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Carnevali: "Vogliamo costruire una Juve vincente, ma servono pazienza e costanza"

autore
Alessio Tufano
per Tuttojuve.com
Oggi alle 18:03Primo piano
autore Alessio Tufano
01.10.2026 18:03Primo piano
L'amministratore delegato bianconero al Festival dello Sport: "Elkann è una persona straordinaria e anche stavolta ha mostrato il proprio amore per questo club"
www.imagephotoagency.it
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L'amministratore delegato della Juventus Giovanni Carnevali, ha parlato nel corso del Festival dello Sport, affrontando numerosi argomenti legati alla sia nuova avventua in bianconero, a partire dal suo arrivo a Torino, quasi improvviso.

L'arrivo a Torino e l'addio al Sassuolo

"Quando la possibilità si è concretizzata ero concentrato completamente sul Sassuolo e sul bisogno che avevamo di ripartire. Avevamo appena chiuso l'accordo con Aquilani dopo aver deciso di puntare su di lui, tanto che lo stesso Aquilani il giorno dopo che sono arrivato alla Juventus mi ha chiamato: 'Non potevi dirmelo?'. Ed io gli ho risposto: 'Non lo sapevo neanche io!'. La chiamata del club mi ha regalato una grande gioia ma anche tanta emozione, ma il primo pensiero è andato al Sassuolo, ho lavorato 13 anni lì, abbiamo costruito qualcosa di straordinario. In quel momento ho pianto, lasciavo una famiglia, creata da Squinzi. È grazie a loro se ora sono alla Juventus".

Il rapporto con Elkann

"Nella mia carriera ho lavorato con presidenti importanti e lui è un uomo straordinario. Non lo conoscevo prima di venire alla Juventus, in questi giorni ci stiamo sentendo con grande costanza e il rapporto continuo con una persona come lui ti aiuta a capire la sua caratura. Anche ieri ha dimostrato la sua vicinanza alla Juventus e quanto crede in questa realtà. Tutti dobbiamo fare qualcosa in più per essere riconoscenti verso di lui”.

Cosa c'è da cambiare

"Sono arrivato alla Juventus da poco e il mio modus operandi è quello di un dirigente che guarda al futuro basandosi sul presente. Gli errori li commettono tutti, la necessità è quella di lavorare sulle basi che ci si ritrova, il nostro obiettivo era quello di cambiare più giocatori possibili. Forse avremmo potuto fare di più, ma i miglioramenti anche nella gestione arrivano con la conoscenza. Col tempo sto capendo quali sono le aree dove si può migliorare, l’esperienza mi aiuta ad accelerare i tempi. Pochi italiani? Non c'è solo Vicario, ci sono anche degli infortunati...sicuramente vogliamo creare più italianità, ma non è facile, le normative paradossalmente favoriscono l'acquisto di giocatori stranieri e in generale avere giocatori italiani forti non è semplice, però sì, la voglia è quella di inserirli e di prenderne di giovani".

Pazienza necessaria

"Penso che attualmente la Juventus abbia una rosa forte pur avendo cambiato tanto, serve un po' di tempo per diventare competitivi, poi è chiaro che tra essere competitivi e vincere ce ne passa. Se potessi vorrei vincere domani, ma la realtà è diversa, non è facile dimostrarsi superiori a tutti gli avversari, sappiamo da dove siamo partiti e cosa stiamo facendo. Dobbiamo voler ottenere qualcosa di straordinario grazie ai sacrifici da parte di tutti".

La Champions come base

"La nostra priorità è quella di costruire una squadra che vinca sul campo, ma è chiaro che bisogna capire come riuscire a vincere sul campo. serve tanto lavoro, bisogna porre una base solida e non lasciarsi prendere dalla fretta, non si può sempre cambiare tutto ogni anno, va fissato un obiettivo, intrapresa una strada che vada poi seguita, perchè soltanto il percorso ti porta ad ottenere risultati. Chiaro che al giorno d'oggi, nel calcio business la Champions è fondamentale per far quadrare i conti, altrimenti è un bagno di sangue, ma noi non possiamo accontentarci di conquistare il posto Champions, il nostro obiettivo è vincere".

La decisione di puntare su Alajbegovic

"Penso che il prezzo per il quale il ragazzo è arrivato sia quello giusto, ha enormi potenzialità e questi sono i giocatori che dobbiamo prendere, al giorno d'oggi non possiamo acquistare grandi campioni già affermati, ma dobbiamo puntare su chi un campione lo diventerà arrivando a valere tanti soldi. Il Chelsea aveva fatto un'offerta migliore della nostra e abbiamo rischiati di fare la fine dell'Inter con Palestra, ma fortunatamente le cose sono andate bene".

Cessione pesante?

"Abbiamo dei paletti da rispettare, ma dobbiamo comunque dar vita ad una squadra competitiva, non possiamo sapere oggi quello che accadrà, vedremo come si evolverà il mercato e quelle che saranno le eventuali occasioni in un senso o in un altro. Ci sono alcuni dei nostri giocatori in prestito che hanno la possibilità di essere riscattati da parte dei club attuali, magari la loro cessione basterà a garantirci le risorse di cui abbiamo bisogno, adesso però non ci pensiamo, siamo concentrati a fare risultati".

Il lavoro di Spalletti

"Se torno col pensiero alla sconfitta con il Sassuolo mi viene l'impulso di rotolarmi per terra qui, abbiamo preso dei gol impensabili, ma Spalletti è un allenatore capace, è un maestro per i giocatori, ed io di tecnici ne ho visti tanti in csrriera. Uno come lui è ciò di cui abbiamo davvero bisogno. Ha il suo carattere come lo abbiamo tutti, è normale, ma se potessi vi farei assistere al suo lavoro, è uno che ha grandi ambizioni, vuole vincere. Conte? È un amico e un allenatore top, però non è mai stato un nostro pensiero”.

per Tuttojuve.com

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