Juventus-Parma, Spalletti perde McKennie e difende Kolo Muani: «Giochiamo da Juve»
La Juventus prepara il debutto stagionale all’Allianz Stadium contro il Parma con diverse assenze. Luciano Spalletti dovrà rinunciare a Kenan Yildiz e Weston McKennie, mentre resta in dubbio Khéphren Thuram. Il tecnico ha confermato la piena fiducia in Kolo Muani, aperto al possibile debutto di Lucumí e indicato Alajbegovic, Nico Gonzalez e Jonathan David come alternative sulla trequarti.
Juventus-Parma, le condizioni degli indisponibili
Luciano Spalletti ha aperto la conferenza stampa facendo il punto sull’infermeria. L’assenza di Yildiz era già nota, mentre la novità negativa riguarda McKennie, fermato da un affaticamento.
«Allora, come sapete, Yildiz non è disponibile e non sarà disponibile neanche McKennie per un affaticamento. Poi, uguale per una situazione che gli dà un po’ fastidio Thuram: valuteremo domattina. Poi sono tutti disponibili, con qualcosa che naturalmente si è dovuto gestire durante la settimana, perché succede così, insomma».
Le condizioni di Thuram saranno quindi valutate nelle ore immediatamente precedenti alla partita. Spalletti ha ammesso di essere preoccupato per il francese: «Sì, sono preoccupato. Ha il livello da Juventus. Che ora si debba tornare indietro su questa situazione mi preoccupa».
Le assenze potrebbero spingere il tecnico a modificare il centrocampo e a prendere in considerazione anche il passaggio al 4-3-3.
Lucumí può debuttare dal primo minuto
Uno dei principali dubbi riguarda la difesa. Jhon Lucumí si sta inserendo rapidamente e può insidiare Lloyd Kelly per un posto accanto a Bremer.
Spalletti non ha escluso il debutto da titolare del colombiano, pur sottolineando l’ottima prestazione offerta da Kelly a Frosinone.
«Può succedere perché il suo inserimento procede benissimo, è forte ed è bravo, però Kelly ha fatto benissimo la prima partita contro il Frosinone. Quindi al momento non abbiamo fretta».
L’allenatore ha apprezzato anche il comportamento del nuovo difensore all’interno dello spogliatoio: «Siamo contenti di quello che ci sta offrendo Lucumí. A volte, se i giocatori non li hai sott’occhio, ti puoi perdere qualcosa. Invece ci sono tutte le qualità che avevamo visto e anche quella di saper stare in un gruppo in maniera splendida».
Spalletti difende Kolo Muani
Uno dei passaggi più importanti della conferenza ha riguardato Kolo Muani. Le parole pronunciate dal tecnico dopo la vittoria di Frosinone avevano alimentato polemiche e interpretazioni negative.
Spalletti ha voluto chiarire il proprio pensiero, ribadendo la totale fiducia della Juventus nell’attaccante francese.
«Mi sono fatto il foglio con tutte le dichiarazioni che ho fatto su Kolo Muani, anche quelle belle. Abbiamo totale fiducia nelle sue qualità, siamo andati a prenderlo, è stato un investimento importantissimo, vogliamo metterlo nelle condizioni di poterci restituire la fiducia che gli abbiamo dato».
Il tecnico ne ha poi descritto le caratteristiche: «È bravissimo nel venire incontro, quando inizia a galoppare diventa difficile riprendere il terreno che si guadagna. È morbido con i piedi nel palleggiare con la squadra, viene in mezzo al campo, diventa quasi un trequartista, salta l’uomo».
Resta però la necessità di migliorare la condizione e diventare maggiormente concreto: «Deve fare attenzione al fatto che non ha giocato moltissimo nell’ultimo periodo e si è perso qualcosa. Un giocatore come lui deve portare a casa roba, anche perché le occasioni ci sono capitate. Ho fatto molti più complimenti, poi ognuno il kit se lo prepara come vuole».
«Kolo Muani diventerà fortissimo»
Spalletti ha rincarato la dose più avanti, indicando Kolo Muani come uno dei giocatori sui quali la Juventus intende costruire il proprio futuro offensivo.
«Io sono soddisfatto così, rincaro la dose su Kolo Muani: sono contento e diventerà un giocatore fortissimo per noi».
Il tecnico chiede al francese disponibilità, serietà e maggiore determinazione sotto porta: «Deve essere determinato a diventare un bomber di quelli veri, ha tutte le possibilità. Lui lo sa che è venuto a darci una mano».
Contro il Parma, Kolo Muani dovrebbe essere nuovamente il riferimento centrale dell’attacco. Dopo gli errori della prima giornata, avrà immediatamente la possibilità di rispondere sul campo.
Come sostituire Yildiz
L’assenza di Yildiz rappresenta il problema tattico principale. Spalletti ha ricordato che la società ha già inserito in rosa giocatori capaci di occupare la posizione del turco.
«Alajbegovic è abituato a giocare in quella posizione lì. I direttori hanno deciso di fare questo investimento per l’età, la qualità che ha. Abbiamo preso giovani che alzassero il livello caratteriale e di spessore. Lui come Ekhator».
Anche Nico Gonzalez può diventare una soluzione preziosa: «Nico Gonzalez è tornato e dove lo metti porta a casa quello che gli chiedi».
Il tecnico ha poi espresso la propria vicinanza a Yildiz: «Noi vogliamo lui, ci fa male quello che gli è successo, ci dispiace per la qualità del calciatore e la perfezione dell’uomo e speriamo non vada a inficiare nella sua moralità. Non è un crociato, come intervento è più semplice ma richiede una tempistica precisa di stop».
Alajbegovic, Nico e David dietro la punta
Nonostante le assenze, Spalletti non intende rinunciare alla propria identità offensiva. Le alternative per giocare alle spalle di Kolo Muani non mancano.
«Si rimane con l’idea di calcio proposta. Diventa fondamentale come squadra avere equilibrio e noi dobbiamo trovarlo dentro la partita».
Il tecnico ha indicato tre possibili sostituti: «Possiamo giocare con Alajbegovic, Nico Gonzalez, David: sono tutti e tre in grado di giocare sotto la punta».
Boga rimane un’altra soluzione naturale sulla fascia sinistra, mentre Conceição dovrebbe essere confermato a destra. L’eventuale utilizzo di David da trequartista rappresenterebbe invece una scelta maggiormente sorprendente.
Spalletti protegge Alajbegovic
L’assenza di Yildiz ha inevitabilmente aumentato l’attenzione intorno ad Alajbegovic. Spalletti vuole concedergli spazio senza caricarlo di responsabilità eccessive.
«È un calciatore di 19 anni. Ha delle qualità e ora è smanioso di far vedere il suo bagaglio di potenzialità. Noi non ci faremo travolgere da questo, poi è stato accettato dal gruppo. Sono convinto che farà vedere il suo repertorio».
Il tecnico ha manifestato grande curiosità nei confronti del giovane: «Ha classe, sensibilità di piede. Lo shock è quando tira in porta: gli partono le sassate di destro e sinistro».
Alajbegovic si gioca una maglia con Boga, ma potrebbe diventare una risorsa importante anche durante la partita.
Juventus, serve maggiore concretezza
La vittoria ottenuta a Frosinone ha lasciato sensazioni positive, ma la Juventus avrebbe dovuto chiudere prima la gara. Spalletti ha difeso la prestazione, sottolineando però la necessità di diventare più concreta.
«Noi non siamo usciti dalla partita in quei momenti in cui loro hanno messo due palle dentro e siamo stati bravi lì, perché queste cose capiteranno con tutti».
Il problema principale resta la gestione delle occasioni: «Noi dovevamo chiudere prima la partita e il calcio si gioca con il livello e le qualità, non con le caratteristiche».
Spalletti non vuole comunque una lettura esclusivamente negativa: «Noi abbiamo fatto bene e sì, abbiamo rischiato, ma anche noi abbiamo preso un palo e non possiamo vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto. Dobbiamo essere più bravi a chiudere le partite. Io sarei molto felice se riuscissimo a giocare così anche con il Parma».
«La metà campo avversaria è terra di conquista»
L’allenatore ha indicato chiaramente l’atteggiamento che vuole vedere all’Allianz Stadium.
«Noi non giochiamo contro questo o quello, noi giochiamo contro la Juventus e giochiamo tutte le partite da Juventus. Bisogna andare nella metà campo avversaria, quella è una terra di conquista per noi».
La squadra dovrà giocare in verticale, cercare la profondità e superare la linea difensiva del Parma. Allo stesso tempo, sarà necessario mantenere equilibrio per evitare di concedere ripartenze.
«Una squadra senza equilibrio perde spesso la sua identità, ma bisogna fare un calcio offensivo. Quando non hai la palla non hai il mirino degli avversari: lì noi dobbiamo fare dei passi in avanti».
I pericoli del Parma
Spalletti non si fida della formazione emiliana. Il Parma ha perso all’esordio, ma possiede diversi giocatori capaci di creare problemi in transizione.
«Temo le cose che il Parma ha fatto vedere: trova sempre la soluzione. Lo scorso anno ha dato via giocatori e anche quest’anno, ma hanno rimesso insieme la squadra».
Il tecnico ha indicato alcuni degli uomini più pericolosi: «Hanno la velocità di Traorè davanti, poi Bernabé e Valeri. Bisogna fare attenzione e creare la possibilità di mettergli contro una squadra».
La Juventus dovrà quindi esercitare pressione senza perdere distanze e coperture preventive.
Kessié resta possibile, Nico non sarà regalato
Nel corso della conferenza è stato affrontato anche il tema del mercato. Spalletti ha confermato i contatti per Franck Kessié, spiegando però che i vincoli finanziari complicano l’operazione.
«I nostri direttori sono lì che lavorano e lo faranno fino all’ultimo per perfezionare la squadra. Penso che stiano parlando con Kessié e poi bisognerà vedere se si riesce, perché i paletti del Fair Play Finanziario sono stringenti per noi».
L’ivoriano resta un obiettivo concreto, ma servirà creare spazio: «Kessié può essere possibile, ma senza uscite per noi diventa impossibile portare gente dentro».
Spalletti ha poi ribadito la propria stima per Nico Gonzalez: «Noi siamo contenti se resta con noi e non siamo disposti a regalarlo perché ha un valore importante. Lui è bellino perché sa stare con tutta la squadra e poi sa giocare in più ruoli».
Grabara convince Spalletti
Parole particolarmente positive anche per Kamil Grabara, arrivato per completare il reparto dei portieri dopo la rivoluzione estiva.
«Volevo fare i complimenti alla società. È come l’anno scorso che avevamo un Perin bis: abbiamo preso un secondo portiere di livello da Juventus».
Spalletti è rimasto colpito dalle qualità tecniche del polacco: «Mi sorprende la sua capacità di essere naturale, elastico, morbido, uguale a un calciatore in porta. Ha questa doppia qualità, ovviamente come Vicario».
Il tecnico ha quindi promosso il lavoro della dirigenza: «Dopo che sono partiti due portieri, portarne altri due di questo livello è un gran lavoro di società e proprietà».


