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Juve, fine del progetto Comolli: Elkann affida la ricostruzione a CarnevaliTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 06:45Serie A
di Camillo Demichelis

Juve, fine del progetto Comolli: Elkann affida la ricostruzione a Carnevali

La Juventus ha vissuto ore decisive per il proprio futuro societario. Dopo una serie di riunioni avvenute tra mercoledì e giovedì, la proprietà ha preso una decisione destinata a cambiare nuovamente gli equilibri dirigenziali del club bianconero. John Elkann ha infatti scelto di interrompere il rapporto con Damien Comolli, arrivato appena un anno fa con l’obiettivo di rilanciare la società sotto il profilo sportivo e manageriale. Una scelta maturata dopo attente valutazioni e dopo una stagione che non ha portato i risultati sperati. Le aspettative attorno al dirigente francese erano molto elevate, ma il bilancio complessivo della sua esperienza è stato giudicato insufficiente. Sul tavolo hanno pesato sia i risultati ottenuti sul campo sia alcune scelte organizzative e di mercato che non hanno convinto la proprietà. Per questo motivo la Juventus ha deciso di voltare pagina e affidarsi a un profilo di grande esperienza nel calcio italiano. Il nome individuato per guidare la nuova fase del club è quello di Giovanni Carnevali, dirigente che negli ultimi anni ha costruito la crescita del Sassuolo. A lui sarà affidata la missione di riportare stabilità e competitività in una Juventus che vuole tornare ai vertici del calcio italiano ed europeo. Tutti gli errori di Comolli. Damien Comolli era approdato alla Juventus il 4 giugno 2025 con il ruolo di direttore generale, per poi diventare ad e con ampie responsabilità sia nell’area sportiva sia in quella gestionale. Il dirigente francese aveva il compito di modernizzare il club e di costruire una struttura manageriale efficiente. Nel corso della sua esperienza ha promosso l’ingresso di diverse figure di fiducia come Burgess, Silverstone, Modesto e persino della moglie in alcuni progetti legati alla società. Tuttavia, i risultati attesi non sono mai arrivati. Sul piano organizzativo si sarebbero create tensioni nei rapporti interni e la crescita della società non avrebbe rispettato le aspettative iniziali. A pesare maggiormente, però, sono state le operazioni di mercato. La trattativa per riportare Kolo Muani a Torino si è protratta per mesi senza arrivare a una conclusione positiva, rallentando la programmazione tecnica. Ancora più discussa è stata l’operazione che ha portato all’acquisto di Loïs Openda per circa 44 milioni di euro. L’attaccante belga non è riuscito a incidere come previsto e il suo rendimento è stato ben al di sotto delle attese. Oggi il giocatore è considerato in uscita, ma trovare una soluzione che permetta alla Juventus di recuperare gran parte dell’investimento non sarà semplice. Una serie di errori che, sommati tra loro, hanno convinto la proprietà a cambiare direzione. Carnevali e la missione rinascita. Adesso la Juventus punta tutto su Giovanni Carnevali. Il dirigente emiliano è stato scelto direttamente da John Elkann per guidare una fase particolarmente delicata della storia bianconera. Nel corso della sua carriera Carnevali ha dimostrato grandi capacità manageriali, contribuendo alla crescita del Sassuolo e trasformando il club neroverde in una realtà stabile e rispettata del calcio italiano. La sua gestione è sempre stata caratterizzata da equilibrio economico, valorizzazione dei talenti e attenzione ai risultati sportivi. Alla Juventus, però, la sfida sarà molto più complessa. L’esclusione dalla prossima Champions League ha infatti generato un importante danno economico e obbliga il club a una profonda riorganizzazione. Carnevali dovrà intervenire rapidamente per rimettere in ordine i conti e costruire una squadra competitiva. Una delle sue prime missioni sarà quella di realizzare diverse cessioni per generare risorse da reinvestire sul mercato. Luciano Spalletti attende infatti almeno sei o sette rinforzi per rendere la rosa più forte e competitiva. Sarà quindi un’estate decisiva, nella quale il nuovo dirigente dovrà dimostrare immediatamente il proprio valore e gettare le basi per la rinascita della Juventus.