La Juventus del '96 al Festival di Trento: aneddoti, risate e commozione per Vialli
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Daniele Najjar
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Oggi alle 15:00Serie A
autore Daniele Najjar
04.10.2026 15:00Serie A
Ultimo giorno per il Festival dello Sport edizione 2026, a Trento. Presso l'Auditorium di Santa Chiara, intervistati da Fabio Licari nel panel "La notte dei campioni", sono intervenuti gli ex Juventus protagonisti dell'ultima Champions vinta: Massimo Carrera, Angelo Di Livio, Moreno Torricelli, Michelangelo Rampulla, Angelo Peruzzi, Michele Padovano, Ciro Ferrara e Gianluca Pessotto.
Tante risate come se si fosse tornati in spogliatoio, ma anche un momento di grande commozione. Prima di partire infatti viene ricordato chi non ha potuto esserci perché venuto a mancare, Gianluca Vialli. Gli otto eroi bianconeri allora mostrano al pubblico presente al teatro la maglia di Vialli e parte una lunga e toccante standing ovation. Vengono pubblicati i video di saluti di Antonio Conte, ma anche di Paulo Sousa che se la ride: "Cosa ricordo? Che Non avrebbero vinto senza di me. Sono veramente molto grado di appartenere a quel gruppo straordinario. Mi mancate tantissimo".
Spazio al video saluto di Conte: "È bello festeggiare i 30 anni di quello che è stato il successo più importante di quella Juve. Di quel gruppo mi è rimasto soprattutto il valore umano, con un grandissimo allenatore come Lippi alla guida. Mi sarebbe piaciuto esserci, ma al momento non sono in Italia. Mi sto godendo ancora un po' di vacanza, visto che quest'anno ho la possibilità di stare tranquillo e di riposarmi".
Poi spazio poi agli aneddoti più vari, eccone alcuni.
ANGELO DI LIVIO
Il gruppo: "Noi eravamo calciatori, ma prima ancora uomini e fratelli. Eravamo una cosa, facevamo il tifo per chi entrava al posto nostro. Non per niente abbiamo vinto tutto".
La fatica in campionato: "Non abbiamo fatto mai una scelta. Magari inconsciamente abbiamo annusato la possibilità di poter fare qualcosa in Champions e allora qualcosa in campionato abbiamo lasciato".
L'amichevole contro la Carrarese di Baldini: "Non avevamo capito benissimo il motivo di questa partita, ma da grandi professionisti abbiamo giocato e vinto".
La rovesciata di Ferrara: "Dopo lo abbiamo preso con il cucchiaino. Al primo scatto di un avversario che si chiamava Renault, Ciro mi dice: 'Stammi vicino che questo mi fa la riga ai capelli'".
ANGELO PERUZZI
Scherzi sì, ma soprattutto maturità: "Prima di ogni partita scherzavamo sempre, in ogni minuto, ma quando si saliva sul palco basta, si diventava seri".
Il gol subito con errore contro il Borussia Dortmund nel settembre '95: "Chiaramente è stato un errore mio. La domenica prima avevamo giocato a Piacenza, Di Francesco mi aveva rotto il naso con una ginocchiata. Il dottore la mattina della partita mi chiede come stavo. Avevo due occhi gonfi. Mi apre l'occhio con la mano e mi dice: 'Ci vedi?'. E io: 'Ora sì'. Poi prendo quel gol...".
MASSIMO CARRERA
Possibile addio: "Dovevo andare via dalla Juventus e potevo andare alla Roma. Lippi voleva poi che andassi al Napoli, ma io non ci volevo andare, mia moglie poi aspettava la bambina. Allora iniziai a finire in tribuna anche se mi allenavo con loro".
MICHELE PADOVANO
Ricordo di Gianluca Vialli: "Vialli mi manca tantissimo, le persone come lui non moriranno mai. Solo lui sapeva smorzare la situazione, a modo suo. Prima della gara contro il Real Madrid vinta 2-0 ai quarti di finale c'era grandissima tensione, lui prese una telecamera e si mise a filmare tutti per appunto smorzare la tensione facendoci scendere in campo tranquilli. Aveva la personalità per farlo".
Il gol alla Juventus nei quarti di finale: "Senza quel gruppo e senza quella squadra non avrei mai avuto l'opportunità di trovarmi lì a fare gol al Real Madrid a fare gol da pochi metri. Ringrazierò sempre la società per avermi dato questa opportunità".
CIRO FERRARA
Lippi persona chiave: "La persona che ci ha fatto credere di poter vincere la Champions in tanti modi. Anche con le scelte, per esempio lasciando Di Livio in panchina in finale (ride assieme a Di Livio sul palco, n.d.r.)".
La rovesciata contro il Nantes: "Perché la definite incredibile? Vedo ironia, ma erano cose che facevo! Misi in atto una delle mie skills migliori, la rovesciata".
MICHELANGELO RAMPULLA
La previsione del gol di Del Piero al Borussia Dortmund: "Glielo dicevo sempre e allora lui non mi riconosce questa cosa, la maglia non me l'ha data".
Volevamo vincere sempre. Con l'Evergrande giocammo in Cina una coppa amichevole, dissi al mister scherzando: 'Lasciamoli vincere che il presidente avversario è mio amico'. E lui: 'Ma come, possiamo vincere la Coppa di Cina e la lasciamo a loro? No'".
GIANLUCA PESSOTTO
Steaua Bucarest-Juventus 0-0, fra la neve: "L'atterraggio a Sofia? Giravamo da tempo senza poter atterrare. Alla fine torniamo indietro, a Torino, Lippi ci porta al Delle Alpi. Ripartiamo il giorno dopo perché ci dicono che avevano spalato tutto. Si è visto...".
MORENO TORRICELLI
I litigi con Lippi: "Lippi mi becca a fumare negli spogliatoi. L'inizio di battibecchi vari, tanto che sono stato vicino a lasciare la Juventus, per fortuna non è successo altrimenti avrei vinto molto meno".
Real Madrid-Juventus 1-0: "Giocare al Bernabeu è un sogno per chiunque, se entri lì sai che è difficilissimo, ma molto stimolante. Quella partita è stata dura, siamo stati tanto in sofferenza, Peruzzi ha avuto il suo bel da fare. Una delle sue migliori parate l'ha fatta lì quella sera".
La semifinale con il Nantes e il rosso: "Mi è dispiaciuto e mi ha fatto preoccupare prendere quel doppio giallo. Lasciare in 10 i miei compagni con 20 minuti da giocare è stato preoccupante. All'ultimo minuto loro fecero un tiro a due centimetri dal palo. Le partite si vincono e si perdono davvero per niente. Avendo vinto prima con il Real comunque prima avevamo avuto consapevolezza".
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