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Dal martello alla camomilla, il pericolo è dentro la Juventus

autore
Andrea Antonio Colazingari
per Tuttojuve.com
sabato 2 agosto 2014, 19:30Primo piano
autore Andrea Antonio Colazingari
02.08.2014 19:30Primo piano
ALBERTO LINGRIA
ALBERTO LINGRIA

Chi si rilassa è perduto. Questo è uno dei postulati del calcio moderno, fatto di atletismo, agonismo, tatticismo e sempre meno tecnica. Con dei buoni giocatori, qualcuno ottimo, una grande organizzazione di squadra e la condizione atletica giusta, si può vincere contro chiunque, a patto però, di tendere nervi e volontà verso l’obiettivo.

La Juventus non è una squadra di fuoriclasse, eccezion fatta per la solita coppia di noti (Buffon e Pirlo). Assomiglia piuttosto alla compagine ideale di cui sopra e deve moltissimo degli ultimi successi all’ossessiva caparbietà del suo ex allenatore. Fa specie quindi leggere oggi, su un autorevole quotidiano sportivo, quanto positivamente sarebbe stato accolto dai bianconeri, “senatori” in testa, il cambio di carattere del leader tecnico, conseguente a quello di panchina. Da Antonio “Martello” Conte a Massimiliano “Camomilla” Allegri, uno che non si scompone neppure in caso di bradisisma, virtù non da poco in un mondo divorato dall’ansia. L’avvento di un allenatore più mite e, di conseguenza, di un clima meno teso a Vinovo, sarebbe assai gradito a molti giocatori della rosa juventina, evidentemente esauriti dalla spremuta degli ultimi tre anni. Peccato però che proprio l’ossessività “contiana” abbia reso possibile il tris tricolore con tanto di record, mascherando lacune individuali a tratti riemergenti (vedasi Lisbona). Peccato che l’organizzazione di squadra e gioco voluta dall’ex allenatore poggiava tutta su applicazione e concentrazione totali, senza le quali difficilmente si sarebbe vinto tutto quello che si è vinto, in mancanza di memomarbili individualismi.

Nessuno giudica negativamente il lavorare in un clima più soft e meno oppressivo: chi non sognerebbe di svolgere la propria attività in queste condizioni? Occhio però a rilassarsi troppo, pericolo che l’inconscio umano (questo sconosciuto) sa materializzare lentamente ma inesorabilmente fino a trasformarlo in improvviso ostacolo invalicabile.

Che tutti i bianconeri agli ordini di Massimiliano Allegri ricordino gli ultimi tre anni per comprendere, fino in fondo, che senza sacrificio, lavoro e costanza spesso sgradevole, non si vince, a meno di non essere fenomeni. E di fenomeni, con tutto il rispetto, a Vinovo se ne scorgono, ad oggi, ancora pochi.

“Rilassarsi troppo significa arrugginirsi.”
(Sir Walter Scott)

per Tuttojuve.com

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