Krabbendam (Voetbal) su Koopmeiners: "Reazioni contrastanti in Olanda per il suo rendimento. Juventus? Tornerà con più fiducia, ma una buona serata non risolverà tutti i suoi problemi"
Mirko Di Natale
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il collega di Voetbal International, Martijn Krabbendam, per parlare approfonditamente del rendimento di Teun Koopmeiners in Nations League e non solo:
La reazione in Olanda
Siamo rimasti sorpresi nel vedere Koopmeiners giocare come difensore centrale al fianco di Van Dijk. Che reazione c'è stata in Olanda riguardo la sua prestazione?
"Le reazioni sono contrastanti. Il suo gol ha mostrato la qualità del suo piede sinistro, ma ci sono dubbi sulla solidità difensiva di questo esperimento. Xavi voleva un altro giocatore che potesse inserirsi a centrocampo e migliorare la costruzione del gioco, questo aveva senso in fase di possesso palla ma i rischi sono diventati evidenti una volta che la Serbia iniziata a trovare spazi. Koopmeiners ha mostrato cosa può offrire alla squadra, senza però convincerci che debba diventare il difensore centrale titolare".
La scelta di Xavi
Pensi che Xavi continuerà a schierarlo in quella posizione?
"Credo che rimarrà un'opzione, a seconda dell'avversario e dei giocatori a disposizione. Xavi lo ha scelto per la sua capacità di passaggio e di trovare il compagno libero. In questo senso, la sua posizione nella formazione titolare racconta solo metà della storia: inizia come difensore ma diventa un centrocampista aggiuntivo quando l'Olanda ha il possesso palla. Contro avversari più forti, mi aspetto che la solidità difensiva abbia un peso maggiore. Una sola partita è troppo poco per concludere che Xavi abbia trovato a van Dijk un nuovo compagno di reparto".
Ma non aveva giocato con la nazionale nelle partite precedenti. Come mai?
"Xavi ha preferito altri giocatori nelle prime tre partite. Ha ammesso, in seguito, di aver dovuto ruotare di più la squadra e dare più fiducia ai suoi giocatori, menzionando in particolare Koopmeiners e Hato. Questa è la spiegazione più chiara che ha fornito pubblicamente. A mio avviso, Teun non aveva ancora trovato il suo posto nei piani del nuovo allenatore. Contro la Serbia, Xavi ha trovato un ruolo che gli ha permesso di sfruttare le sue qualità".
Xavi ha aiutato la Juve, dunque, a far tornare a Torino un giocatore più motivato?
"Parlerei più di fiducia che di motivazione. Koopmeiners ha giocato l'intera partita, ha segnato e ha parlato positivamente a fine partita delle idee di Xavi e del piacere che prova nel giocare in posizioni diverse. Questo potrebbe avergli dato una spinta, anche perché è un giocatore che ha passato tre partite in panchina improvvisamente si sente di nuovo coinvolto. La Juventus potrebbe trarne vantaggio, ma una buona serata con la nazionale non risolverà tutti i problemi a Torino".
Il rendimento alla Juventus
Perché in questi anni alla Juve sta andando male e di conseguenza non riesce a trovare la titolarità?
"Lo stimo ancora, ma non è diventato il giocatore influente che la Juventus si aspettava. Ci sono stati momenti positivi in questa stagione, tra cui un gol contro il Parma e un assist contro il Milan, quindi quest'anno le cose non stanno andando poi così male. Il problema è che questi momenti non si sono trasformati in prestazioni costanti, mentre altri centrocampisti si stanno candidando con maggiore forza per un posto da titolare".
Tu cosa ne pensi?
"La mia valutazione è che abbia bisogno di un ruolo più definito e di continuità. I suoi punti di forza sono il passaggio, il tempismo e la capacità di contribuire in zona gol. Alla Juventus, non è ancora riuscito a mettere insieme queste qualità con costanza. Quei soldi spesi hanno innalzato senza ombra di dubbio le aspettative, ma non può dare a un giocatore fiducia o un posto naturale in squadra".
Il futuro lontano da Torino?
Pensi che debba lasciare la Juventus per tornare ad essere il fantastico giocatore che era a Bergamo?
"Non necessariamente, ma ha bisogno di giocare con regolarità. Se la Juventus può offrirgli questo, allora c'è un motivo per restare. Se invece continua a essere una riserva senza un ruolo definito, un trasferimento potrebbe essere sensato. Valuterei la sua prossima mossa in base al piano dell'allenatore, piuttosto che al nome del club. Ha bisogno di un ambiente in cui possa tornare a essere determinante. Il semplice fatto di lasciare Torino non glielo garantirebbe...".
Si ringrazia Martijn Krabbendam per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


