Paradosso Openda, scattato il maxi-riscatto ma non gioca da 42 giorni. Ed è in uscita
Dopo la sconfitta di ieri del Sassuolo sul campo del Genoa è ufficialmente scattato per la Juventus l'obbligo di riscatto di Lois Openda. L'acquisto del cartellino del calciatore 26enne arrivato in estate dal Red Bull Lipsia era infatti condizionato al posizionamento dei bianconeri tra le prime dieci squadre della Serie A 2025/26, un posizionamento che da ieri non è più matematicamente in discussione. I bianconeri a sei giornate dalla fine del campionato sono infatti a +18 sui neroverdi undicesimi in classifica e anche in caso di improbabile arrivo a pari punti avrebbero della loro il vantaggio degli scontri diretti.
La Juventus è quindi costretta a sborsare 40.6 milioni di euro per il cartellino di Openda oltre ai 4.1 milioni di euro già pagati in estate. Oltre a ulteriori commissioni per 1.7 milioni di euro. Senza ombra di dubbio il più grande abbaglio dell'estate bianconera dato che il calciatore classe 2000 quest'anno non ha in alcun modo inciso. Poco più di mille minuti giocati in 33 partite e due soli gol. Entrambi utili per portare a casa la vittorie, ma entrambi ormai vecchi di 4-5 mesi. Il 25 novembre contro il Bodo-Glimt e il 20 dicembre contro la Roma.
Il paradosso poi è che il riscatto di Openda arriva proprio nel momento in cui Luciano Spalletti ha certificato la poca rilevanza del belga nel progetto bianconero. La necessità di trovargli in estate una nuova sistemazione. L'attaccante nato a Liegi è infatti sceso in campo per l'ultima volta nei secondi finale del match del 1° marzo pareggiato 3-3 contro la Roma. Poi cinque panchine consecutive, cinque partite in cui la Juventus ha conquistato tredici punti senza l'acquisto più costoso della scorsa estate. Un calciatore che da oggi è ufficialmente di proprietà della Juventus, ma che già da un po' di tempo è fuori dal progetto.
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