I DUBBI AMLETICI SU ITURBE
Nicola Iuzzolino
Giorni caldi, frenesia. Juventus e Milan sono alla ricerca di attaccanti, merce prelibata del calciomercato, bisognose di innestare in rosa forze fresche per tentare il cammino in nuovi ed audaci progetti (i rossoneri) o proseguire la tradizione vincente degli ultimi tre anni (la vecchia signora). Tanti nomi, molte squadre, pochi soldi. Il filo è ingarbugliato, la trama complicata, ma stando alle ultime informazioni, i bianconeri dovrebbero trovarsi in vantaggio per quanto riguarda l'asse giocatore-manager/agenti, avendo dalla propria la volontà dell'argentino. D'altro canto, il Milan tiene banco (o almeno questo è ciò che traspare) facendo leva sui buoni rapporti col Verona ed un'offerta alla società scaligera nettamente più elevata rispetto a quella dei campioni d'Italia. Una la Champions, Quagliarella e la recente storia in serie A, l'altra un progetto, un tesoretto ed un posto da prima donna. Proprio ieri, sul suo profilo Twitter, Iturbe ha postato un commento sulla situazione contingente, auspicando nei prossimo giorni una rapida conclusione. A noi una risoluzione lampo nella prossima settimana pare abbastanza improbabile, ma nel calcio, si sa, mai dire mai. Per quanto riguarda l'aspetto meramente tecnico/economico dell'operazione, quello dell'ex Porto potrebbe rivelarsi seriamente un'arma a doppio taglio per la dirigenza bianconera. Al top dopo una stagione prorompente (la prima in serie A) con la maglia del Verona, "el pulguita" ha dimostrato di potersi ritagliare spazi importanti nel calcio che conta, guadagnandosi giustamente l'ammirazione delle società di mezza Europa.
Con i suoi 21 anni da poco compiuti, poi, l'argentino possiede dalla sua anche il fattore anagrafico, inserendosi per questo motivo nella migliore gioventù calcistica. A livello tattico, un suo eventuale arrivo a casa Juventus, porterebbe senza ombra di dubbio non solo ulteriore qualità nel pacchetto avanzato, ma anche infinite altre possibilità di cambiamento per Antonio Conte, che tanto pare orientato verso una metamorfosi dal 3-5-2 vincente degli ultimi anni ad un più "europeo" 4-3-3. Oltretutto l'idea di vederlo affiancato alla coppia latino-americana ormai assodata Tevez-Llorente, è una suggestione piuttosto intrigante per la Vecchia Signora, che proprio dopo il colpo Tevez della scorsa sessione estiva (soffiato clamorosamente a Galliani e il Milan), pare averci preso gusto in questo tipo di operazioni. Ai pro, com'è giusto che sia, si accostano tuttavia anche i contro, e proprio di questi qui la Juventus sembra temere particolarmente. Partendo naturalmente dall'aspetto economico, giacché il Verona chiede almeno 30 milioni per il proprio gioiellino, il rischio di trovarsi un nuovo Melo o Diego in rosa, non è da sottovalutare, così come la possibilità di strappare più avanti nel mercato un esterno a prezzi più contenuti e rendimento maggiore. Inoltre, il fatto che la Juventus si sia mossa precedentemente su altri obiettivi e solo in seguito sull'ala di Buenos Aires, fa presagire che per Conte, le priorità, erano in partenza altre. A conclusione, va poi aggiunto che la convivenza con gli attaccanti bianconeri già in rosa non può considerarsi immediata, così come l'impiego subitaneo tra gli undici titolari, tenendo presente della ricerca di un'altra punta da parte di Marotta (Morata e Sanchez su tutti). In ogni caso, la dirigenza di Corso Galileo Ferraris pare aver fatto da tempo le sue scelte, valutato con criterio le alternative e decretato le manovre per il mercato. E anche lo stesso Iturbe sembra aver preso una decisione sul proprio futuro. Nel frattempo, noi ci poniamo com'è giusto che sia i validi interrogativi, sperando nella giusta soluzione a questo amletico quesito: "Prenderlo, o non prenderlo?"


