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Juve, due colpi per Spalletti: Vicario e Lucumi, ma c’è ancora da fareTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 06:45Serie A
di Camillo Demichelis

Juve, due colpi per Spalletti: Vicario e Lucumi, ma c’è ancora da fare

La Juventus ha accolto Vicario e Lucumì, ma il mercato non è ancora finito. Segnali positivi dal campo per Spalletti: Conceicao ancora in gol
La Juventus, ieri, ha giocato solo un tempo con la Next Gen e questo non ha permesso a Spalletti di testare Thuram. Il francese sembra essersi rimesso dal problema al ginocchio e per lui sarebbe stato utile riassaporare il campo. Ma quella in famiglia è per di più una festa dedicati ai tifosi che hanno piacere nel poter vedere da vicino i giocatori e di strappare magari un cimelio da portare a casa. Luciano Spalletti, però, avrebbe preferito verificare un pochino di più la condizione dei suoi ragazzi: "Avrebbe preferito giocare di più? Sì, infatti, ma si possono far combinare tutte e due le cose, per cui conviene mettersi d’accordo perché al novantesimo ci sono le stesse persone in campo che ci sono al quarantacinquesimo. Non si permette a questi calciatori che avrebbero giocato nella seconda parte di poter partecipare a questo affetto, a questo abbraccio comune che c’è e di potersi divertire nel proprio campo anche per la Next Gen, perché è tutto fatto in famiglia, è tutto perfetto. Basta fare l’invasione al novantesimo anziché al quarantacinquesimo, questo è il mio pensiero".

Spalletti fa il punto sul mercato 

Quella di ieri è stata una giornata particolarmente intensa per la Juventus anche in ottica mercato. Il club bianconero ha prima ufficializzato l'acquisto di Lucumì e poi è stato definito l'arrivo di Vicario dal Tottenham. Proprio poco prima del fischio d'inizio del vernissage in famiglia il portiere classe 96 é sbarcato a Torino e si è recato subito al JMedical per le classiche visite mediche di rito. Dell'arrivo alla Juventus di Vicario ne ha parlato lo stesso Spalletti: "Per quanto riguarda Guglielmo Vicario, è un ragazzo maturo, intelligente, è un professionista, è un calciatore. Come abbiamo detto pochi giorni fa, il calciatore è una razza, è uno status, è una specie, perché quando uno è calciatore vuole quello, pensa a quello anche quando va a casa, nel tempo libero ci mischia sempre quella che è la professione alla vita normale. Poi ci sono altri che invece si prendono sotto gamba, sono persone giovani al calcio, però quello che è specifico per la professione che fa, secondo me, dovrebbe essere così e riesce a portare a casa più cose attraverso l’impegno. Vicario è uno di questi. È un professionista super serio, maturo, esperto, ha l’età giusta, ha avuto una crescita corretta per quella che è stata la sua qualità. Non so come mai, probabilmente nell’ultimo anno privato c’è stato qualcosa che non è riuscito a performare, ma poi il livello è di quelli top e noi siamo contenti di averlo a casa adesso. Ci sono state delle valutazioni da fare, ma in generale su Vicario non avevamo nessuna perplessità. Probabilmente pensavamo, attraverso un portiere esperto tipo Alisson, Martinez e via dicendo, perché sono stati quei nomi da andare a prendere, di avere ancora qualcosa di più proprio come esperienza, ma anche Vicario ha vinto delle competizioni, ha fatto un’esperienza all’estero in un club importantissimo, per cui siamo su quel livello lì". il tecnico di Certaldo ha poi fatto un punto della situazione sugli arrivi di Kolo Muani, Alajbegovic e Lucumì: "Allora, Kolo lo conoscete già perché ci avevo già avuto a che fare. Io avevo avuto la fortuna di giocarci anche in Champions, quando ero a Napoli, contro di lui, e avevo già apprezzato le sue caratteristiche. Anzi, l’avevamo anche seguito per un periodo. È un attaccante completo, sa attaccare la profondità, sa giocare con la squadra, è veloce, tecnico: è un po’ tutto. C’è da far funzionare dentro la squadra questo suo po’ tutto che ha e sono convinto che ci darà una mano importante. Alajbegovic ha fantasia, qualità. Mi dispiace che stasera non l’abbiamo potuto vedere, però lui fremeva per poter giocare qualche minuto già in questo stadio, perché poi per questi ragazzi è la prima volta che entrano in questo stadio. Ha classe da vendere, è bello da vedere. Poi bisognerà vedere se è anche concreto nelle sue performance, perché è uno che ha un piede fantastico, deve saper giocare da più parti, non solo in un ruolo specifico. Lucumì ha quella garra lì, ha quella fisicità lì addosso che a noi ci fa un po’ comodo. Ha quella garra del giocatore sudamericano che viene a imporre il suo status di carattere, non sa fare diversamente. A quelli lì cerca di essere un po’ più morbido, poi a metà c’ho quelli che riescono a mettere queste qualità: danno sicuramente qualcosa alla squadra".

Rapporto di fiducia tra Elkann e Spalletti

 
Dirante la sfida in famiglia tra la Juventus e la Next Gen, John Elkann ha voluto vedere la partita in panchina accanto a Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo ha rivelato cosa ha provato nel vedere il match accanto all'ad di Exor: "È stato bellissimo. Come dicevo prima, sono tornato a fare il secondo perché con lui a fianco non mi sarebbe stato permesso di dire niente. Ho detto solo un paio di cose, anche se lui, naturalmente, dall’intelligenza e dal teatro, ha fatto le domande più gentili e poi ho tentato di rispondere. Ho tentato di essere il più vago possibile". Fin da quando è arrivato alla Juventus, Spalletti ha instaurato un rapporto molto solido e di stima con Elkann. L'ad di Exor ha voluto dare fiducia al tecnico di Certaldo spingendo per rinnovargli il contratto a prescindere dai risultati sportivi. Questa sintonia si è vista anche ieri con Elkann che si è seduto accanto a Spalletti per farsi spiegare nel dettaglio le mosse tattiche per quella che sarà la Juventus del futuro.

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