Scaloni: "Abbiamo sangue e andiamo. Messi? Forse anche la Spagna è felice di vederlo"
Il tecnico dell'Argentina, Lionel Scaloni, ha parlato al termine della sfida vinta per due a uno contro l'Inghilterra. "Spero che la gente a casa se lo possa godere. Questo gruppo è difficile da spiegarlo con parole, ho perso la voce perché è una dimostrazione di tante cose. Abbiamo lottato fino alla fine, cercheremo di vincere la finale, però questi ragazzi mi hanno emozionato. Non ho molto altro da dire, è tutto grazie a loro. Io sono grato ai calciatori, senza di loro è impossibile. Una menzione speciale a chi si allena e rimane fuori, che ci permettono di allenarci. Chi è arrivato dalla panchina è stato fondamentale sul finire di partita. È un po' come la vita".
Sulla partita
"Questa squadra gioca meglio quando è in difficoltà, sinceramente. Il rivale dubita un pochino, abbiamo sangue e andiamo. Questa è la sensazione che mi dà, che ho comunque. E se non entrava la palla, perdevamo uno a zero con sette occasioni da gol... Eravamo contenti uguale. Saremmo andati tristi a casa, dando però tutto e facendo la partita che serviva. È un po' tutto quello che riassume il calcio per noi. Non è solo giocare bene. Dopo aver segnato il due a uno ci siamo chiusi e lo abbiamo fatto nel finale".È una delle grandi vittorie del calcio argentina
"La partita di oggi non posso compararlo con la semifinale contro la Croazia, eravamo più giovani. Pensavamo che con l'Egitto fosse il massimo, ma non avevamo ancora visto nulla. Vincere una semifinale in questa maniera... Il secondo gol di Diego fu magnifico, ma quello di oggi è stato incredibile. Sono preoccupato per ciò che viene, qualcuno dovrà riposare. Abbiamo avuto un sacco di difficoltà durante il Mondiale. Il momento prima di consegnare la lista eravamo in una situazione difficile. C'era sensazione di stare attenti".Qual è una parola per la partita di oggi?
"Epica. L'ho già usata, ma storica è facile. Io sono indio, nel senso buono della parola. Si è creato un ambiente in cui non pesa la responsabilità. Stanno giocando come se fossero dei ragazzi di sette-otto anni. Se vinci sei più tranquillo, sei più contento, questo è ovvio. Mi piacerebbe essere Campione del Mondo di nuovo, ma sono cambiate tante cose negli ultimi anni che non è importante se si vince o meno. Non mi preoccupo cosa pensa la gente di me".Sulla Spagna
"È una grande squadra, ha vinto molto bene la semifinale contro una squadra che tutto il mondo pensava fosse difficile da battere. Abbiamo opportunità di analizzarlo, lo abbiamo già fatto a marzo. Hanno cambiato qualcosa, ma è pur sempre una grande formazione. Siamo preparati per affrontarli, l'importante è che la gente sia felice".Su De Paul rimasto fuori dall'undici
"Abbiamo fatto quello che pensavamo la partite servirebbe. Otamendi sta in panchina, Di Maria è stato supplente quando è servito. L'allenatore crede di saperlo meglio più della squadra. Bisogna prepararla al meglio possibile, se poi la partita si complica dobbiamo avere un altro piano. Lautaro Martnez è entrato e ha segnato, Nico Gonzalez ha fatto bene, Otamendi anche. Possono succedere tantissime cose, noi cerchiamo di fare il meglio possibile, con nostri errori e nostre virtù. Il giocatore fa il giocatore, davanti c'è sempre la squadra".Su De La Fuente
"È stato mio professore quando ho studiato come allenatore, quindi lo conosco e ora abbiamo la fortuna di incontrarci una finale Mondiale. Io vivo in Spagna, ho la famiglia spagnola, ma domenica lo sento e voglio vincere. Sarà una bella partita di calcio e gli spagnoli devono essere felici che ci sia l'Argentina in finale. È il miglior giocatore della storia e spero che la Spagna se lo goda".Altre notizie
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