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Il terzo tempo - Dal derby al Napoli, come quando tutto cominciò. Quel "muro" che spaventa il Bayern

autore
Luigi Risucci
per Tuttojuve.com
mercoledì 17 febbraio 2016, 12:08Primo piano
autore Luigi Risucci
17.02.2016 12:08Primo piano
Alex Sandro per Dybala e la Juve vince, come nel derby in cui partì la rimonta. La coppia Barzagli-Bonucci che insidia le certezze di Guardiola.ue
Daniele Buffa/Image Sport
Daniele Buffa/Image Sport

La rimonta è completa. Dopo una instancabile rincorsa, fatta di sentieri irti e tortuosi, di avversari pronti a tendere l'imboscata alla prima occasione, i bianconeri completano un progetto che ad ottobre sembrava follia allo stato puro. Quindici vittorie consecutive sono un dato impressionante, foriero di terrore per gli avversari e di consapevolezza estrema per gli autori dell'impresa, capaci di colmare un gap talmente grande, che non ha precedenti storici in Serie A. Il caso unisce inevitabilmente la prima e l'ultima impresa della cavalcata: al minuto 88 del derby di Torino, con la Juve in piena crisi e bloccata sull'1-1 dai cugini, Allegri toglie dalla mischia Dybala ed inserisce Alex Sandro, nello stupore generale. Dopo pochi minuti il brasiliano vola sulla fascia e mette dentro il cross che Cuadrado trasforma nel gol da tre punti. Un caso, certo, se non fosse che quasi quattro mesi dopo, nella vera e propria partita scudetto contro il Napoli, a pochi minuti dal termine la storia si ripete. Fuori la Joya e dentro l'ex Porto, lo Stadium rumoreggia, ma passano pochi minuti e il brasiliano avvia l'azione che porta al sinistro al fulmicotone di Zaza. Ancora una volta opera del fato o frutto di una scelta ponderata del mister? Allegri sa che nei minuti finali, quando le squadre sono sulle gambe, l'esplosività di Alex Sandro nella posizione di esterno alto, può far male agli avversari. E così a Napoli si spegne il sogno di strappare il primo risultato utile nella storia degli incontri allo Stadium, dove i partenopei, a dirla tutta, non hanno mai segnato. Nessuno avrebbe potuto pronosticare di essere al primo posto a metà febbraio, dopo l'inizio più difficile degli ultimi 30 anni, ecco la rimonta più veloce e dirompente che si sia mai vista nella storia del nostro campionato, anche se i record (Allegri dixit) lasciano il tempo che trovano. La Juventus non subisce gol da 8 partite consecutive, Coppa Italia compresa, indice di come la ritrovata solidità difensiva sia il comune denominatore di questa cavalcata, non ancora giunta al termine. E come non spendere qualche riga per due giocatori che più degli altri sono il simbolo della “fortezza” allestita nei pressi della porta di Buffon. Bonucci è l'ironman della retroguardia bianconera, dall'alto delle 35 presenze già raccolte in stagione (più di capitan Buffon, per intenderci), e di una costanza di rendimento impressionante. A parte gli, ormai pochissimi, errori che qualche volta ancora ne inficiano le prestazioni Leonardo è autore di un percorso di crescita costante, che lo porta ad essere uno dei migliori centrali europei in circolazione.

Da manuale l'intervento in spaccata con cui ha tolto ad Higuain l'opportunità di timbrare ancora una volta il cartellino, un centimetro che ha spostato gli equilibri della partita in favore dei bianconeri. Poi l'uscita, dovuta più alla stanchezza che allo scontro fortuito con Khedira, che probabilmente gli farà guadagnare un turno di riposo venerdi a Bologna. Come non parlare di Barzagli, per distacco il migliore in campo sabato sera. Tarantola Higuain giocando sempre d'anticipo, togliendo tutti i palloni giocabili all'avversario più temibile, guidando la difesa con una maestria ed una sicurezza fuori dal comune. Anche quando perde il compagno di reparto, prende sotto la sua ala protettrice Rugani, coprendo le spalle a colui che con tutta probabilità raccoglierà la sua eredità nei prossimi anni. Per lui si parla di un imminente rinnovo, meritatissimo per la leadership tecnica e comportamentale che il difensore toscano è riuscito ad imporre nel gruppo, come ha confermato proprio Buffon nel post partita. Il campionato è ancora molto lungo e le prossime giornate potrebbero essere decisive, con il Napoli impegnato tra il doppio impegno in Europa League e le insidie Milan e Fiorentina in campionato. I bianconeri invece dovranno affrontare Bologna ed Inter (due volte) con in mezzo la sfida dell'anno contro il Bayern Monaco. Venerdi è possibile che ci sia un po' di turnover con l'impiego di Rugani, Sturaro e Zaza pressochè certo, e quello probabile di Hernanes, pronto a dar fiato all'instancabile Marchisio. L'apporto delle “seconde linee” in questa fase sarà fondamentale perchè è impensabile non ruotare gli uomini giocando ogni tre giorni, e soprattutto non è possibile arrivare al massimo della forma all'impegno contro i bavaresi senza gestire le forze degli stakanovisti Bonucci, Lichtsteiner, Marchisio, Pogba e Dybala. Quasi impossibile il rientro di Chiellini, si spera di recuperare Mandzukic ed Asamoah per la sfida alla squadra di Guardiola, oltre a preservare Khedira la cui esperienza internazionale avrà un peso specifico importantissimo, soprattutto in Champions. Al momento del sorteggio i bianconeri erano dati per spacciati ma si sapeva che a febbraio la situazione sarebbe stata diversa. Oggi, seppur ancora sfavoriti, le possibilità della Juve sono cresciute sensibilmente, un po' per l'ottimo momento di forma attraversato, un po' per l'emergenza infortuni che ha colpito Vidal e compagni. Il sogno è di migliorare la passata stagione, continuando a cullare la Champions come un sogno da proteggere fino alla fine, fino alla finale di Milano.

per Tuttojuve.com

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