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Dennis Wise e la scaramanzia di Luca Vialli: "Lo stesso film al cinema per due settimane"

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Daniele Najjar
Oggi alle 15:41Serie A
autore Daniele Najjar
01.10.2026 15:41Serie A
Dal Festival di Trento viene ricordato Gianluca Vialli con un ospite speciale: Dennis Wise. Le sue parole sul compianto ex attaccante.
A Trento è iniziato il Festival dello Sport. Nel corso del panel "Vialli forever" - tenutosi presso il Teatro Sociale di Trento - è intervenuto l'ex centrocampista del Chelsea, Dennis Wise. Di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TuttoMercatoWeb.com. Ci racconti qualcosa di Vialli? "Posso dire che era superstizioso e racconto questo aneddoto. Una sera andammo al cinema con le nostre compagne e decidemmo di andare a vedere 'Mission Impossible'. Poi vincemmo la gara successiva con un suo gol. La settimana dopo decidemmo di ripetere la serata perché era stata piacevole: "Andiamo al cinema di nuovo?", mi disse. E io: "Sì, che film vuoi vedere?'. E luii: 'Mission Impossible'". Anche tu ami giocare a golf come faceva Vialli? "Io no, lui era bravissimo a giocare a golf, lui faceva anche stretching prima di giocare e abbiamo giocato tantissime volte assieme. Io preferisco il padel". Negli anni '90 gli italiani erano il modello anche per voi inglesi? Vialli arrivò al Chelsea in quegli anni. "Sono d'accordo, lui era un calciatore estremamente intelligente. In quegli anni c'erano stati grandi talenti che erano arrivati in Inghilterra dall'Italia, lui è stato uno dei più professionali nell'approcciarsi, infatti si è adattato molto velocemente alla nuova realtà. Lui era uno dei calciatori di punta di quella squadra. Voleva dare il 100% in ogni partita e motivava tutti i calciatori. Avere uno così in spogliatoio era qualcosa di unico". La sua attitudine comica e la capacità di stemperare venne fuori anche al Chelsea? "Sì, questo lato era parte importante di lui, l'allegria. E c'era bisogno di questo lato di lui così come c'era il suo lato serio che era altrettanto importante. E tutti lo rispettavano sia quando era estremamente serio che quando scherzava. La sua onestà e capacità di essere diretto lo facevano essere rispettato da tutti, sempre". Com'è nata la figura di giocatore-allenatore, ruolo che ricoprì? C'è una maglia che rappresenta quello che diciamo. "Avevo fatto una maglietta, sì. Lui stava cercando di capire quale formazione mettere. Luca aveva capito che sarebbe stato lasciato fuori. Mi rendevo conto che non era contento di questa decisione, ma la affrontò anziché riversarla sulla squadra. Allora scrissi: 'Dai Luca sorridi, che ti vogliamo bene'. Poi feci gol e mostrai la maglia con la frase che avevamo scritto. Poteva continuare a giocare per altri 1-2 anni, ma capì che per il bene della squadra era meglio fare solo l'allenatore". Ci dispiace per l'Europeo vinto dall'Italia nel 2021... "Questi due ragazzi (Vialli e Mancini, n.d.r.) sono stati una fonte d'ispirazione. Le foto di loro due in coppia sono passate alla storia e sono un esempio di come si lavora assieme e come si lavora davvero di squadra".

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