Domani l'elezione del presidente FIGC, lo sfavorito Abete: "Logica sempre propositiva"
Domani si vota per eleggere il presidente della FIGC, con Giovanni Malagò che appare in vantaggio nei confronti di Giovanni Abete. Ciononostante, il numero uno della Lega Nazionale Dilettanti non molla, come da lui chiarito in un'intervista a La Gazzetta dello Sport di oggi: "Mi auguro sia occasione di confronto per far emergere contenuti più che persone. L'assemblea evidenzia una situazione in movimento, venivamo da Gravina eletto con il 98%, si riprende ora un percorso più dialettico".
Abete quindi entra nel merito delle votazioni: "Porterò avanti la mia candidatura fino alla fine: ci fosse stato un percorso condiviso, avremmo potuto individuare un'unica persona, ma così non è stato. Dopo le elezioni capiremo perché AIC e AIAC hanno scelto Malagò, finora non lo hanno spiegato. Mi astengo dal dire cosa penso". Al dirigente viene chiesto perché non si tiri indietro nonostante la 'maggioranza dichiarata' con cui arriva Malagò: "Siamo in una logica democratica, vado dritto fino alla fine. C'è gente che è partita dal 5-6% e adesso governa l'Italia".
In pratica farà l'opposizione, allora. Ma Abete precisa: "La logica è sempre propositiva, siamo pronti a dare un contributo". E poi parla dell'ultimo provvedimento del governo, che ha tolto l'1% della mutualità ai settori giovanili della FIGC, con forte impatto sulla LND: "Non posso che criticarlo, ha drenato risorse. Sono allineato con il vicepresidente di Lega Pro, Zola, servono investimenti mirati per i giovani. Abodi ha detto che ci sarà occasione nei prossimi mesi, ma lo sentiamo dire da qualche anno e non abbiamo visto niente. Chiunque diventerà presidente, non ne sarà contento: 10,8 milioni di euro in meno".
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