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Il commissario di Malagò può essere… Malagò? L’incredibile (ma possibile) punto di cadutaTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 10:30Serie A
di Ivan Cardia

Il commissario di Malagò può essere… Malagò? L’incredibile (ma possibile) punto di caduta

Sono giorni caldi per il futuro della Federcalcio. Il destino della presidenza di Giovanni Malagò è appeso a un filo, in attesa del parere che la Giunta Nazionale del CONI, su proposta del presidente Luciano Buonfiglio, ha chiesto a un pool di giuristi esperti sul tema. Non - almeno per ora - al Collegio di Garanzia del CONI, per quanto sarebbe un passo comprensibile: essendo l’organo destinato a decidere (almeno a livello sportivo), e avendo una sezione dedicata a queste controversie, sarebbe l’interlocutore più logico. Ma non è detto che sarà quello sentito.

Malagò al lavoro

Nel frattempo, lo stesso Malagò studia le contromosse. In FIGC si aspettavano che da Palazzo H - la sede del CONI - chiedessero spiegazioni, dato che la tesi di Giuseppe Chiné (procuratore federale) non rappresenta la posizione della Federcalcio e del suo presidente. Così, però, non sarà, ragione per cui Malagò sta lavorando comunque a una memoria da presentare e, al contempo, portando avanti delle interlocuzioni con i suoi grandi elettori: nelle prossime ore sono possibili contatti con i grandi club di Serie A, anche per capire se il consenso che l’ha portato all’elezione è intatto (probabilmente no) e valutare gli scenari futuri.

L’ipotesi più incredibile

Che la decadenza sia possibile, comunque, pare averlo inteso anche Malagò: il finale non è scontato, ma la tesi che porta avanti - cioè che “essere in regola con il tesseramento”, in base all’art. 29 dello Statuto FIGC, non implichi l’essere tesserati, e che questo requisito sia “coperto” dall’accredito di una componente federale - ha una certa dose di fragilità giuridica. Così, la contromossa può essere politica: secondo quanto riferito da Il Fatto Quotidiano, l’ultima idea porterebbe sì al commissariamento della Federazione, ma con lo stesso Malagò nelle vesti di commissario. Una soluzione incredibile, ma giuridicamente possibile: a livello personale e disciplinare, infatti, l’ex presidente del CONI non rischia nulla, dato che non ha mai sostenuto di essere tesserato e, proprio per questo, non può essere deferito. L’ipotesi di affidargli comunque la FIGC sarebbe basata sull’ampio consenso ricevuto ma, secondo quanto raccolto, non sarebbe stato lui a proporre quest’idea: arriverebbe da alcuni componenti della Giunta del CONI, dove Malagò gode ancora di diversi estimatori (molti sono ex atleti, come Federica Pellegrini e Tania Cagnotto, storicamente molto vicine a lui anche a livello personale). Sarebbe un punto di caduta abbastanza surreale, ma non per forza da escludere, anche se al momento non sembra comunque la soluzione più probabile.

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