BORDOCAMPO - Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Niente drammi, domenica c'è l'Inter
Giovanni Albanese
Se una rondine non fa primavera perché tingere di grigio una serata che avrebbe potuto avere contorni diversi se quella traversa non tramasse ancora? Di errori ce ne sono stati, fuor di dubbio, ma è proprio il caso di fare tragedie? Forse no.
E non perché adesso si debba nascondere che la Juventus sia tra le favorite alla vittoria in Champions League (sogno che nessuno ha mai nascosto e obiettivo dichiarato con la giusta umiltà da tutti finora), quanto per il fatto che bisogna prendere consapevolezza che in Europa non come in Serie A.
Non basta a volte la qualità delle giocate, la grinta e quanto già mostrato in questo inizio di stagione dai bianconeri: il Siviglia ha alzato il muro difensivo e la squadra di Allegri non è riuscita ad abbatterlo del tutto. Higuain ci ha provato e non c’è riuscito a metterla dentro e quella traversa trema ancora.
Di errori, come si diceva, ce ne saranno stati di certo: dalle scelte tecniche alle prestazioni non tutte precise come la competizione richiede per poi giungere a quell’assenza in mezzo al campo di una ciliegina (non una qualunque come giustamente detto da Marotta a mercato aperto) che non c’è e non ci sarà almeno fino alla riapertura del mercato invernale. Ma da qui a vedere il bicchiere mezzo vuoto per forza ne passa.
Che il pari all’esordio in Champions League con il Siviglia sia solo un modo scaramantico che possa portare bene durante il cammino europeo, visto che i bianconeri negli ultimi anni hanno sempre vinto all’esordio, e che la prestazione non proprio a colori possa tornare utile alla crescita di tutto il gruppo nel proseguo della stagione.
Per vincere, oltre alla qualità, serve la mentalità, la cattiveria e anche un pizzico di fortuna. Niente drammi, andrà meglio la prossima volta. Intanto torniamo a vivere il campionato, perché domenica c’è da affrontare a San Siro l’Inter, che – non passi in secondo piano – non è proprio l’ultima squadra del campionato.
Scrollarsi di dosso una serata “no” sarebbe fondamentale per spingere via la nebbia, far tornare il sereno, lasciare agli altri il telecomando in mano e continuare a vivere le emozione a pieno dentro il rettangolo di gioco, da protagonisti.

