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Juve senza equilibrio: non basta voler vincere, bisogna sapere come farloTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 09:05Primo piano
di Massimo Pavan
per Tuttojuve.com

Juve senza equilibrio: non basta voler vincere, bisogna sapere come farlo

La Juventus cade 3-2 col Sassuolo mostrando gravi problemi di equilibrio. Dalle scelte offensive al finale folle, Spalletti deve correggere molto.

Voler vincere sempre appartiene al DNA della Juventus, pensare di poter vincere in qualsiasi modo, invece, può diventare pericoloso, la sconfitta contro il Sassuolo racconta proprio questo. Spalletti ha ammesso di aver caricato la squadra dopo il 2-2, voleva completare la rimonta e i giocatori hanno interpretato il messaggio nella maniera più estrema possibile. Otto uomini sopra la linea della palla, possesso perso e campo aperto per il Sassuolo.

La Juve ha perso equilibrio prima del 94', gli scricchiolii erano comparsi molto prima,il Sassuolo riesce più volte a superare la pressione juventina e trova spazi alle spalle del centrocampo. Kalulu si fa sorprendere sull'azione di Esposito, Bremer sbaglia una lettura pesante, Lucumì appare macchinoso e viene sostituito all'intervallo, Kelly non riesce a cambiare l'inerzia. Quando il muro scricchiola, il resto della squadra non riesce a proteggerlo.

Douglas-Koop, manca una regia vera

L'assenza di Locatelli obbliga Spalletti ad affidarsi soprattutto a Douglas Luiz e Koopmeiners, sulla carta, qualità in abbondanza, sul campo, contro il Sassuolo, troppo poco governo della partita. Douglas tocca molti palloni senza trovare con continuità l'imbucata, Koopmeiners gestisce senza riuscire ad accelerare realmente la manovra. Il risultato è una Juventus che possiede giocatori tecnicamente importanti ma non sempre qualcuno capace di stabilire il ritmo della partita, ed equilibrio significa proprio questo: sapere quando verticalizzare e quando consolidare il possesso.

Kolo-Woltemade: più attaccanti non significa più pericolo

Poi c'è la scelta offensiva,Spalletti prova anche Kolo Muani e Woltemade insieme, l'idea è comprensibile: aumentare il peso dentro e vicino all'area, ma il risultato non è automatico, Kolo continua a faticare da riferimento centrale, Woltemade cerca giocate sofisticate ma appare ancora lontano dai meccanismi della squadra, aggiungere un attaccante non significa necessariamente attaccare meglio. Anzi, se vengono meno distanze e collegamenti, rischia di succedere l'opposto.

Zhegrova dimostra che serviva altro

La doppietta di Zhegrova offre un'indicazione interessante, la Juventus diventa pericolosa quando trova qualcuno capace di creare superiorità e soprattutto di concretizzare, non necessariamente quando riempie l'area di centravanti. Il kosovaro entra, punta l'uomo e segna due volte, adesso Spalletti dovrà interrogarsi anche sulle gerarchie. Conceição resta una risorsa fondamentale, ma Zhegrova ha dimostrato di poter aggiungere ciò che finora è mancato: gol dagli esterni.

Anche Spalletti deve trovare equilibrio

Il tecnico ha fatto bene a prendersi la propria parte di responsabilità, una squadra deve avere autonomia decisionale, ma l'equilibrio nasce anche dai messaggi trasmessi dalla panchina, cercare il 3-2 dopo aver pareggiato al 92' non era un peccato, cercarlo senza alcuna protezione lo è stato calcisticamente. È qui che Spalletti dovrà intervenire.

La Juventus deve continuare ad avere il coraggio di vincere, una grande squadra non può trasformarsi in una formazione speculativa per paura di perdere, ma esiste una differenza enorme tra coraggio e anarchia, contro il Sassuolo quella linea è stata superata.

La Juve non deve imparare ad attaccare meno, deve imparare ad attaccare meglio, con distanze, coperture e soprattutto con la consapevolezza che l'equilibrio non è prudenza: è ciò che permette alle grandi squadre di vincere senza suicidarsi.

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