Juventus, il problema è in mezzo: poche alternative e gioco troppo lento per puntare in alto
Il pareggio contro il Milan ha mostrato una Juventus superiore per iniziativa in diversi momenti della partita, ma ha anche evidenziato un limite che Luciano Spalletti dovrà risolvere rapidamente: la squadra continua a giocare troppo lentamente e a centrocampo le alternative sono poche.
Le assenze naturalmente pesano
Thuram resterà fuori a lungo, mentre contro i rossoneri mancavano anche McKennie e Pape Matar Sarr. Spalletti si è così trovato sostanzialmente obbligato a partire con Locatelli e Douglas Luiz, senza avere dalla panchina molte possibilità per cambiare realmente caratteristiche alla mediana. E quando il ritmo della partita è calato, il problema è diventato evidente.
Troppi passaggi e poche imbucate
La Juventus riesce anche a recuperare il pallone alta e, quando accelera immediatamente, può diventare pericolosa. Il problema arriva nella fase successiva. Troppo spesso, invece di verticalizzare, il pallone comincia a muoversi lateralmente. Un passaggio, un altro passaggio, ritorno indietro e difesa avversaria che nel frattempo ha già recuperato posizione. Contro un Milan molto basso sarebbe servita una circolazione decisamente più rapida. Non basta avere il possesso: bisogna utilizzarlo per spostare l'avversario.
Douglas Luiz deve inventare di più
Da Douglas Luiz è lecito aspettarsi soprattutto questo. Il brasiliano possiede qualità tecniche superiori alla media e dovrebbe essere l'uomo capace di trasformare un possesso apparentemente innocuo in un passaggio verticale. Contro il Milan si è visto soltanto a tratti, Douglas partecipa alla costruzione, offre sempre una linea di passaggio, ma alla Juventus serve qualcosa in più: deve rischiare la giocata che rompe la linea avversaria.
Locatelli dà equilibrio, ma manca un cambio di ritmo
Manuel Locatelli svolge un lavoro differente, garantisce posizione, equilibrio e letture tattiche, ma non può essere chiesto al capitano di trasformarsi improvvisamente nel regista creativo che inventa continuamente negli ultimi trenta metri. Ed è proprio qui che emerge il confronto con il Milan. A 41 anni Modric continua a possedere una capacità naturale di scegliere tempi e velocità della giocata. Alla Juventus manca ancora un interprete capace di fare questo con continuità. Non necessariamente un nuovo Modric, ovviamente, ma qualcuno che sappia capire quando rallentare e, soprattutto, quando accelerare improvvisamente.
Senza Thuram cambia tutto
L'assenza di Khephren Thuram pesa perché toglie alla Juventus proprio una caratteristica diversa: la capacità di rompere la linea attraverso potenza, progressione e conduzione, Thuram può prendere il pallone e guadagnare metri, senza di lui la Juventus rischia invece di diventare eccessivamente posizionale. McKennie offre inserimenti e dinamismo. Sarr dovrebbe garantire gamba e aggressività. Ma contro il Milan non c'era nessuno dei tre. Il risultato è stato un centrocampo tecnicamente ordinato ma troppo uniforme.
Koopmeiners può diventare una soluzione
Una possibile risposta arriva da Teun Koopmeiners, l'olandese entra contro il Milan e firma anche il cross dal quale nasce il pareggio di Gatti. Potrebbe essere utilizzato più frequentemente in una posizione arretrata per aumentare qualità e capacità di inserimento. Spalletti deve trovare una rotazione che permetta alla squadra di modificare ritmo senza perdere equilibrio.
Perché quando l'avversario si chiude non può essere sempre Conceição a dover inventare qualcosa attraverso l'uno contro uno.
I rientri di McKennie e Sarr diventano fondamentali
Per questo le prossime notizie dall'infermeria saranno importantissime, McKennie e Sarr potrebbero tornare presto a disposizione. Non saranno semplicemente due uomini in più numericamente: offriranno a Spalletti caratteristiche che oggi mancano.McKennie può attaccare l'area senza palla e aumentare il ritmo, Sarr può portare energia, pressione e progressione.
In attesa del ritorno di Thuram, avere entrambi permetterebbe al tecnico di cambiare centrocampo anche durante le partite.
Per puntare in alto serve un'altra velocità
La Juventus contro il Milan non ha giocato male. Ha creato più dell'avversario e il pareggio di Gatti è stato meritato: anche la cronaca della partita registra una Juve più propositiva e un Milan con pochissima produzione offensiva, ma essere migliori del Milan in una singola serata non significa essere già pronti per competere con chi è davanti.
La nuova Juventus di Spalletti ha idee, organizzazione e qualità. Adesso deve aumentare i giri del motore, perché se il pallone viaggia lentamente, anche gli attaccanti diventano più facili da controllare. E senza alternative in mezzo, ogni partita rischia di trasformarsi nello stesso copione.


