Juventus, il centrocampo deve crescere: Kessié può cambiare la squadra
La vittoria di Frosinone ha mostrato una Juventus capace di controllare il gioco soltanto a tratti. Locatelli e Douglas Luiz hanno qualità, ma alla squadra manca un centrocampista fisico, aggressivo e capace di inserirsi. Franck Kessié risponde all’identikit, ma il suo arrivo dipende dalle cessioni.Il primo tempo disputato allo Stirpe aveva offerto indicazioni incoraggianti. Locatelli e Douglas Luiz avevano controllato il pallone, dato ordine alla manovra e permesso alla Juventus di mantenere stabilmente il comando della partita.
Dopo l’intervallo, però, la squadra ha perso ritmo, precisione e capacità di governare gli avversari. Il Frosinone ha guadagnato metri e ha sfiorato il pareggio nel recupero.
Il problema non riguarda esclusivamente la condizione fisica. Quando aumenta l’intensità, la Juventus fatica a vincere i duelli e a difendere avanzando. Spalletti ha bisogno di un centrocampista capace di aggiungere forza senza compromettere la qualità.
Locatelli resta il riferimento
Manuel Locatelli rappresenta la certezza del reparto. Garantisce ordine, equilibrio e continuità. Sbaglia poco e conosce i tempi necessari per proteggere la difesa. Non può però sostenere da solo l’intera costruzione. Quando viene aggredito, la Juventus ha bisogno di un altro giocatore capace di prendersi responsabilità e superare la pressione. Douglas Luiz può assolvere questo compito grazie alla propria tecnica, ma deve crescere dal punto di vista atletico. A Frosinone ha disputato un ottimo primo tempo, calando sensibilmente nella ripresa.
La Juventus deve preservare entrambi, evitando di chiedere loro di giocare continuamente senza alternative dello stesso livello.
Thuram è importante, ma serve prudenza
Il recupero di Khéphren Thuram offrirebbe fisicità e capacità di avanzare palla al piede. Il francese possiede caratteristiche preziose, ma i recenti problemi fisici suggeriscono una gestione attenta. Costruire il centrocampo contando esclusivamente sul suo ritorno rappresenterebbe un rischio. La stagione sarà lunga e Spalletti avrà bisogno di ruotare gli uomini tra campionato, Europa League e Coppa Italia.
McKennie garantisce corsa e inserimenti, ma viene utilizzato anche sulla trequarti e in altre posizioni. La sua duttilità è una risorsa, non deve trasformarsi nell’unica soluzione per coprire tutte le emergenze.
Perché Kessié sarebbe utile
Franck Kessié aggiungerebbe esattamente le qualità mancanti. L’ivoriano è forte nei duelli, sa recuperare il pallone e possiede la capacità di accompagnare l’azione dentro l’area. Può giocare accanto a Locatelli nel 4-2-3-1 oppure da mezzala in un centrocampo a tre. Questa duttilità consentirebbe a Spalletti di modificare il sistema anche durante la partita. Nel 4-3-3, Kessié potrebbe partire sul centrodestra o sul centrosinistra, garantendo copertura agli esterni e inserimenti senza pallone. La sua presenza aiuterebbe la Juventus a compensare anche parte della produzione offensiva persa con Yildiz.
L’ivoriano è inoltre abituato alle pressioni della Serie A e non avrebbe bisogno di un lungo periodo di adattamento.
Prima deve partire Miretti
La Juventus deve però liberare spazio numerico e salariale. La trattativa più avanzata riguarda Fabio Miretti, seguito dal Besiktas. Il trasferimento potrebbe avvenire in prestito con diritto di acquisto, con una valutazione complessiva vicina ai 12 milioni di euro. La società bianconera cercherà di inserire condizioni capaci di trasformare il diritto in obbligo. La partenza di Miretti aprirebbe immediatamente un posto in rosa e permetterebbe a Massara di accelerare per Kessié. L’ivoriano, svincolato dopo l’esperienza con l’Al-Ahli, continua ad aspettare la Juventus. Il tempo, però, non è illimitato e altre società possono tornare a presentare proposte economicamente importanti.
Anche Koopmeiners può lasciare Torino
L’altra situazione da risolvere riguarda Teun Koopmeiners. L’olandese non sembra essere al centro del progetto e una sua cessione permetterebbe alla Juventus di ottenere maggiore libertà economica. Koopmeiners possiede qualità, ma il suo rendimento non ha giustificato l’investimento effettuato. Trattenerlo senza assegnargli un ruolo chiaro rischierebbe di appesantire il reparto e il monte ingaggi. La società non deve però svenderlo. Un prestito avrebbe senso soltanto con garanzie sul futuro acquisto, mentre una cessione definitiva dovrebbe avvicinarsi a una valutazione considerata sostenibile. a partenza contemporanea di Miretti e Koopmeiners potrebbe inoltre richiedere l’arrivo di due centrocampisti, soprattutto considerando le condizioni di Thuram.
Serve anche un costruttore?
Kessié risolverebbe il problema della fisicità, ma non quello della regia. La Juventus continua a dipendere da Locatelli per l’avvio della manovra, Douglas Luiz può abbassarsi e partecipare alla costruzione, mentre Spalletti potrebbe utilizzare una mezzala tecnica per aumentare il numero dei passaggi tra le linee. Tuttavia, se il mercato offrisse un regista a condizioni favorevoli, la società dovrebbe valutarlo. La priorità resta un centrocampista completo e pronto. Negli ultimi giorni non è semplice trovare due elementi di livello senza sostenere investimenti elevati.
Per questo Kessié rappresenta una soluzione funzionale: può coprire più ruoli e permettere agli altri interpreti di esprimersi nelle zone preferite.
Massara deve accelerare
La Juventus non può aspettare che i problemi si risolvano soltanto attraverso la crescita della condizione. Il secondo tempo di Frosinone ha mostrato cosa può accadere quando il centrocampo perde energia e lucidità.
Massara e Carnevali devono completare rapidamente almeno un’uscita e consegnare a Spalletti un elemento capace di cambiare il peso del reparto.
Kessié è la prima scelta perché garantisce esperienza, forza e inserimenti. Miretti può sbloccare l’operazione, mentre l’eventuale partenza di Koopmeiners aumenterebbe il margine disponibile.
Il centrocampo possiede qualità, ma deve diventare più solido, profondo e competitivo. Per avvicinarsi alle squadre più forti non basta gestire il pallone: bisogna saperlo riconquistare, difendere il vantaggio e comandare la partita fino all’ultimo minuto.


