MAROTTA: "Ringrazio Agnelli a nome dei miei collaboratori. La Juve per me è tutto. Il momento più bello? Trieste. Il più brutto? Poznan"
Alessandro Vignati
Intervistato da Juventus.com, dopo il rinnovo odierno fino al 2018, l'amministratore delegato e direttore generale della Juventus Beppe Marotta ha parlato delle prossime strategie. Ecco quanto evidenziato da TuttoJuve.com.
Esiste un metodo per gestire l'area sportiva di una società calcistica? Quale?
"Il metodo è quello di capire che il mondo del calcio è un mondo atipico, dove accanto ai risultati conseguiti sul campo ci devono essere anche i risultati fuori dal campo. Quindi significa in sostanza che bisogna avere la competenza necessaria e l'esperienza per mixare i due successi".
Perchè dice sempre che la scelta dei collaboratori è molto importante?
"Innanzitutto è l'occasione per ringraziare il presidente Agnelli per la rinnovata fiducia. Non lo faccio solo a titolo personale, ma anche dei miei collaboratori. Una grande qualità che ha il presidente è quella del concetto di delega, il fatto di poter far lavorare i propri collaboratori in grande autonomia e di grande senso di responsabilità. Credo che questo sia uno dei concetti fondamentali del nostro successo".
Chi è Fabio Paratici per lei?
"Fabio Paratici, per me, è un amico, un ragazzo a cui voglio bene, e che è diventata una realtà. Nel calcio di oggi si parla spesso di talenti calcistici, dimenticandosi che la classe dirigenziale può anch'essa esprimere talenti. Fabio è con me da circa dieci anni, oggi è una realtà, una figura importante all'interno della società, una figura ultimata e competente. Credo sia uno degli artefici di queste vittorie".
Che caratteristiche guarda in un calciatore?
"Bisogna guardare prima il club. In questo senso si sa che la Juventus ha una storia davanti molto importante, quindi quando un giocatore viene preso dalla Juventus viene caricato di responsabilità. Si dice che quando un giocatore viene preso dalla Juventus che la maglietta è pesante, vuol che dietro quella maglia c'è un palmares ricco di successi e questo giocatore deve essere uno degli interpreti per riportare ulteriori successi".
Il suo giorno più brutto qui?
"Mi ricordo dopo l'eliminazione di Poznan. Quello è forse il momento più negativo della nostra gestione".
Il suo giorno più bello qui?
"Sicuramente il primo Scudetto ha un sapore particolare, perchè arrivato quasi inaspettato quando i pronostici non erano quelli di vincere subito. Ha ripagato l'ambiente del lavoro profuso quell'anno".
Cos'è la Juventus per lei?
"Per me la Juventus è tutto, nel senso che professionalmente ho raggiunto i miei obiettivi, trovato un habitat in cui mi trovo a valori di vita, ho trovato persone di altissimo valore umano. Mi sento non solo a casa mia, ma soddisfatto dal punto di vista lavorativo".


