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Spalletti: "Valuteremo Arthur e Douglas Luiz. Kolo Muani e Alajbegovic? Siamo fiduciosi"TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 20:41Serie A
di Alessio Del Lungo
fonte dall'inviato Camillo Demichelis

Spalletti: "Valuteremo Arthur e Douglas Luiz. Kolo Muani e Alajbegovic? Siamo fiduciosi"

L'allenatore della Juventus parla anche di calciomercato: "Per certe trattative ci vuole un po' di più e bisogna aspettare".
Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, è intervenuto in zona mista ai microfoni dei media presenti, tra cui TMW, dopo il successo per 2-0 in amichevole contro il Nizza, parlando così dell'arrivo di Randal Kolo Muani e Kerim Alajbegovic: "Tutti ormai si sono resi conto di quanto sia difficile questo mercato, lo è per chiunque. Per noi un pochino di più per situazioni che sono capitate e bisogna essere bravi a far collimare diverse cose. I nostri direttori si stanno impegnando al massimo, mi sembra lo abbiano già dimostrato. Per certe trattative ci vuole un po' di più e si aspetta con fiducia. Ho l'ufficio tra Ottolini e Massara, li vedo continuamente al telefono. Quelle posizioni lì sono importanti perché a noi la prima punta che ha profondità e palla addosso manca, il trequartista da palla addosso manca. Kolo Muani è uno abbastanza completo perché viene a prenderla bassa dai centrocampisti, attacca lo spazio perché è il suo punto di forza, ha giocato sugli esterni e può spaziare... Sono calciatori che ci vanno bene e che se li prendiamo siamo contenti". Qual è la sua opinione su quello che è successo in FIGC? "Maldini rappresentava assolutamente il nuovo di cui c'era bisogno. È stato come fare un aggiornamento sul telefonino, era troppo vecchio e l'aggiornamento non è stato possibile farlo... Invece di comprare il telefonino nuovo noi siamo rimasti con quello che avevamo senza aggiornamento". Ranieri e Mancini sono la soluzione giusta per la Nazionale? "Questo non lo dico. Maldini era l'uomo che rappresentava il mettere una marcia da lanciati con l'auto in corsa. Invece di mettere la quarta è rientrata la seconda e si è viaggiato così, si è sbagliato a mettere la marcia". Chi è che ha visto meglio di quelli che sembravano destinati a partire? "Mi è piaciuto l'impegno e come hanno parlato Arthur e Douglas Luiz. Credevano di venire qui e di essere messi da parte, invece sono rimasti sorpresi che noi li vogliamo valutati, è corretto fare così, li abbiamo pagati diversi soldi. Quello è sintomo che hanno potenzialità, sennò non si facevano apprezzare a certi livelli. Questo fatto di dargli la possibilità e vederli fare quello che devono fare mi fa capire che sono intelligenti e hanno qualità. Si porteranno in tournée si valuteranno". Come stanno gli infortunati? "Ekhator e Thuram non li portiamo in tournée. Gli altri che sono arrivati in ritardo invece vengono con noi". Si aspetta qualcosa prima della tournée? "Un'altra volta... Abbiamo delle idee, ma bisogna metterle in pratica. Si è parlato di due cose, sono vere, poi però ce ne sono anche altre nel mirino dei direttori. Anche Carnevali è uno che ha conoscenze, ha la possibilità di parlare con qualche presidente, con qualche direttore. Siamo nelle condizioni di far arrivare la notifica sul telefono in qualsiasi momento, siamo fiduciosi, dobbiamo completare la rosa". Ci ha lasciato Baresi. Le chiedo un ricordo. "Ho avuto il piacere di conoscerlo ed è sempre stato emozionante vederlo con quella faccia carica di forza e di mettere a suo agio chiunque avesse davanti. Era come dire che lui c'era e ti proteggeva. Poi adesso è diventato popolare il video di Maradona con la maglia di Baresi, non c'è miglior consegna... Lui è il Maradona delle difese". Vede una Juventus più sua? "In dei momenti sono più disteso e poi ci metto un attimo a diventare nervoso, fa parte del mio carattere e del gioco. La società ha fatto vedere che vuole operare, sono contento, ma è chiaro che c'è un lavoro svolto nell'anno precedente che possiamo portare a supporto. Siamo partiti dalla metà dell'alfabeto, anche oggi abbiamo preso due cose in più di quando si aspetta e di quando si pressano gli avversari, del rendersi conto di quando possiamo salire in maniera decisa e quando in maniera morbida. Vedo attenzione e partecipazione". Un giudizio sull'ambientamento di Celik? "Lui è un esecutivo, un soldatino. Lo puoi mettere in battaglie di calcio da tutte le parti del campo e su quale campo vuoi, lui fa vedere la sua qualità, la sua determinazione, la sua applicazione e la sua conoscenza da esperto di calcio".