Un "Giotto" in bianconero
Caterina Baffoni
Centrocampista completo, dotato di una buona velocità, un ottimo controllo di palla, un ottimo tiro, in particolare dalla distanza e nei calci piazzati. Eccellente visione di gioco grazie alla quale sa fornire numerosi assist ai compagni grazie anche alla grande abilità nel dribbling, in particolare nello stretto che gli permette di esibirsi in incredibili serpentine. Inoltre, sa ricoprire sia il ruolo di intermedio di centrocampo che quello di trequartista.
Sotto la gestione di Rudi Garcia a Roma ha imparato anche a ricoprire il ruolo di mezz'ala sviluppando anche l'abilità d'intercettazione della palla con verticalizzazione immediata.
Nel 2010 è stato inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989 stilata da Don Balón. Il centrocampista bosniaco è definitivamente esploso a Roma nella stagione appena trascorsa, alzando il suo livello di rendimento. In tutto, fin qui, 10 gol e 11 assist in campionato, totale che sale a 12-12 se aggiungiamo Champions League e Coppa Italia. Centrocampista elegantissimo tecnicamente, dotato di un’ottima visione di gioco e di una straordinaria capacità di calcio. Proprio questo ultimo fondamentale ha stregato e convinto la dirigenza della Juventus a investire su di lui.
Lui è Miralem Pjanic!
Detto "Il Pianista", "Il Piccolo Principe" o "Giotto", è bosniaco di nascita, ma è cresciuto calcisticamente in Lussemburgo. Mosse i primi passi nel FC Schifflange 95, per poi passare nelle giovanili del Metz. Nell'estate del 2008 si trasferisce al Lione, dove si afferma come uno dei migliori prospetti del calcio europeo, grazie alle sue prestazioni sia nel campionato francese che in Champions League.
Titolare inamovibile della sua Nazionale, nel 2014 contribuisce in modo importante alla storica partecipazione della Bosnia ai Mondiali di calcio.
Si tratta di un centrocampista di valore internazionale, che ha da poco compiuto 26 anni, e quindi ancora relativamente giovane, e che in maglia bianconera ha la possibilità di consacrarsi definitivamente. Tatticamente, poi, la sua collocazione in campo pare essere semplicissima: Pjanic infatti è in grado di ricoprire tutti i ruoli della mediana (interno, ma anche regista), e all’esigenza può essere schierato anche sulla trequarti. Poliedrico e multiuso: perfetto per il "football concept" di Massimiliano Allegri.
Con le delizie di Pjanic sullo stretto e nel passaggio, si alzerebbe di molto la qualità del palleggio e delle giocate in verticale. E immaginate un calcio di punizione dai 20 metri per la Juve: a seconda della zona, sul piatto, oltre al miglioratissimo Pogba, ci sarebbero il sinistro di Dybala e il destro di Pjanic. Complementare col francese, Marchisio e Khedira. Ovviamente, anche con Lemina e Sturaro in tal caso.
Perfino davanti alla difesa con i tre dietro, alto nel rombo, realizzatore di concetti divenuti rari e traballanti come calcio di punizione e ultimo passaggio nello stretto. Sa macinare diversi km a gran ritmo e velocità, andando spesso anche in tackle/contrasto/intercetto pulito. Uno degli eletti insomma. Ora il salto mentale e finale. L’unico giocatore che quest’anno in serie A ha calciato da fermo come il miglior Pirlo, per citare una delle divinità più venerate dallo Stadium.E chi sa che proprio il Bosniaco non possa ricoprire le orme del fenomeno di Brescia? La Juve, ha ricostruito con lui una grande regia. Ancora più forte di quanto non lo fosse già.
Ecco, ormai si è sentenziato: Pjanic per la Juve sarebbe un grandissimo acquisto.


