Le condizioni del possibile riscatto di Lois Openda al Lione
Lois Openda torna al gol. Lo fa alla prima partita con il Lione, contro una squadra difficile come il Fenerbahce. Vantaggio iniziare di Greenwood e poi zuccata del belga - lasciato colpevolmente solo, con deviazione di Skriniar - che insacca l'uno a uno finale. Se il buongiorno si vede dal mattino, magari la Juventus si ritroverà un piccolo tesoretto da reinvestire, per modo di dire, negli acquisti della prossima stagione.
La formula
Openda è andato al Lione in prestito con diritto di riscatto, non obbligo, nemmeno condizionato a certe situazioni. Quindi il Lione potrà decidere liberamente se tenerlo oppure se rispedirlo al mittente. Vero è che la cifra non è banale, perché sono circa 30 milioni di euro dopo i 3,5 versati già nelle casse della Juventus per la cessione a titolo temporaneo. Certo, il Lione ha bisogno di attaccanti importanti perché si è rinnovato dopo qualche anno di particolare immobilismo davanti - con il rientro di Lacazette, per dirne uno - e l'anno scorso non è riuscito a trattenere Endrick, seppur ci fosse la buona volontà.
Ma davvero la Juve potrebbe reinvestire? La risposta è nì: è chiaro che una maggiore liquidità permetterebbe di muoversi diversamente soprattutto su certi obiettivi, ma dall'altra parte non ci sarebbe nessuna plusvalenza. Tradotto: per la UEFA una cessione di Openda sarebbe importante sì e no, perché andrebbe a erodere la quota rimanente dell'ammortamento.


