Dalla curva al rigore su Rowe: sulla Juve è già partito il processo mediatico!
Ci sono due modi per difendere la Juventus. Il primo è negare qualsiasi cosa. Il secondo, molto più credibile, è riconoscere gli errori e poi pretendere che venga utilizzato lo stesso metro per tutti. Noi scegliamo il secondo. La trattenuta di Kalulu su Rowe? Discutibile non netto. Quanto accaduto durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola? Un comportamento da condannare. Chiarito questo, però, nelle ultime ore intorno alla Juventus sembra essersi scatenato un processo mediatico nel quale due episodi differenti sono diventati materiale per mettere sotto accusa un intero ambiente.
Ed è qui che qualcosa non torna.
Kalulu-Rowe: discutibile. Ma Juventus-Atalanta non dura trenta secondi
La maglia di Rowe si allunga. Kalulu rischia e l'arbitro avrebbe potuto indicare il dischetto ma ha visto e valutato.Fine. Non abbiamo bisogno di arrampicarci sugli specchi. Ma una moviola dovrebbe raccontare tutta una partita, non soltanto l'episodio più funzionale al dibattito del giorno. Si può parlare dell'intervento di Kalulu senza trasformare Juventus-Atalanta nella partita decisa dall'arbitro. Perché poi ci sono stati Conceição, Bremer, Kolo Muani, il salvataggio sulla linea, le occasioni create e una Juventus che ha meritato sul campo il 2-0. Un errore arbitrale potrebbe anche esistere anche se la squadra favorita vince meritatamente. Le due cose possono convivere.
Sul caso Mazzola nessuna giustificazione
Ancora più delicato è quanto accaduto durante il minuto di silenzio.Voltare le spalle è stato sbagliato. La Juventus lo ha condannato immediatamente. Luciano Spalletti lo ha condannato. Claudio Marchisio lo ha condannato. Marco Tardelli lo ha condannato. Ma proprio Tardelli ha ricordato un dettaglio fondamentale: «il resto dello stadio, la stragrande maggioranza dei presenti si è immediatamente dissociata». E Giovanni Malagò ha utilizzato parole altrettanto nette: «la Juventus è assolutamente vittima». Allora perché confondere continuamente chi ha compiuto il gesto con la Juventus e con tutta la tifoseria?
Punire i responsabili, non costruire un'etichetta
Se verranno individuati i responsabili, è giusto che rispondano del proprio comportamento secondo le regole, ma non accettiamo che nessuno parli di pena lieve. Ma una cosa è condannare un gruppo. Un'altra è utilizzare quel gruppo per raccontare milioni di juventini.
Il 99% dello stadio, per utilizzare il riferimento fatto da Malagò, non può diventare responsabile del comportamento dell'altro 1%.
Altrimenti non è più responsabilità individuale. È generalizzazione.
La Juve non ha bisogno di vittimismo
Attenzione, però. La Juventus non deve cadere nella trappola opposta e trasformare qualsiasi critica in un complotto. Non serve. Serve invece pretendere equilibrio. Kalulu commette fallo da rigore? Non proprio. Una parte della curva sbaglia durante il minuto per Mazzola? Condanniamola.
Ma quando un episodio penalizza la Juventus, raccontiamolo con la stessa enfasi. E quando la maggioranza dei tifosi juventini si comporta correttamente, ricordiamolo con la stessa chiarezza. La credibilità nasce dal metro utilizzato. Uno solo. Sempre.
Perché alla Juventus non servono sconti. Serve semplicemente che venga raccontato tutto.


