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Maldini: "Ct? Vogliamo chiudere presto, ma senza fretta. Prima di Guardiola abbiamo parlato con Ancelotti"TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 14:41Serie A
di Ivan Cardia

Maldini: "Ct? Vogliamo chiudere presto, ma senza fretta. Prima di Guardiola abbiamo parlato con Ancelotti"

Il dt della Nazionale espone con Malagò e Leonardo il proprio piano per il nuovo corso azzurro, in attesa del commissario tecnico.
Giovanni Malagò, presidente della FIGC, ha illustrato all’assemblea della Lega Calcio Serie A il progetto per il rilancio della Nazionale, insieme a Paolo Maldini e Leonardo. Ora la conferenza stampa dagli uffici della Lega a Milano. 14 - A breve l’inizio. L’avvio dell’incontro con i cronisti è in programma alle 14. Possibile qualche minuto di ritardo. 14.22 - Inizia la conferenza stampa. Prende la parola Malagò: "Sono molto felice di essere qui, sapete benissimo che la mia candidatura è partita da un gruppo di società che fanno parte della Serie A. Sono stato stalkerizzato h24: è partito da alcuni club, poi c'è stato il quasi unanime consenso e ho deciso di buttare il cuore oltre delle resistenze. Uscivo da un'esperienza totalizzante come Milano-Cortina: il calcio e l'Italia sono richiami a cui fatico a dire no. Tra le tante incombenze in cui mi sono dovuto imbattere, di vario tipo, tra cui una in scadenza a breve, che è quella del dossier europeo da presentare per il 2032 entro il 31 luglio e che coinvolge molte società incontrate oggi in Lega. Ho pensato subito che chi mi ha preceduto ha ritenuto che fosse giusto autoresponsabilizzarsi sulla scelta del commissario tecnico e della filiera che ne consegue: io ho invertito la clessidra, ci ho messo un po', ma sono un discreto persuasore. Le idee sono state indispensabili per chiudere l'accordo con Maldini e Leonardo, da cui poi deriveranno una serie di scelte: so che quella che più interessa è il commissario tecnico, ma non è il solo. Ci sono figure che a breve si dovranno occupare di altri ruoli. La parola chiave è condivisione totale: non faranno mai nulla di non condiviso con me e io non farò mai nulla che non sarà condiviso con loro. Io parlo dei prossimi sei anni, pensando agli Europei in casa, mentre Paolo parla di 8-10 anni". Iniziano le domande, per Maldini: entro quando il ct? "L'ideale sarebbe entro questa settimana, ma sarebbe anche meglio poter avere la persona che noi vogliamo. La tempistica è legata a questo: c'è fretta, ma non c'è fretta". Il sogno di convincere Guardiola è ancora in piedi? Risponde Leonardo: "È comprensibile dire che non abbiamo fretta; poi anche noi vogliamo fare quanto prima. Il percorso è fondamentale per definire quello che vogliamo: aspettare qualche giorno è cosa giusta. Abbiamo le idee chiare in tanti casi, i piani sono abbastanza chiari". La sensazione di tornare nel nostro calcio? Maldini: "Di grande pressione, anche perché il presidente ci ha messo un po' a convincermi, con un progetto ambizioso. È una chiamata alle armi, quando l'Italia chiama è difficile dire di no. Pur avendo chiare la lunghezza in sé e la difficoltà, ho voluto con tutte le forze convincere Leonardo. C'è condivisione totale tra noi di principi, di valori e di obiettivi". Leonardo: "Continuo quello che dice Paolo. Queste settimane sono state abbastanza profonde per lui, con una chiamata inaspettata. C'è da costruire un'idea, noi siamo complici di sogni e idee da anni. Abbiamo sempre condiviso progetti e il sogno che potesse arrivare un'opportunità per costruire certi progetti. È arrivata. Con il passare dei giorni è diventata un sogno per lui e, di conseguenza, anche per me. La nostra complicità e amicizia ci fanno molto piacere; penso sia una cosa da poter trasmettere, di energia positiva. Vediamo la voglia di tante persone di creare un movimento di tutti. Altrimenti non ne usciamo". Qualche indicazione sulle vostre idee per il nuovo Club Italia? Maldini: "Beh, anzitutto la mia figura non esisteva, assieme al mio amico Leonardo cercheremo di dare un'idea tecnica e un'impostazione tecnica al Club Italia. Già questo credo sia sintomo di grande cambiamento". Leonardo: "Non c'è mai stata sintonia su un'unica idea. La FIGC vive su tre mondi: la Nazionale, le giovanili e il Settore Tecnico. Non per guardare al passato, ma per andare avanti, l'idea è che la federazione sia a capo di mondi che fanno fatica a interagire. È successo altrove; non è una cosa nuova: l'Italia sa farlo e conosce gli equilibri, per un motivo o per un altro non si è riuscito a farlo. L'idea è di unire tutti in un movimento molto incentrato sulla parte tecnica. Il calcio italiano è rimasto indietro, oggi si gioca sull'uno contro uno e sulla propositività: dobbiamo dare ai ragazzi questa impostazione. La nostra scelta sarà basata su questo". Perché quello di Maldini inizialmente era un no? Maldini: "Perché non conoscevo la composizione della difficoltà di mettere assieme le componenti federali. Poi ho sentito che c'è aria di nuovo e grande volontà di partecipare a questo rinnovamento. Tutti dovranno partecipare e dovranno essere coinvolti". Ma esiste un identikit del ct? Guardiola, Conte, Pirlo: sono tutti nomi diversi... Leonardo: "L'identikit è quello di cui abbiamo parlato, un allenatore che ragioni più o meno come ragioniamo noi. Ci sono tanti tipi di allenatori che sono vincenti, la cosa più importante è trovare una sintonia di pensiero tra allenatore e direzione tecnica. Ci siamo dimenticati di come possa funzionare: la direzione tecnica dà la linea all'allenatore, finora c'è stato un presidente che era il capo di tutto. È difficile: ogni 2-3 anni cambi allenatore. L'idea è trovare una metodologia di allenamento che vada a cascata. È una cosa che richiede tempo, e dobbiamo lavorare sulla Nazionale A". Quali sono i dubbi di Guardiola? Maldini: "A oggi non possiamo dare notizie, avete individuato un possibile nostro obiettivo. Non possiamo nascondere di aver parlato anche con Carlo Ancelotti prima di parlare con Pep: ci sembrava giusto parlare con i migliori al mondo, per verificare la disponibilità generale". Conclude Malagò: "Racconto un aneddoto di queste due settimane di persuasione. Dopo un minuto ho detto a Maldini che, se voleva, potevamo parlare di aspetti economici. Mi è stato detto che non ci sarebbe stato nessun problema e così è stato. Io l'ho molto apprezzato. Il secondo elemento è che non ho stilato io il contratto, ma ho detto alla persona incaricata di chiedere se fossero da prevedere dei premi. Maldini ha detto che non c'è alcuna richiesta di premi o bonus, perché loro sono dei vincenti". 14.40 - Conclusa la conferenza stampa.