Luis Enrique trionfa, Arteta recrimina sui rigori: la Champions League rimane al PSG
Il Paris Saint-Germain lo ha fatto di nuovo: l'Arsenal di Arteta deve piegarsi nella serie dei rigori e lasciare spazio alla festa dei parigini per la seconda vittoria di fila in Champions League, un traguardo che mette il PSG idealmente al fianco del Real Madrid tra chi è stato capace di confermarsi un anno dopo il trionfo. Non è stata una vittoria semplice per Luis Enrique e i suoi ragazzi, costretti a chiudere il primo tempo in svantaggio e ad aggrapparsi a un altro rigore, questa volta nei regolamentari, per rientrare. Prima della festa.
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Luis Enrique scrive una pagina di storia, risultando sempre più un fenomeno delle finali: con la Champions 2026, sono 16 successi in 19 ultimi atti. E ai rigori non c'è storia: 8 su 8. Salvata in un certo senso anche la reputazione della Serie A, che rimane l'unico campionato capace di completare una tripletta europea nella stessa stagione, in quel dorato 1990. C'è anche un altro aspetto che eleva la sfida PSG-Arsenal su un altro piano: è la finale di Champions nella quale si è registrato il maggior divario nel possesso palla.
Il tecnico del PSG nella sua analisi post-match non può che lasciare spazio a soddisfazione ed euforia: "Abbiamo saputo affrontare un Arsenal molto difficile da gestire. La partita è stata equilibrata e complicata soprattutto negli ultimi minuti. All'intervallo ho detto ai miei come attaccare. Rigori? Siamo abituati".
Dall'altro lato della barricata, invece, c'è ovviamente della delusione in casa Arsenal. E questo si evince anche dalle parole post-match di Mikel Arteta, tecnico dei Gunners: "C'è la questione dei rigori: quello dato per fallo di Mosquera, quello non dato su Madueke. Quello che ho detto ai giocatori è di vivere il momento, avere gioia ogni singolo giorno". L'Arsenal può comunque consolarsi, ripensando alla storica vittoria della Premier League.











