Spalletti promuove la prestazione ma chiede un centrocampista completo
La Juventus supera il Parma per 2-0 e conquista la seconda vittoria consecutiva, ma la serata dell’Allianz Stadium lascia in eredità indicazioni importanti anche in vista degli ultimi giorni di mercato.
Luciano Spalletti difende con decisione la prova della squadra, compreso un primo tempo giudicato troppo sterile da una parte degli osservatori. Il tecnico riconosce la mancanza di precisione negli ultimi metri, ma sottolinea il dominio territoriale, la pressione continua e la capacità di non perdere equilibrio.
Restano, però, alcune esigenze evidenti. Il problema fisico di Khéphren Thuram, gli infortuni di Yildiz e McKennie e la trattativa sfumata per Franck Kessié obbligano la Juventus a individuare rapidamente un altro centrocampista. Il profilo necessario appare chiaro: un giocatore fisico, dinamico, capace di coprire molto campo e di offrire qualità nelle due fasi.
Una Juventus dominante, ma poco precisa
La prima versione della Juventus ha controllato a lungo la partita senza riuscire a trovare il gol. Il possesso palla e la pressione hanno costretto il Parma a difendersi vicino alla propria area, ma i bianconeri non sono stati abbastanza puliti nell’ultimo passaggio e nella conclusione.
Spalletti, tuttavia, respinge la lettura di una squadra insufficiente prima dell’ingresso dei cambi:
“No, il problema è vostro, perchè a me è piaciuta anche la prima, mi è piaciuta molto, poi è vero, non siamo stati bravi a strappare quello spazio per una triangolazione, per un tiro in porta, nei movimenti lì di accerchiamento all'area di rigore, abbiamo fatto un po' di confusione, c'è mancata l'incornata dentro perchè abbiamo fatto venti cross”.
Il limite è stato quindi soprattutto nella finalizzazione. La Juventus ha prodotto numerosi cross senza riuscire ad attaccare bene l’area e a trovare la deviazione decisiva. Conceição ha colpito il palo, mentre Kolo Muani e Jonathan David hanno faticato a rendersi pericolosi.
Il tecnico insiste comunque sulla qualità generale della prestazione:
“Poi avviamo fatto una partita serissima, i calciatori hanno fatto una partita con obiettivo, con motivi, con qualità di gioco, con pressione continua, siamo stati qui dentro tanto a fare queste situazioni qui, poi è chiaro che ci vuole la zampata, l'estrema qualità l'anticipazione”.
La Juventus non è stata brillante in ogni situazione, ma ha tenuto il Parma sotto pressione per lunghi tratti. Il vero salto di qualità dovrà arrivare nella capacità di trasformare il controllo in occasioni più pulite.
Nico Gonzalez cambia ritmo alla partita
La svolta arriva dalla panchina. Nico Gonzalez entra con un atteggiamento completamente diverso, costringe Corvi alla parata, colpisce un palo e trova il gol del vantaggio con una conclusione deviata.
Spalletti esalta l’impatto dell’argentino e conferma la soddisfazione per la sua permanenza:
“Vero, è entrato benissimo, con la garra del campione, con la personalità di quelle che sono le sue origini perché gli argentini hanno questa qualità, siamo contenti che sia rimasto con noi. Io ho sempre parlato allo stesso modo di Nico fin dall'inizio”.
La prestazione contro il Parma può rappresentare una svolta nel futuro di Nico Gonzalez. Con Yildiz destinato a rimanere fuori per alcuni mesi, la sua capacità di giocare su entrambe le fasce e dietro la punta diventa ancora più preziosa.
Il suo ingresso ha cambiato la partita, ma Spalletti ricorda anche il lavoro svolto in precedenza dalla squadra per stancare il Parma:
“Poi è vero che Nico ci ha messo del suo, ma a farla girare a destra e a sinistra cominciavano ad essere più stanchi e facevamo meglio i cross. Bisogna avere più ordine ed essere più profondi in quella ricerca che determina le partite”.
Nico ha dato la zampata decisiva, ma il vantaggio è maturato anche attraverso il lungo accerchiamento costruito dalla Juventus.
Douglas Luiz sorprende Spalletti
Tra le indicazioni più positive c’è anche la prestazione di Douglas Luiz. Il brasiliano ha cercato più volte la conclusione e ha partecipato attivamente alla pressione, mostrando una disponibilità atletica superiore alle attese del tecnico.
Spalletti ne elogia la conoscenza del gioco e la capacità di coprire il campo:
“Un calciatore che conosce il calcio, i tempi del calcio. Quello che non mi aspettavo è che coprisse tutto questo campo. Mi sembrava avesse meno tratto, invece è andato a giocare alla bandierina a destra, poi a sinistra. Invece ha avuto ancora più roba da metterci a disposizione”.
L’allenatore gli chiede però di non disperdere energie e di rimanere maggiormente al centro della manovra:
“E questo non lo deve fare (ride, n.d.r.), non deve andare fino alle bandierine perché lì ce ne sono già tanti, lui deve stare in mezzo e dettare ritmi e tempi”.
È questa la nuova missione di Douglas Luiz. Spalletti lo considera un centrocampista capace di leggere il gioco e vuole trasformarlo nel riferimento tecnico della squadra, chiedendogli ordine, continuità e una gestione più razionale delle energie.
Vicario protegge il vantaggio
Dopo il gol di Nico Gonzalez, il Parma costruisce le occasioni migliori della propria partita. Vicario risponde con un intervento decisivo su Romero e impedisce agli emiliani di trovare il pareggio.
Spalletti riconosce il peso della parata, ma non accetta che quell’episodio metta in discussione la superiorità della Juventus:
“Vicario ci ha messo del suo, è passata anche da una parata del portiere la vittoria, però è una vittoria meritata. Abbiamo avuto equilibrio. Ci vuole più pulizia e qualità”.
Il portiere rappresenta una garanzia per una squadra che vuole difendere più lontano dalla propria area. La Juventus ha concesso una vera occasione pericolosa e Vicario ha risposto presente, permettendo successivamente a Koopmeiners di chiudere la gara.
Kolo Muani deve aggiungere cattiveria
Kolo Muani non ha trovato il gol e ha faticato soprattutto nella prima parte della partita. Con l’ingresso di Nico Gonzalez ha ricevuto più palloni giocabili e ha costruito un paio di opportunità, senza però riuscire a concretizzarle.
Spalletti continua a difenderne le qualità, ma gli chiede maggiore determinazione:
“Io penso che lui sappia giocare in tutte e due le situazioni. E’ un calciatore veloce e tecnico, ha qualità estrema. Ci deve mettere più sangue nelle situazioni più di cattiveria, quello gli mette a posto tutto, poi sa fare ogni cosa”.
La richiesta è precisa. Il francese possiede tecnica, velocità e capacità di muoversi su tutto il fronte offensivo, ma deve diventare più feroce dentro l’area. Alla Juventus servono gol e Kolo Muani deve trasformare il proprio talento in numeri.
Nessun rigore sul contatto con Keita
Nel dopopartita Spalletti interviene anche sull’episodio contestato nel finale, respingendo nettamente l’ipotesi di un calcio di rigore per il Parma:
“Quello di Keita non è rigore, è lui che allarga la gamba. Quando si parla di contatto si ritorna lì: cos’è un contatto? Un impatto è un impatto, sennò è un contatto. E’ Keita che allarga il piede, cerca l’intervento di Alajbegovic. In un minuto l’hanno liquidata al VAR, com’è giusto che sia”.
Secondo il tecnico, dunque, è l’attaccante a cercare il contatto allargando la gamba quando il pallone è già lontano. La rapida verifica del VAR conferma la decisione presa sul campo.
Thuram preoccupa: serve un altro centrocampista
La priorità del mercato diventa il centrocampo. La Juventus aveva individuato in Kessié il rinforzo ideale, ma l’operazione è sfumata. A rendere più urgente un nuovo intervento sono soprattutto le condizioni di Thuram.
Spalletti conferma apertamente l’esigenza:
“Probabilmente, se viene confermata questa situazione di difficoltà dalla parte medica su Thuram, c'è bisogno di un calciatore a metà campo. I nostri direttori avevano organizzato una situazione che fosse logica e che fosse interessante sotto tutti gli aspetti, poi è sfumata, per cui ora loro andranno alla ricerca di un altro profilo”.
Il riferimento è alla trattativa per Kessié, saltata proprio quando sembrava vicina alla conclusione. La dirigenza deve quindi cambiare obiettivo in tempi molto brevi.
Quale profilo serve alla Juventus
Il nuovo centrocampista non dovrà essere una semplice riserva. La situazione di Thuram richiede un elemento pronto, affidabile e capace di offrire caratteristiche simili: forza nei duelli, corsa, recupero del pallone e capacità di accompagnare l’azione.
La Juventus dispone di Locatelli come riferimento davanti alla difesa e di Douglas Luiz come organizzatore. Koopmeiners può essere impiegato in diverse posizioni, ma deve ritrovare continuità. McKennie rappresenta un jolly prezioso, però è momentaneamente fermo.
Manca soprattutto un centrocampista box-to-box capace di garantire presenza fisica, strappi e copertura preventiva. Un giocatore che possa agire da mezzala nel 4-3-3 oppure all’interno della coppia centrale nel 4-2-3-1.
Non basterà quindi un palleggiatore. Spalletti ha bisogno di un elemento con gamba, intensità e disciplina tattica, in grado di sostenere il calcio offensivo senza compromettere l’equilibrio.
Gli infortuni cambiano il mercato
La Juventus deve inoltre gestire una serie di problemi concentrati nelle ultime settimane. Oltre a Thuram, sono indisponibili Yildiz e McKennie, mentre Zhegrova ha accusato un problema e Cambiaso dovrà sottoporsi ad accertamenti.
Spalletti conferma che la società proverà a intervenire:
“I direttori stanno lavorando per vedere se si mette a posto tutto quello che ci è capitato nelle ultime due settimane: l'infortunio di McKennie, di Yildiz, il problema a Thuram e quello a Zhegrova, tutte cose che ci hanno incasinato un po'. Ci sono altri due-tre giorni, cercheremo di completare la rosa”.
La vittoria contro il Parma permette alla Juventus di lavorare con maggiore serenità, ma non cancella le necessità. La rosa ha dimostrato di possedere alternative importanti, come confermano gli ingressi decisivi di Nico Gonzalez e Koopmeiners. Per affrontare una stagione lunga, però, serve ancora almeno un centrocampista di livello.
La squadra di Spalletti è a punteggio pieno, ha conquistato un altro clean sheet e ha mostrato pazienza. Adesso tocca alla dirigenza completare il lavoro: dopo Kessié, la Juventus deve trovare rapidamente un altro giocatore capace di aggiungere forza, corsa ed equilibrio al centrocampo.


