Nuovo presidente FIGC, Serie A compatta (Lotito a parte) con Malagò. Abete punta su LND e AIC
La corsa alla presidenza della Figc entra nel vivo e la Serie A prova a rompere gli indugi. Nell’assemblea odierna a Milano, i club di massima serie puntano a chiudere il cerchio sulla candidatura di Giovanni Malagò, già sostenuta da una larga parte delle società. Il fronte favorevole all’ex presidente del Coni è solido: si parte da almeno 15 club, con la prospettiva di arrivare a quota 17-18 nelle prossime ore. Un numero che permetterebbe di isolare la posizione contraria di Claudio Lotito, unico vero oppositore, ancora legato all’ipotesi di un commissariamento in caso di mancato accordo elettorale.
La mossa della Serie A viene letta dalle altre componenti come una fuga in avanti, ma da via Rosellini rivendicano la scelta come naturale conseguenza del proprio peso economico. Una volta ufficializzata la candidatura, si aprirà la fase più delicata: capire se le altre leghe decideranno di convergere. La Serie B sembra orientata al sì, la Lega Pro riflette, mentre l’Assocalciatori resta vicina ai Dilettanti. Proprio questo asse può risultare decisivo: AIC e LND insieme avrebbero la maggioranza dei voti. In questo scenario si inserisce Giancarlo Abete, pronto a far valere il suo 34%, ma senza esporsi definitivamente senza adeguate garanzie.
Intanto, dal fronte politico arriva anche la richiesta di un volto nuovo, ma la Serie A ha ormai tracciato la strada: Malagò è il candidato su cui costruire il dialogo. Resta però l’incognita dei delegati, chiamati a esprimersi senza vincolo diretto. A riportarlo è l'edizione odierna del Corriere dello Sport.
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