Michele Scaringella: "Iturbe? Stavo per portarlo al Gallipoli, ma a Giannini non piaceva. La Juve? Il ragazzo dovrà dimostrare di poter stare in una grande squadra"
Giuseppe Giannone
Michele Scaringella, affermato talent scout che collabora con Pablo Betancourt, parla, intervistato da "IlSussidiario.net", di Juan Manuel Iturbe, talento argentino 22 enne del Verona, che, qualche anno fa, fu vicino ai pugliesi del Gallipoli, allora militanti in Serie B: "Non avevo sbagliato a puntare su di lui qualche anno fa. Peccato non averlo acquistato. Da anni ho contatti in Sudamerica, vado spesso per osservare nuovi talenti. Mi fecero il nome di Iturbe, che giocava nelle giovanili del Cerro Porteno. Lo andai a vedere dal vivo e rimasi folgorato. Per movenze e qualità sembrava Messi, peccato che si sia un po' perso negli anni successivi, ma oggi è tornato ad essere un grande protagonista. Sono contento che ci sia riuscito in Italia.
Come mai con il Gallipoli saltò tutto? Iturbe si poteva prendere in prestito con diritto di riscatto a poco prezzo, ma ci furono problemi di documenti. Tra l'altro anche il tecnico di allora non era convinto. A Giannini piacevano altri tipi di giocatori, non è sempre facile scommettere su un giovane straniero". Scaringella, poi, si sofferma sulla possibilità che Iturbe possa approdare alla corte di Antonio Conte in vista della prossima stagione: "Le qualità ci sono, ma dipenderà tutto dal ragazzo. Quando andò al River Platen on giocò bene, al Verona si. La Juve è una grande piazza, e lui deve dimostrare di poter giocare nelle grandi squadre".


