Giack, si gira!
Caterina Baffoni
Sono passati poco più di tre anni ormai dall’ultimo Juventus-Catania, ma già pochi istanti dopo il fischio finale si ebbe la sensazione che quella partita sarebbe entrata di diritto nella storia e nel cuore di tutti i tifosi juventini, con quella rete al 91’ di un ex di lusso che questa sera indosserà la maglia del Bologna Emanuele Giaccherini. L'uomo di Conte ritorna prepotentemente a prendersi la scena. Sì perchè forse è stato proprio il ricordo di quel gol, molto più di tutte le considerazioni tecniche, il vero motivo per cui a Torino, chiunque tu sia, dal momento che vesti la maglia della Juventus inizi a diventare qualcuno di importante.
Caso curioso se si pensa che nell’estate del 2011 era arrivato da Cesena e con alle spalle un passato nelle categorie infeiori, sotto la Mole tra lo scetticismo generale di critica e tifosi, tanto che lo stesso Conte, dopo uno stupendo gol del “Giak” nell’ottavo di finale di Coppa Italia proprio contro il "suo" Bologna, nell’esultare si portò la mano destra all’orecchio e rivolgendosi alla tribuna esclamò: “Giaccherini” come a voler dire ”Avete visto cos’è capace di fare Giaccherini?” rincarando la dose di come un giocatore che ha fatto la provincia può meritarsi la Juventus. Se si chiamasse Giaccherinho sarebbe molto più considerato probabilmente.
Quello contro il Catania fu un gol che non risolse solo la complicatissima partita contro gli etnei, ma che pose praticamente la parola fine ad un campionato forse mai davvero iniziato. Un intero girone d’andata passato a cercare l’antiJuve. Così come in tutti questi ultimi 4-5 anni. Ogni anno si sono susseguite tutte le elucubrazioni più cervellotiche per dar senso ad un campionato in cui la Juve viaggiava alla velocità della luce rispetto a tutte le altre concorrenti. Ci avrebbe pensato la stessa Juve, con un gennaio non proprio brillante, a dar vita alle speranze di chi proprio non sopportava l’idea che i ragazzi di Conte ieri, e di Allegri oggi potessero confermarsi campioni d’Italia ancora una volta. Ma oggi non è proprio così; dopo l'importante successo conquistato contro il Napoli, la Juve ha il dovere di mantenersi in testa alla classifica, e per dare un segnale forte allo scudetto, Allegri dixit, dovrà conquistare anche il Dall'Ara.
Giornata calda e soleggiata in quel 10 marzo a Torino, quasi ad anticipare l’arrivo della primavera ormai alle porte e con un “sold out” annunciato da giorni. Cambia l'avversario, ma lo scenario è lo stesso! Chi pensava che il Catania in virtù di un’ottima classifica potesse venire allo Juventus Stadium a giocarsela a viso aperto sbagliava di grosso: il tecnico Maran imbastì un vero e proprio catenaccio d’altri tempi con tutti i giocatori dietro la linea di metà campo. Il Catania non pressava nemmeno, si limitava solo ad intasare il centrocampo dove la Juve non trovava spazio. A Bologna lo spettacolo potrebbe ripetersi ma attenzione al Giak. Impossibile dimenticare il momento in cui al 75’ trovò il tempo di raccogliere in mezzo all'area un pallone scodellato in area da Pogba che con un destro sporco trovava lo spiraglio giusto. Un piccolo, ma per statura, giocatore che ha unito in un abbraccio il mondo Juve, liberandolo dalla tensione di 90 minuti di sofferenza che stavano decidendo il campionato.
“È sicuramente questo è il goal più importante della mia vita e lo dedico a me stesso" - dichiarò Giaccherini in quel post-gara. “Lavoro tanto per farmi trovare pronto e penso sia un premio giusto. Gol scudetto? Lo spero".
Le stesse parole, pochi giorni fa, di chi come lui, da una vita trascorsa in provincia e nell'anonimato silenziosamente si sta conquistando la Juventus a suon di gol determinanti: Simone Zaza.


