Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / juventus / Primo piano
Bremer resta una certezza, i nuovi acquisti non possono cambiare tutto immediatamenteTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 08:40Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Bremer resta una certezza, i nuovi acquisti non possono cambiare tutto immediatamente

Il brasiliano rappresenta il volto più affidabile della squadra. Oltre a proteggere l’area, decide la partita sfruttando un calcio d’angolo.

Bremer aveva già sfiorato il gol pochi minuti prima con un colpo di testa uscito di pochissimo, la sua presenza sulle palle inattive può diventare una risorsa preziosa durante la stagione, la Juventus ritrova così un leader difensivo capace di incidere anche nell’area avversaria, è uno dei pregi già conosciuti, ma anche uno degli elementi sui quali Spalletti può costruire la crescita collettiva.

Il difetto più evidente: non chiudere le partite

La difficoltà nel trovare il secondo gol apparteneva già alla Juventus dello scorso anno, anche a Frosinone la squadra costruisce abbastanza per chiudere il confronto, ma continua a sbagliare la giocata decisiva. Kolo Muani spreca una grande occasione e colpisce il palo. Conceição manda alto e poi a lato due palloni molto favorevoli. Yildiz viene fermato da Palmisani, mentre alcune ripartenze nella ripresa si interrompono per errori nell’ultimo passaggio. Il risultato rimane così in equilibrio fino alla fine. Una situazione evitabile, che trasforma il controllo in paura e obbliga la squadra a consumare energie fisiche e nervose.

Buone individualità, poca continuità collettiva

La Juventus mostra qualità attraverso le giocate dei propri uomini migliori. Conceição salta l’avversario, Yildiz trova spazi tra le linee, Douglas Luiz prova a dare ordine e Kolo Muani attacca la profondità, le fiammate individuali, però, non sempre vengono accompagnate da una manovra continua. Il possesso alterna momenti fluidi ad altri più confusi, con errori tecnici che permettono al Frosinone di ripartire.

Anche questo è un limite già emerso nella passata stagione. La squadra riesce ad accendersi, ma fatica a mantenere lo stesso livello di precisione e intensità durante tutti i novanta minuti.

I nuovi acquisti non possono cambiare tutto immediatamente

Vicario, Kelly, Celik, Douglas Luiz e Kolo Muani modificano l’undici, ma non possono cancellare automaticamente le vecchie abitudini. Alcuni hanno lavorato poco con il gruppo e gli automatismi richiedono tempo.

Spalletti deve integrare i nuovi giocatori, rilanciare quelli rimasti e costruire un’identità più riconoscibile. La prima partita non può fornire un giudizio definitivo, ma può indicare quali problemi non siano stati ancora risolti.

La Juventus deve imparare a controllare le gare non soltanto attraverso la difesa, ma anche attraverso il pallone e il risultato. Segnare il secondo gol è spesso il modo migliore per proteggersi.

Il centrocampo offre equilibrio, non ancora dominio

Locatelli e Douglas Luiz garantiscono ordine e una discreta gestione del possesso. McKennie aiuta il reparto abbassandosi in fase difensiva e attaccando gli spazi quando la Juventus avanza.

Manca però una sensazione di pieno dominio. Il Frosinone riesce in alcune circostanze a recuperare il pallone e ripartire velocemente, sfruttando gli errori dei bianconeri.

L’eventuale arrivo di un altro centrocampista può aumentare intensità e concorrenza, ma Spalletti deve innanzitutto migliorare le distanze e la velocità della circolazione.

La sofferenza finale è il segnale più preoccupante

Il momento che riassume maggiormente i vecchi difetti arriva nel finale. La Juventus ha dominato le occasioni, ma si ritrova a difendere un solo gol di vantaggio. Il Frosinone colpisce la traversa e sfiora un pareggio che avrebbe cambiato completamente il giudizio sulla partita. È una situazione già osservata molte volte: superiorità non trasformata in reti, avversario mantenuto in vita e finale vissuto in apnea.

Le grandi squadre devono sapere soffrire, ma non devono costruirsi da sole le condizioni per soffrire, la differenza è sostanziale.

Altre notizie