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Brasile, le scelte di Ancelotti fanno discutere. Danilo: "Per malafede la gente pensa una cosa"TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 18:56Mondiali 2026
di Yvonne Alessandro

Brasile, le scelte di Ancelotti fanno discutere. Danilo: "Per malafede la gente pensa una cosa"

Convocato per la prima volta da Carlo Ancelotti alla vigilia del suo terzo Mondiale, con 70 presenze e 15 anni di Nazionale, l'ex Juventus Danilo si prepara a vivere le emozioni che solo un torneo iridato può lasciare nel cuore di un calciatore. Oggi, gli infortuni di Militao e Wesley (Roma) gli spalancano le porte di una possibile maglia da titolare del Brasile. "È la vita, no? La capacità di adattarsi ai momenti e alle opportunità", ha raccontato in un'intervista a Globo Esporte. "Quando ho iniziato tanto tempo fa, immaginavo che avrei potuto giocare tre Mondiali, ma pensavo al 2014, 2018, 2022. Sarebbe stata la mia età più produttiva come atleta, diciamo così. Sono arrivato al 2026 con un'altra prospettiva". "È stato un viaggio meraviglioso. Poter partecipare a questo terzo Mondiale mi fa pensare a quanto il tempo sia importante nella vita. Il tempo ti fa analizzare meglio le situazioni, vedere come avresti potuto gestire una determinata circostanza, essere importante per il gruppo in una situazione specifica. Arrivo nel miglior momento mentale possibile per dare il mio contributo alla posizione", spiega il 34enne, che ha vissuto i migliori anni della sua carriera da terzino per poi spostarsi a centrale difensivo. In un certo passaggio invece il brasiliano ha parlato delle frustrazioni del passato e dei dubbi che aleggiano attorno alla sua preparazione nel disputare il terzo Mondiale in carriera, dopo le numerose polemiche emerse per le scelte del CT Ancelotti: "Dico sempre che il calcio è uno specchio della vita in generale", replica subito. "In questo momento dobbiamo giustificare tutto, dobbiamo, in un certo senso, metterci alla prova ogni giorno. Molto più che essere, bisogna ancora sembrare di essere, il che è una cosa curiosa. Capisco perfettamente, perché la gente ha sempre pensato che per stare in Nazionale un giocatore debba essere il protagonista principale nel club di appartenenza". "Ma i tempi sono cambiati - ha proseguito Danilo - e la concezione di un gruppo va oltre questo. Spesso chi analizza il calcio, per malafede, pensa che ci siano i titolari e quelli che non giocano. La concezione del calcio oggi va ben oltre. Al Flamengo, a ogni partita scende in campo la squadra più adatta a quel tipo di avversario, ma insistiamo a parlare di titolari e riserve, una cosa che non esiste da nessuna parte. Capisco che la gente la veda in questo modo, soprattutto i tifosi". Sul tema delle critiche ha infine concluso: "È totalmente comprensibile. Spetta a me lavorare, dimostrare la mia importanza, rispondere sul campo e cercare di vincere. Quando si vince, tutti i dubbi e le contestazioni svaniscono. La vivo con molta tranquillità. Forse se fossi dall'altra parte, senza capire tutti gli aspetti, penserei la stessa cosa".