Il vero problema è in mezzo: il centrocampo è da scudetto?
Vicario in porta, Bremer e Lucumì dietro, Yildiz, Conceição e Kolo Muani davanti... poi si arriva al centrocampo e nasce qualche dubbio, perché la sensazione è che proprio in mezzo la Juventus presenti ancora la maggiore distanza rispetto alle squadre costruite per vincere il campionato.
Locatelli è un giocatore affidabile, intelligente e tatticamente prezioso, ma non è il regista capace da solo di cambiare ritmo alla squadra.
Douglas Luiz sta mandando segnali incoraggianti e Spalletti gli ha concesso moltissimo spazio durante la preparazione, può essere una delle grandi sorprese della stagione, ma deve ancora dimostrare di poter tornare con continuità al livello mostrato in Premier League.
McKennie garantisce corsa, inserimenti e disponibilità, Thuram possiede fisicità e margini importanti, poi ci sono Koopmeiners, Miretti e gli altri uomini di una mediana numericamente abbondante.
Il problema non è la quantità. È capire dove sia l'eccellenza.
La Juventus ha bisogno di qualcuno che quando la partita diventa sporca chieda il pallone, uno capace di aumentare il ritmo, vincere un contrasto e soprattutto comandare il gioco, non è casuale che il mercato continui a proporre nomi per il reparto. La pista Kessie resta sullo sfondo, mentre Fofana è un altro profilo accostato ai bianconeri; prima, però, sarebbero necessarie delle uscite.
Kessie aggiungerebbe forza, personalità, inserimento e conoscenza della Serie A, ma anche qui bisogna capire quale sia realmente la priorità.
Alla Juventus serve soltanto un altro centrocampista fisico oppure serve soprattutto uno che sappia comandare tecnicamente la squadra?
È questa la domanda che Carnevali e Massara dovrebbero porsi.
Spalletti può migliorare i giocatori attraverso il sistema e il lavoro quotidiano, ma gli allenatori non possono inventare caratteristiche che una rosa non possiede.
Porta e difesa sono state rinforzate, davanti il talento abbonda, se esiste ancora un investimento importante da fare, andrebbe fatto proprio nel cuore della squadra, perché gli scudetti, molto spesso, si vincono lì.
Senza scomodare Deschamps, Paulo Sousa, Conte, pensiamo a Vidal, Pogba, Pirlo, Marchisio e oggi? Beh, non vale nemmeno la pena norminarli...


