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Juventus, come funziona il settlement agreement. E perché Carnevali “ringrazia” VlahovicTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 13:33Serie A
di Ivan Cardia

Juventus, come funziona il settlement agreement. E perché Carnevali “ringrazia” Vlahovic

Ieri la UEFA ha comunicato le sanzioni nei confronti della Juventus: 20 milioni di euro di multa - di cui 14 condizionati - e limitazioni alla rosa.
La Juventus è entrata da ieri in regime di settlement agreement: l’anglicismo, ormai consolidato nel lessico sportivo italiano, fa riferimento a un accordo transattivo con la UEFA. In sostanza, il club bianconero - come pure il Newcastle - ha sforato le regole dell’ex Fair Play Finanziario (ex perché da qualche tempo Nyon parla ufficialmente di “sostenibilità finanziaria”) e ha concordato con la confederazione europea delle sanzioni, nonché un percorso di rientro nei ranghi, al posto dei provvedimenti che in teoria da quelle violazioni sarebbero potuti derivare.

Quali regole ha violato la Juventus?

I due principali pilastri della sostenibilità finanziaria UEFA sono la “football earnings rule” e la “squad cost rule”. La prima prevede che, nel triennio considerato - in questo caso gli anni 2023, 2024 e 2025 - non possa essere superato un deficit aggregato di 60 milioni di euro, ed è quella che la Juventus ha violato, sforando i parametri per questi tre esercizi di bilancio. La seconda, invece, prevede un limite massimo del 70% nel rapporto tra i costi della rosa - stipendi, commissioni, e via dicendo - e i ricavi di un club: la Juventus non l’ha violata, mentre la Fiorentina per esempio sì.

Gli affari chiusi ieri c’entrano qualcosa?

No. Le operazioni chiuse in questo mercato fanno riferimento al bilancio del 2026 - che si è chiuso al 30 giugno 2026, ma viene approvato nei mesi autunnali - o a quello del 2027. Non incidono in minima parte sulla decisione comunicata ieri dalla UEFA, mentre ovviamente fanno parte delle operazioni che saranno considerate, alla luce del settlement agreement, per valutare se la Juventus avrà rispettato il piano di rientro.

La multa e la possibile early exit

Nell’immediato, la Juventus dovrà pagare 6 milioni di euro di multa. Anzi, a livello contabile li ha già pagati, dato che saranno inseriti nel bilancio chiuso al 30 giugno 2026. A questa cifra si aggiungono altri 14 milioni di multa (4 per il 2026, 5 per il 2027 e 5 per il 2028), che sono al momento sospesi e condizionati: se il club bianconero rispetterà gli accordi, non dovrà versare nulla. Nel comunicato stampa di ieri, la Juventus ha inoltre fatto riferimento alla possibile uscita anticipata dal settlement agreement, nel 2027 anziché nel 2028, nella previsione di poter rispettare i parametri nel triennio 2024/25-2026/27.

Le altre limitazioni imposte dalla UEFA

Firmando l’accordo transattivo, la Juventus ha accettato anche una limitazione relativa alla propria operatività, che in astratto potrebbe incidere sul mercato. Nello specifico, i bianconeri potranno presentare alla UEFA - per l’Europa League - una lista di giocatori che costi almeno un euro in meno rispetto a quella presentata in Champions lo scorso febbraio. Di fatto, però, non è un vero problema per il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali, grazie all’addio più illustre di questa stagione.

Cosa c’entra Dusan Vlahovic?

Il centravanti serbo, con il suo maxi-ingaggio, pesava a bilancio per circa 40 milioni di euro. Alla chiusura del calciomercato non sarà l’unico che avrà salutato, e di sicuro arriverà un altro centravanti. È però sostanzialmente impossibile - a meno che non costi 100 milioni e non firmi un quinquennale da 10 milioni di euro a stagione - che “pesi” quanto Vlahovic.