Spalletti: “Dobbiamo stare attenti al Nec. Non dirò nulla sulla formazione”. Kalulu: “Abbiamo voglia di giocare domani. Kolo Muani è tranquillo”
Luciano Spalletti e Pierre Kalulu stanno parlando in conferenza stampa alla vigilia della gara contro il Nec. Tuttojuve.com sta riportando le loro parole in diretta:
Parla Kalulu
È più forte la voglia di iniziare nel migliore dei modi la competizione europea oppure anche la voglia di lasciarsi subito alle spalle la partita di domenica con il Sassuolo?
"Buongiorno. La volontà tra di noi è sempre rivalsa verso la prossima partita, perché è sempre l’unica che conta, in verità. Il passato non lo puoi cambiare, è solo sul futuro che puoi fare qualcosa. Quindi c’è tanta voglia di giocare domani".
Condividi le parole di Vicario?
"Non ho sentito quello che ha detto Vicario, però dopo aver rivisto la partita e abbiamo capito i nostri errori. Sul NEC loro attaccano tantissimo e dobbiamo fare una partita attenta".
Quanto è difficile giocare il giovedì?
"Quando sei sul campo vuoi giocare sempre. A livello di giorni cambia pochissimo perché non puoi fare nulla e comunque avremo sempre 2/3 giorni per recuperare".
Su Kolo Muani?
"Conosco bene Randal e sono che sta lavorando. È vero che in questi momenti il gol e sappiamo che arriverà questo gol e darà una grande mano alla squadra. Non ho dubbi sulla sua stagione".
Potete vincere l'Europa League?
"Per me sarebbe un modo di pensare sbagliato. Non dobbiamo pensare che sia la strada più facile per vincere. Noi dobbiamo prendere la nostra strada e dobbiamo prenderla con mani e piedi".
Cambia per te giocare con Conceicao o Zhegrova?
"No perché attaccano molto bene anche se hanno qualità differenti. Io mi devo adattare alle loro qualità e voglio aiutarli al massimo a sviluppare le loro azioni offensivi. Non mi cambia tantissimo tra loro due".
Su Koopmeiners?
"Dentro lo spogliatoio è un ragazzo con cui puoi parlare e scherzare. Lui lavora tanto poi lui ha qualità fisica e con il suo piede sinistro può dare dei palloni buoni".
Inizia a parlare Spalletti
Che partita si aspetta?
"Allora, intanto, Schreuder è un profilo di assoluto livello: l’allenatore olandese ha avuto il coraggio di andare a imporre le proprie idee in un Paese evoluto calcisticamente, che aveva e che ha probabilmente delle idee differenti rispetto a ciò che voleva proporre lui. Si è imposto, ha lasciato un’idea diversa e ben riconoscibile, ha vinto un campionato di terza divisione dove c’erano anche squadre che attualmente giocano nella massima serie, di assoluto livello. Per cui ci dobbiamo aspettare una proposta di gioco esclusiva per qualità di idee e per intenzione di fare determinate cose in campo. E questo ci deve trovare pronti, se no possiamo rimanere veramente sorpresi. La cosa che forse diventa più evidente è che lui ha uno score delle proprie partite con due reti segnate a partita. Questo la dice lunga su quello che il calcio che vuole andare a proporre. Ha dei calciatori in squadra forti, forse Nuytinck che è quello che conosciamo e che era a Udine, ma c’è anche gente come Tadic, per dire. Giocano a piede invertito, le coppie di fascia, proprio perché vogliono convergere dentro verso la porta e andare a creare situazioni. E poi c’è questa continua pressione che, se non ti trova sempre, anche nei momenti probabilmente più calmi da un punto di vista della fatica fisica, è presente da tutte le parti, ma con i giri alti a livello di testa, di essere pronto a qualsiasi iniziativa, può diventare una serata scomoda, insomma".
Come avete analizzato a freddo la sconfitta contro il Sassuolo?
"Noi siamo stati attenti, lucidi e consapevoli di dover migliorare. Abbiamo tracciato quello che vogliamo fare e che possono essere le cose a cui dobbiamo portare dei correttivi. Noi dobbiamo essere più compressi per togliere qualche linee di passaggio gli avversari e capire quando andare a pressare poi fare anche qualche volta il blocco basso questi sono quelli che possono essere i correttivi. Oggi la differenza la fa come interpreti la situazione. Il ritmo mentale è quello che sarà fondamentale per domani".
Sente la pressione?
"Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere. Ho imparato questo dopo pochi giorni perché dovevo portare a casa roba. Perciò si figuri se mi turba adesso che ho messo tantissime robe a posto. Io tengo tantissimo alla mia professione perciò ciò che esce dopo una sconfitta non mi interessa perché non posso controllarla. Io decido a cosa dare peso o a cosa non darlo e in questo caso ho scelto di non dare spazio".
Sulla formazione?
"Non dirò nulla sulla formazione. Non posso aiutarvi".


