Dopo Giuntoli e Comolli ora tocca a Carnevali finire sotto processo
TMWCerto, Spalletti è il primo responsabile dell'attuale crisi della Juve. Il tecnico bianconero non è riuscito a trasmettere un'identità alla squadra, dando anche la sensazione che all'interno dello spogliatoio il gruppo non sia compatto. Ma sarebbe sbagliato pensare che sia tutta colpa dell'allenatore. Sul banco degli imputati finisce anche Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale della Juve. Dopo Giuntoli e Comolli, un altro dirigente in difficoltà.
SPALLETTI E SCELTE DI MERCATO
Questo progetto sportivo bianconero fa acqua da tutte le parti, vanificando i continui investimenti di John Elkann, che continua a rilanciare dal punto di vista economico nella speranza di riportare la Juve all'altezza della sua storia. La prima scelta discutibile riguarda la conferma di Spalletti. Il finale della passata stagione, con la Juve incapace di conquistare la qualificazione in Champions, avrebbe dovuto far scattare un campanello d'allarme. Il direttore generale doveva valutare con grande attenzione il momento di Spalletti, che a molti è sembrato ancora prigioniero del fallimento da commissario tecnico della Nazionale. Poco convincente anche il mercato estivo, nel quale la società bianconera ha investito tanto senza però riuscire a centrare due obiettivi vitali: l'acquisto di un centravanti di statura internazionale e la ricerca di un grande leader in mezzo al campo. È chiaro a tutti che questa Juve ha carenze d'organico evidenti.
ORA SCELTE NETTE
A fine stagione ci sarà comunque una rivoluzione tecnica. Ma ora tocca al direttore generale prendere una posizione netta per quanto concerne il futuro di Spalletti. La prossima sosta per gli impegni della Nazionale diventa un bivio obbligato. O la Juve difende a tutto tondo l'allenatore di Certaldo, oppure è meglio voltare subito pagina. La stagione è appena iniziata e la Juve non può abdicare già a ottobre alle sue ambizioni.






