Il problema non è Allegri, ma cosa riserverà il futuro
Massimo Reina
Con le scioccanti dimissioni di Antonio Conte dall’incarico di allenatore della Juventus e con il conseguente arrivo al suo posto di Massimiliano Allegri, è esplosa la furia dei tifosi della Vecchia Signora sfociata in una vera e propria levata di scudi sui social network e sotto la sede della società bianconera durante la presentazione de tecnico ex Milan.
I sostenitori juventini già allibiti dall’addio del loro Capitano, si sono ritrovati pure davanti alla scelta da parte della società di un sostituto selezionato fra quegli più invisi alla tifoseria.
I media nazionali hanno fatto a gara, e continuano a farlo tutt’ora, nel cercare di dipingere il malcontento dei supporter bianconeri come momenti destinati a passare dopo le prime vittorie della squadra, convinti evidentemente che il tifoso sia volubile come una bandiera al vento.
Ma non è così, o perlomeno non è questo il caso.
Il tifoso non è stupido, men che meno quello juventino, e non ha sempre pensieri così "terra terra". Certo, a qualcuno magari davvero Allegri non piacerà per il suo passato, ma alla stragrande maggioranza non va giù per altre ragioni, e i motivi del rigetto nei suoi confronti vanno ricercati altrove, e non solo alla luce delle polemiche, anche recenti, inerenti il gol di Muntari, o i tweet offensivi della moglie di Allegri contro Conte e la Juventus. No, i motivi sono ben altri, e a guardare bene fra le righe delle lamentele dei tifosi juventini ci si accorge che questi ultimi sono perplessi per altre questioni.Tecniche innanzitutto: a parecchi supporter non piace il modo in cui l’allenatore fa giocare le sue squadre, ma soprattutto non gli riconoscono il carisma, la “forza” caratteriale e la capacità generale per poter gestire e guidare una squadra piena di campioni, chiamata a ripetersi a certi livelli per centrare certi traguardi. E questo nonostante lo scudetto vinto anni fa al Milan.
Poi c’è la questione Pirlo, che secondo alcune voci di corridoio sembrerebbe tra l’altro particolarmente infastidito dalla vicenda allenatore. Come verrà accolto Allegri da Andrea e dagli altri senatori dello spogliatoio bianconero, a cui magari in questi anni non saranno andati giù gli atteggiamenti anti-juventini dell’ex guida dei rossoneri?
Va bene la professionalità, ma i rapporti umani non si possono certo “comprare” con uno stipendio o nascondere sempre dietro all’interesse comune. Anche i campioni hanno un cuore, un anima, e sono esseri umani.
Possibile che in giro non ci fosse quindi un altro tecnico?
Infine, fra i motivi del malcontento dei tifosi bianconeri un altro aspetto da non sottovalutare e anzi, per certi versi forse il più importante, è quello della paura, legittima, che dietro all’addio di Conte ci sia ben altro. Che quanto sia accaduto in questi giorni sia in realtà il sintomo di un ridimensionamento pensato dalla proprietà, forse, stranamente aggiungiamo noi se fosse vero, non interessata a far compiere alla Juventus quel passo necessario per la sua crescita definitiva anche in Europa. Qualche collega ha scritto di pesanti discussioni fra Conte e Marotta per via della lentezza di quest’ultimo nel portare avanti e chiudere certe trattative, ma anche per delle promesse non mantenute su alcuni obiettivi che per il mister erano indispensabili per incrementare la competitività della sua squadra, e di una cessione di Vidal già preventivata dalla società, nonostante questa avesse promesso all’ex allenatore juventino di tenerlo.
Cessione che avverrebbe tra l'altro non per ottenere soldi da reinvestire su campionissimi come Di Maria o Sanchez, giusto per fare due nomi, ma per farlo su giocatori di secondo piano, che certo non aggiungerebbero niente alla squadra e anzi finirebbero per certi versi per abbassarne il valore tecnico e la competitività in Italia e all’estero.
Noi su quest’ultimo argomento in particolare, non essendo presenti e in assenza di riscontri oggettivi, non ce la sentiamo di sbilanciarci in un senso o nell’altro, ma ci limitiamo semplicemente a riportare delle voci. Ma per i tifosi è diverso, e dal loro punto di vista Conte si sarà forse sentito preso in giro e avrebbe così deciso di mollare, stufo, anche se con la morte nel cuore. I sostenitori bianconeri temono che la società voglia smantellare una squadra che era lì per lì per spiccare il volo verso l’Europa che conta, e che invece rischia di perdere i suoi pezzi da novanta dopo aver perso il suo condottiero.
Colui che ha preso una squadra “simpatica e perdente”, che veniva dal fallimento Del Neri e da un settimo posto, portandola nuovamente in alto e ponendo le basi per un futuro roseo, che ora invece agli occhi terrorizzati di molti sembra rischiare di diventare nuovamente grigio. Allegri, quindi, sarebbe dal loro punto di vista solo la punta dell’iceberg, l’obiettivo più immediato da “colpire” con la contestazione, ma non l’unico o il più importante.


