In 24 ore la Juve ha chiarito due volte qual è la sua posizione sul nuovo corso Italia
Gli uomini più rappresentativi della Juventus di oggi si sono espressi in maniera molto critica sulle ultime decisioni prese da Giovanni Malagò
Alla Juventus non piace la strada imboccata dalla Federazione per dare il via al nuovo corso della Nazionale. Il dato è chiaro, acclarato, dopo un paio di giorni di dichiarazioni molto nette sul tema. A parlare non sono stati due personaggi qualsiasi del mondo bianconero, ma quelli che oggi sono i volti più rappresentativi della Juve del presente e del futuro: Giovanni Carnevali e Luciano Spalletti. Quest'ultimo poi reduce proprio dall'avventura in azzurro conosce bene la materia e l'ambiente: nel 2023 fu proprio lui a prendere il posto di Roberto Mancini dopo la fuga in Arabia Saudita di quest'ultimo, nel 2009 invece fu Ranieri a prendere il posto di Spalletti alla Roma. Un qualcosa di simile poteva accadere anche un anno fa quando però Ranieri disse no alla Nazionale salvo poi tornarci oggi da direttore tecnico. Ma andiamo con ordine.
La presa di posizione di Carnevali
Giovedì pomeriggio a Courmayeur, in occasione di un evento organizzato da 'La Stampa', l'amministratore delegato Giovanni Carnevali s'è espresso così sulla decisione di Giovanni Malagò di affidare le chiavi del nuovo progetto azzurro a Mancini e Ranieri: "Come Serie A abbiamo suggerito di costruire una federazione come una società, con un presidente e un direttore tecnico e con un progetto sui giovani, affidato a tecnici ed educatori. Mi piacevano le proposte di Maldini e Leonardo. L’importante è non inserire gli amici, ma persone capaci. Secondo me Malagò poteva muoversi meglio, bisogna cercare di costruire ciò che non siamo stati in grado di fare. Alla fine, per guidare gli Azzurri, Malagò è andato sulla sua prima scelta: Mancini è un ottimo allenatore, ma non mi è piaciuto come si è comportato con la nostra Nazionale". Metodi e nomi, a Carnevali che aveva sposato la scelta di rifondare la Nazionale partendo dalla coppia Maldini-Leonardo non è affatto piaciuto il passo indietro di Malagò. Ma non è l'unico.E poi le stoccate di Spalletti
Ieri infatti sullo stesso tema è stato interrogato Luciano Spalletti, è avvenuto dopo l'amichevole vinta 2-0 contro il Nizza. E il tecnico di Certaldo ancor più chiaramente del suo dirigente ha contestato la scelta di Malagò di far saltare sul nascere il progetto iniziale: "Maldini rappresentava assolutamente il nuovo di cui c'era bisogno. È stato come fare un aggiornamento sul telefonino, era troppo vecchio e l'aggiornamento non è stato possibile farlo... Invece di comprare il telefonino nuovo noi siamo rimasti con quello che avevamo senza aggiornamento. Ranieri e Mancini sono la soluzione giusta per la Nazionale? Questo non lo dico. Maldini era l'uomo che rappresentava il mettere una marcia da lanciati con l'auto in corsa. Invece di mettere la quarta è rientrata la seconda e si è viaggiato così, si è sbagliato a mettere la marcia".Altre notizie
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