Altra rimonta subita e Roma a -1. Cercasi: attributi, intensità e cattiveria!
Francesco Carini
Correva gennaio 2014 e a questo punto della stagione la Juventus si trovava prima con 46 punti, a più 6 sulla Roma. Passa un anno e i bianconeri sono ancora primi, ma con i giallorossi a -1 e con il derby capitolino alle porte. Sicuramente non si tratta di una situazione drammatica, ma i punti persi nelle ultime giornate non sono sicuramente di buon auspicio, in vista del giro di boa che porterà i Campioni d’Italia alla difficilissima sfida del San Paolo.
Il calo della Vecchia Signora non si è visto solo oggi, ma prosegue da circa un mese. C’è un filo conduttore, assolutamente da tagliare, che sta guidando Buffon e compagni ed è direttamente legato alla reazione della squadra subito dopo il vantaggio. Appena avanti, gli uomini di Allegri tendono a gestire senza cercare con veemenza il raddoppio, con il risultato che un gol lo si può sempre subire, per poi maledirlo tutta la settimana, rimpiangendo le occasioni sprecate.
Il fattore che causa più rabbia è proprio il gap tecnico a suo favore che Madama dimostra in ogni partita, ma è come se la squadra non avesse la carica emotiva per schiacciare l’avversario, annientandolo. Gli lascia il tempo di risollevarsi, rischiando poi anche di lasciarci le penne.
Il tutto è cominciato dal Derby della Mole, quando, dopo un inizio arrembante, il vantaggio di Vidal è stato annullato dalla perla di Peres, e soltanto Pirlo è riuscito a sbrogliare una situazione che sembrava indirizzata al peggio. Passato ciò, contro la Sampdoria non c’è stato un epilogo simile, dato che “Mozart” non può sempre togliere le castagne dal fuoco, anche se il leimotif è stato identico. Buon primo tempo con 1 a 0 di Evra… Passano 40 minuti, si spegne la foga dei padroni di casa e Gabbiadini esce dal cilindro il colpo del pari. Coincidenza? Assolutamente no! Perché nella finale di Supercoppa Italiana, dopo il vantaggio di Tevez, l’11 allenato da Allegri non ha assolutamente approfittato di un Napoli parso più confuso che persuaso e in condizione nettamente inferiore rispetto ai detentori del trofeo. Risultato? I bianconeri subiscono due volte la rimonta e adesso rimpiangono il primo trofeo della stagione.
Ci si aspettava che la lezione fosse stata imparata, ma nulla. Quella che è una fra le migliori corazzate d’Europa, oggi, pur ostentando un imbarazzante gap nei confronti dell’Inter, non ha saputo affondare il coltello, rischiando addirittura di capitolare contro un avversario nettamente inferiore.
Adesso, le partite dove la Fidanzata d’Italia subisce in maniera veemente il ritorno dell’avversario sono 4 e sono costate altrettanti punti e il primo titolo stagionale. Un conto è perdere contro il Bayern Monaco, un altro è lasciare per strada chances contro squadre che in altri campionati lotterebbero per una salvezza tranquilla o per un buon piazzamento.
Vedere Pogba & co dominare e controllare poi il tabellone a fine partita, appurando che non si è vinto, lascia pensare ad una compagine poco affamata e a un allenatore che non la motiva a sufficienza. Di sicuro non si può pretendere di toccare nuovamente quota 101 punti, ma i tifosi chiedono una caratteristica che ha sempre contraddistinto l’armata di Conte e degli altri tecnici vincenti della storia bianconera: le palle! Historia docet.


