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Nazionale, e se salta Maldini? Ranieri, Albertini, Bergomi: le carte nelle mani di MalagòTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 12:42Serie A
di Ivan Cardia

Nazionale, e se salta Maldini? Ranieri, Albertini, Bergomi: le carte nelle mani di Malagò

Giovanni Malagò vuole scegliere il direttore tecnico prima del ct: l'ex Milan è da sempre in pole, ma per ora non ha accettato.
Tutto su Paolo Maldini. Ma l’all-in non è detto che vada a segno: Giovanni Malagò, da quasi venti giorni presidente della Federcalcio, ha individuato nell’ex Milan la persona giusta per ricoprire il doppio ruolo di direttore tecnico della Nazionale e presidente del Club Italia. Prima competenza: scegliere il commissario tecnico. Il pressing dell’ex numero uno del Coni, per ora, non è andato a segno: gli spiragli nei dubbi di Maldini non si sono trasformati in una risposta positiva e, anche se Malagò vuole insistere sino all’ultimo, è il tempo di valutare alternative. Il presidente della Figc, del resto, ha da sempre descritto quella che si sta chiudendo come la settimana decisiva, da dentro o fuori. Protrarre la questione al weekend non è nelle sue intenzioni, arrivare alla settimana successiva non sarebbe il massimo, anche perché tutti si aspettavano che il primo passo - che fosse il dt o il ct - arrivasse ben prima. Lo stesso Malagò, del resto, ha sempre parlato di piani B e C: verrebbe da dire che la Nazionale ha bisogno di un piano A, ma tant’è. Il primo nome della lista di alternative a Maldini sembra essere Claudio Ranieri. Non è più legato alla Roma - il motivo per il no a Gravina come ct dopo Spalletti - e ha già detto che alla chiamata dell’Italia risponderebbe presente. La sua esperienza da dirigente giallorosso non è finita benissimo, ma tutto sommato aveva scelto lui Gian Piero Gasperini, e sarebbe forse l’unico, oltre a Maldini, davvero ritenuto in grado di unire le cariche di presidente del Club Italia e direttore tecnico. Altrimenti, è possibile che questi due ruoli si separino, anche se si è tolto dal mercato Frederic Massara, nuovo dt della Juventus, che alcune componenti federali ritenevano l’uomo perfetto per un ruolo tecnico al fianco di un altro più politico. I profili più rispondenti a questa seconda caratteristica sono vari: ha esperienza di cose federali Demetrio Albertini - ex presidente dell’Assocalciatori e del Settore Tecnico Figc -, come pure Alessandro Costacurta, vice di Roberto Fabbricini quando il Coni, guidato da Malagò, commissariò la Federcalcio. Circola molto anche il nome di Beppe Bergomi: capitano della Nazionale dal 1988 al 1991, da anni allena a livello giovanile e ha intrapreso la strada di commentatore televisivo. Sarebbe una novità, di sicuro interesse ma con qualche incognita. Ha esperienza dirigenziale, seppur recente, Gianfranco Zola: il vicepresidente della Lega Pro è molto stimato da Malagò, ma pare contento del ruolo che ricopre attualmente e concentrato sulle sfide della Serie C, mentre Giorgio Chiellini ha appena avuto un nuovo incarico dalla Juventus. Tra le soluzioni meno probabili, ma da inserire in una lista che potrebbe anche prevedere altre carte coperte, c’è poi Gianluigi Buffon: è stato direttore sportivo dell’ultima Nazionale, e non è un gran biglietto da visita. Molto scosso dall’eliminazione di Zenica, è più credibile che possa ripartire in Figc da un progetto legato ai giovani. Ci sono infine i tre grandi numeri 10 della storia recente del calcio italiano: Alessandro Del Piero in passato è stato persino accostato al ruolo di presidente della Figc, ma non sembra aver mai coltivato particolari velleità in tal senso. Roberto Baggio è lontano da tempo, al suo nome è legato il fantomatico megadossier proposto nel 2011 e di cui nessuno - a parte lui e pochi altri - conosce davvero il contenuto. Più che da dt, potrebbe essere coinvolto da Malagò, che dei grandi azzurri del passato ha parlato spesso, con ruoli di immagine in Figc. Come lui, Francesco Totti, che ieri era in via Allegri per un saluto al presidente federale (tifoso della Roma, non è un mistero). Risolta la questione del dt, ci sarebbe poi da scegliere il ct. Il grande favorito è Antonio Conte, davanti a Roberto Mancini. La sorpresa potrebbe arrivare dal Brasile, se davvero Carlo Ancelotti lasciasse la Seleçao. Prima, però, bisogna capire chi si deve occupare di questa scelta: il dt serve soprattutto a scaricare dalla testa di Malagò le responsabilità legate alla Nazionale, per concentrare il lavoro del presidente sugli aspetti gestionali della Figc e sulla sfida di Euro 2032, senza rischiare - come è successo con Gravina - che eventuali ulteriori delusioni (si spera non ci siano) investano il vertice.