Un fantasma in un mare di fischi: cosa aspetta David a lasciare la Juventus?
Ventuno tocchi, un paio di tiri sghembi, un muro sonoro di fischi a decretare un messaggio: in questa Juventus, non c’è più spazio per Jonathan David. Non ci sarebbe forse nemmeno se giocasse bene, ma a maggior ragione se l’attaccante canadese, che Luciano Spalletti ha provato a schierare in un ruolo di supporto, continua a non dare segnali di vita calcistica.
Nel successo sul Parma, è bastato che uscisse dal campo, sostituito da Nico Gonzalez, perché la Juve riacquistasse verve. I numeri, del resto, sono quello che sono: pochi tocchi del pallone, ancora meno in area, 0,09 di xG per uno che di mestiere farebbe l’attaccante e di gol, in passato, ne ha segnati anche tanti. Arrivato a parametro zero la scorsa estate, l’impressione è che il suo addio fosse meno complicato di quello di Lois Openda. E invece, a oggi, nessuna nuova.
Insistere, però, non serve a nessuno. Spalletti ci può provare, ma quando si rompe qualcosa è difficile ricucirla: le toppe non funzionano. I fischi dello Stadium, spazientito, decretano la voglia di una cesura rispetto a quello che David sarebbe dovuto essere e non è mai stato. Non ha funzionato da nove e nemmeno da seconda punta. A mercato quasi concluso, è un tappo in tanti sensi, anche perché la sua permanenza impedisce l’affondo per quel centravanti “vero” che Spalletti tanto vorrebbe. Non che siano arrivate offerte clamorose, ma l’impressione è che continuare così non faccia bene a nessuno. Nemmeno a lui, che altrove potrebbe, magari, rilanciarsi.
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