli che giocavano nel secondo tempo, che hanno ugualmente il desiderio di questo contatto e il piacere di stare dentro una situazione del genere. Perché è veramente bella, veramente particolare, suggestiva. Però poi bisognava anche allenarsi un po’ e va bene, lo faremo nei prossimi giorni".
Spalletti non ha contestato il valore della tradizione, ma ha sottolineato l’esigenza sportiva di completare la partita. I giocatori inizialmente destinati al secondo tempo hanno perso una possibilità importante per accumulare minuti e convincere l’allenatore.
Elkann accanto a Spalletti in panchina
Durante il primo tempo Spalletti ha seguito la partita accanto a John Elkann. Il tecnico ha raccontato con ironia e curiosità questa esperienza particolare:
"Sono ritornato a fare il secondo, perché io ho fatto anche il secondo con la sua presenza. Sono retrocesso di posizione in panchina e sono stato zitto, perché volevo ascoltare quello che lui aveva da dire. Ho fatto delle domande, è stato molto curioso ed è stato anche, diciamo, intelligente nelle domande che ha fatto. Però poi io non ho detto niente, perché avevo questo timore'.
La presenza di Elkann rappresenta un segnale di vicinanza alla squadra alla vigilia della nuova stagione. Il confronto diretto con Spalletti evidenzia anche l’attenzione della proprietà verso il lavoro tecnico e il processo di costruzione.
Spalletti promuove Vicario
La giornata è stata accompagnata dall’arrivo a Torino di Guglielmo Vicario. Spalletti ha espresso un giudizio molto positivo sul nuovo portiere:
"Siamo soddisfatti. Era uno di quelli che avevamo nel mirino e ci sono state delle situazioni che, diciamo, ci hanno allungato i tempi, in base a quelle che sono situazioni di processo normale quando si va a prendere i calciatori. Siamo contenti che Guglielmo sia con noi ora perché lo conosciamo bene. Io lo conosco benissimo: è un portiere esperto, un portiere che ha raggiunto la sua maturità ed è ancora giovane. Probabilmente non è stato così positivo l’ultimo periodo al Tottenham perché non abbiamo ben chiaro il motivo, però noi siamo convinti di aver preso un top".
Il passaggio più significativo è quello finale. Per Spalletti, Vicario non rappresenta un’alternativa di ripiego dopo il mancato arrivo di Martinez o Suzuki: è un portiere di livello superiore, scelto per diventare immediatamente titolare.
Lucumí aumenta la concorrenza
Il tecnico ha accolto con soddisfazione anche Jhon Lucumí, acquistato dal Bologna per rafforzare la difesa:
"Noi, nei limiti del possibile, siamo andati a cercare dei calciatori che fossero funzionali e che fossero forti. Lui è sicuramente così. Abbiamo anche speso un po’ di soldino con lui, perché il livello è quello altissimo del ruolo. Quello che vogliamo fare è migliorare questa doppia posizione dentro la squadra, perché per il campionato che sarà noi abbiamo bisogno di più calciatori che possano poi avere una, diciamo, una lotta per guadagnarsi il posto, fra virgolette, di quelle corrette, di quelle sportive, insomma".
Lucumí offre la possibilità di giocare sia in una difesa a quattro sia in una linea a tre. La sua presenza aumenta la concorrenza e permette a Spalletti di modificare sistema senza perdere qualità.
Le sensazioni prima del Frosinone
Nonostante la partita incompleta, il bilancio del precampionato rimane positivo. La Juventus ha costruito una propria identità, ha mostrato maggiore velocità nella circolazione e ha ottenuto risposte importanti da giocatori come Yildiz, Conceição e Douglas Luiz.
Spalletti ha promosso soprattutto l’atteggiamento del gruppo:
"Noi abbiamo fatto bene. I calciatori hanno dato il massimo, ci sembra che siano tutti molto positivi nell’atteggiamento e nella ricerca. Per cui non abbiamo la possibilità di fare quest’ultima partita, come hanno avuto le altre squadre di preparazione, perché non abbiamo potuto farla. Però siamo nelle condizioni di poter esprimere quello che è stato il lavoro e il lavoro è stato sviluppato in maniera corretta".
La Juventus arriva quindi al campionato con sensazioni incoraggianti, ma non senza aspetti da correggere. Serve maggiore concretezza davanti alla porta, una gestione più prudente del pallone nelle zone pericolose e il rapido inserimento degli ultimi arrivati.
Il test con la Next Gen non ha potuto offrire tutte le risposte cercate da Spalletti. I primi 48 minuti, però, hanno mostrato una squadra viva, aggressiva e già capace di sviluppare azioni offensive di qualità. Adesso sarà il campo di Frosinone a stabilire quanto del buon lavoro estivo sia pronto per trasformarsi in punti.


