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Nico Paz, Kaiki, Milla, Cuenca, Chalobah, Yan Couto e il... centravanti. Il Como può diventare il Manchester City della Serie A e Fabregas il suo Guardiola?TUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 00:00Editoriale
di Raimondo De Magistris

Nico Paz, Kaiki, Milla, Cuenca, Chalobah, Yan Couto e il... centravanti. Il Como può diventare il Manchester City della Serie A e Fabregas il suo Guardiola?

Prima del passaggio del club all'Abu Dhabi United Group il Manchester City aveva vinto il campionato inglese solo due volte. Era successo nel 1937 e nel 1968, c'era la First Division che per forza economica e competitività non era paragonabile all'attuale Premier League. Dopo l'arrivo degli emiratini, i titoli nazionali per i citizens sono saliti a dieci. E' arrivata anche e soprattutto la vittoria della Champions. Prima dell'approdo in riva al Lago dei fratelli Hartono il Como non aveva praticamente mai partecipato alle coppe europee: solo una Coppa Mitropa nel 1980/81. Dopo il loro arrivo, il Como non solo ha conseguito il miglior risultato nel campionato italiano col quarto posto dell'ultima stagione ma ha anche - per la prima volta - staccato il pass per la partecipazione alla più importante competizione per club al mondo. Manchester City e Como nello stesso discorso, oggi il paragone può sembrare quasi blasfemo e solo alla lunga capiremo se questo accostamento sarà o meno fondato. Però se ricordiamo il primo City del principe Mansur bin Zayd Al Nahyan che subito si affidò a Mancini e poi trovò la sua definitiva consacrazione con Guardiola allenatore qualche punto in comune sembra esserci. Quella società investì subito su nomi importanti, pronti via e col Mancio acquistò nel giro di pochi mesi giocatori come Robinho, Tevez e Adebayor, poi ancora David Silva, Balotelli, Yaya Youré e Dzeko. Questo Como invece ragiona più in prospettiva, innesti più giovani e di prospettiva. Forse però ha fin da subito trovato il Caronte perfetto per traghettare al meglio il Como in acque inesplorate ma soprattutto da gennaio 2025 - ovvero pochi mesi dopo il suo ritorno in Serie A - ha cominciato a investire come nessun altro club italiano per quantità e qualità. Già, perché il progetto Como per come lo intendiamo oggi inizia a decollare davvero solo 18 mesi fa. Dopo un girone d'andata da neopromossa la società lariana interviene sul mercato con una decina di innesti, soprattutto Douvikas, Diao, Valle, Butez e Caqueret. Con poco meno di 50 milioni di euro il presidente Suwarso, che nell'estate precedente aveva preso Perrone in prestito Nico Paz con tutte le clausole che conosciamo, comincia a mettere a disposizione di Cesc Fabregas una rosa decisamente interessante che può lasciarsi alle spalle la corsa salvezza. Che può sognare in grande. E infatti il Como chiuderà la Serie A 2024/25 al decimo posto. Investimenti ancor più importanti arrivano poi nell'estate successiva. Nico Paz resta, Perrone viene riscattato. Poi Jesus Rodriguez e Baturina, Addai e Kuhn. Diego Carlos e Jacobo Ramon. Il Como spende molto più di cento milioni di euro e dal decimo posto sale fino al quarto con tanto di festeggiamenti per la qualificazione in Champions League. Un grandissimo traguardo. Storico. Ma quanto conquistato a maggio viste le ambizioni di questa società è sembrato un punto di partenza più che di arrivo e infatti questa estate si presenta di nuovo come unica nel suo genere. L'asticella è stata posta ancora più in alta ed ecco che Chalohah giovedì svolgerà le visite mediche, un affare col Chelsea da circa trenta milioni di euro. Sessanta milioni sono stati spesi per acquistare di nuovo Nico Paz, una quindicina per Kaiki e poco meno per Liberali e Milla. Dal Barça è arrivato un giovanissimo di belle speranze come Cuenca, presto col Borussia Dortmund verrà definitivo il prestito con diritto di Yan Couto e poi... il centravanti. Un investimento di una quarantina di milioni (non semplice arrivare a Kean, la Fiorentina per ora vuole tenerlo) per consegnare all'allenatore il nuovo 9 titolare in sostituzione di quell'Alvaro Morata che, ad oggi, rappresenta l'unico vero acquisto sballato. Il Como tra circa un mese potrebbe ritrovarsi con nuovi acquisti per 160-170, circa 350 milioni di euro di investimenti sul mercato in 18 mesi. Non sempre con giocatori già affermati come quelli del primo Manchester City, ma con calciatori che s'incastrano perfettamente in un progetto come quello architettato da Fabregas che nel Como ha trovato la sua cup of tea. Il manager spagnolo si trova talmente bene dov'è oggi che negli ultimi 14-15 mesi ha rifiutato almeno una dozzina di offerte pur di restare, ha detto no all'Inter l'estate scorsa e al Napoli in questa perché ritiene il progetto lariano il più affascinante. Il suo progetto. Se poi potrà diventare il Guardiola di Como lo capiremo solo quando presto o tardi a chiamare saranno Arsenal e Barcellona. E se il Como potrà diventare il Manchester City della Serie A solo se ai piazzamenti prestigiosi si sostituiranno le vittorie. Già, perché oggi in riva al Lago non ci sono più tabù. "Scudetto? Dicevano che fosse impossibile andare in Champions League", ha detto recentemente Suwarso ricordando i pronostici di dodici mesi fa. Poche parole ma ben assestate, non c'è bisogno di aggiungere altro.