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Tutti al Mondiale o tutti a casa: stasera non c'è alternativa. Fino in fondo col suo gruppo: Gattuso non si lascia distrarre dalle campagne mediatiche. E se sarà Mondiale c'è già una grande certezzaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:00Editoriale
di Raimondo De Magistris

Tutti al Mondiale o tutti a casa: stasera non c'è alternativa. Fino in fondo col suo gruppo: Gattuso non si lascia distrarre dalle campagne mediatiche. E se sarà Mondiale c'è già una grande certezza

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale, conduttore per Radio Sportiva
Il 24 giugno 2014 il nostro Capitano Gianluigi Donnarumma era solo un giovane portiere di belle speranze di appena 15 anni. Moise Kean, nato un anno più tardi, cresceva tra la sua Asti e il settore giovanile della Juventus. Aveva appena concluso la terza elementare Pio Esposito, calciatore che quattro giorni più tardi avrebbe compiuto nove anni. Gennaro Gattuso era fresco di ritiro dal calcio giocato e cominciava a muovere i suoi primi passi da allenatore in Grecia, all'Ofi Creta. Il 24 giugno 2014 è soprattutto il giorno dell'ultima partita dell'Italia in una Coppa del Mondo. Fu la gara del morso di Suarez a Chellini e del gol condanna di Godin, fummo eliminati dalla Costa Rica oltre che dall'Uruguay. Fu un Mondiale sciagurato, nessuno allora poteva pensare che l'avremmo addirittura rimpianto. Da allora sono trascorsi 4298 giorni e un altro grande giorno è arrivato. Stasera scopriremo se il prossimo 12 giugno torneremo a rivedere una partita di Coppa del Mondo con l'Italia protagonista o se bisognerà aggiungere tantissimi altri giorni di astinenza. Quello di stasera è il momento della verità e adesso non ci sono più mezze misure. Da stasera dipende tutto. Andare al Mondiale non sarebbe la panacea di tutti i mali, non andarci sarebbe la catastrofe. Dalla gara di Zenica dipende la tenuta del nostro sistema calcio, la possibilità di rimettere in moto un movimento che s'è ingolfato. Uscire oggi sarebbe come e peggio del 2018 quando l'eliminazione arrivò tra l'incredulità generale. Come e peggio del 2022 quando - da campioni d'Europa in carica - ci rendemmo protagonisti di un'incredibile serie di occasioni buttate ed episodi sfortunati. Questa sarebbe l'eliminazione della rassegnazione e allora meglio non pensarci. "Per ora la testa non ce la siamo spaccata, se succederà ci metteremo i punti", ha detto ieri Gattuso. Commissario tecnico che sa perfettamente che dalla gara di stasera dipenderà il suo futuro. Il suo, quello di Gianluigi Buffon e anche quello di Gabriele Gravina. Nessuno potrebbe sottrarsi: dopo stasera tutti al Mondiale o tutti a casa. Già, ma con chi proviamo ad andarci? Negli ultimi giorni c'è stata un'imponente campagna mediatica a favore della titolarità di Pio Esposito. Il centravanti dell'Inter, il nuovo golden boy del calcio italiano, è stato protagonista di prime pagine e grandi interviste. Opinioni e pensieri che andavano tutti nella stessa direzione: deve giocare dal primo minuto contro la Bosnia. Idee e valutazioni che non hanno però fatto cambiare visione a Gattuso: convinto delle sue idee, delle sue scelte. Esposito certamente tornerà comodo in corso d'opera, ma intanto anche stasera nell'undici titolare ci sarà la coppia Kean-Retegui. Cinque gol a testa nelle sue sette partite da CT, entrambi in campo insieme fin dai primi istanti del nuovo corso per dare un segnale netto di discontinuità col passato. E' l'esperimento più riuscito della gestione Gattuso e allora perché rinunciarci nella gara più importante? Il CT non lo farà, anche se Retegui a Bergamo non ha brillato. Soprattutto perché Retegui è un giocatore che in questi mesi gli ha dato tutto e di più. Si è presentato a Coverciano una settimana prima degli altri, ha definito questa settimana la più importante dell'anno. Gattuso insomma non cambia rotta. E dovessimo ottenere il passaporto per il Nord America, non lo farà nemmeno tra due mesi. Il suo gruppo è questo: l'ha difeso anche nei momenti più complicati, l'ha preferito ad altre candidature anche quando il responso del campo dava altre indicazioni. Poi certo ci sarà spazio per qualche novità (a questo giro prima chiamata per Palestra, la prima sotto la sua gestione per Pisilli e Scalvini), ma nessuna rivoluzione. Nessuno stravolgimento. Se questo gruppo lo porterà al Mondiale, questo gruppo si giocherà il Mondiale. Coerenza. Una qualità che è il trait d'union tra il Gattuso calciatore e il Gattuso allenatore. Ci sarà comunque tempo di pensarci. Anzi, c'è da sperare con tutto il cuore che da domani le convocazioni Mondiali saranno un nostro problema. Stasera l'ultimo ostacolo: non insormontabile, non scontato da superare. E allora forza azzurri: dalle 20.45 ci saranno milioni e milioni di persone a sostenere Gennaro Gattuso e i suoi ragazzi.